In banca c’è il catalogo
per il welfare aziendale
Idee per ogni impresa

ROMA

INTESA SAN PAOLO apre le filiali al welfare aziendale per imprese e lavoratori. Ampliando l’offerta oltre il «perimetro» tradizionale dei prodotti bancari e assicurativi, il gruppo punta a mettere a disposizione dei propri clienti un sistema di servizi ribattezzato Welfare Hub: una soluzione che consente alle imprese di fare proprio del welfare aziendale «un obiettivo raggiungibile, volano di crescita economica, reputazionale e sociale». Sulla spinta della detassazione dei benefit attribuiti ai dipendenti prevista dalla legge di Bilancio, il welfare aziendale si sta rivelando una delle carte più efficaci in mano alle aziende per motivare e valorizzare i lavoratori. Non a caso aumentano coloro che, al momento di accettare un lavoro, valutano soprattutto questo tipo di pacchetti aggiuntivi e coloro che dichiarano di preferire questo genere di vantaggi anche rispetto a un aumento di stipendio. I servizi di welfare sono netti e, dunque, si traducono in erogazioni più consistenti a parità di costo aziendale in confronto agli aumenti retributivi. E’ in questo contesto che nasce Welfare Hub, il servizio per la gestione dei programmi di welfare aziendale dedicato alle imprese che scelgono di erogare ai propri dipendenti benefit sotto forma di beni e servizi in alternativa al pagamento in denaro, cogliendo così le opportunità offerte proprio dalle regole fiscali. «Ogni giorno ­ spiega Andrea Lecce, responsabile della direzione Marketing Banca dei Territori – i colleghi di Intesa Sanpaolo vivono un’esperienza di welfare talmente positiva che abbiamo deciso di proporla ai nostri clienti, imprese con una soluzione dedicata». Lo strumento operativo creato da Intesa Sanpaolo per offrire il servizio è la piattaforma digitale e multicanale di Welfare Hub (accessibile da pc, tablet e smartphone). Attraverso questa soluzione i dipendenti potranno prenotare e scegliere i propri benefit tra beni e servizi presenti all’interno delle aree di loro maggiore interesse: casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero oppure viaggi e mobilità. E avranno la possibilità di chiedere il rimborso di spese già sostenute, richiedere voucher per l’acquisto di beni e servizi o destinare i benefit alla previdenza complementare o alla cassa sanitaria integrativa.

NON BASTA. Con la piattaforma di WelfareHub, il dipendente avrà accesso anche a sei differenti aree di prodotti finanziari e assicurativi dalla salute alla previdenza, dai finanziamenti alle polizze assicurative, dai finanziamenti dedicati ai giovani alle coperture a rischio. «La piattaforma – continua Lecce – offre una win-win situation; da una parte il datore di lavoro può ridurre il costo del lavoro fidelizzando però i propri dipendenti, dall’altra i dipendenti hanno un vantaggio economico e servizi per la famiglia. Noi di Intesa San Paolo crediamo in questo progetto e vogliamo essere partner a 360 gradi delle imprese che decidono di muoversi in un contesto nuovo con grandi potenzialità non solo fiscali ma anche economiche e reputazionali. L’iniziativa si propone anche di dare compimento a quanto previsto dall’accordo triennale con Confindustria che prevede lo sviluppo di piattaforme di welfare che soddisfino nuovi bisogni e trovino soluzioni per il benessere e la qualità della vita».

Alberto Pieri


LA STORIA DELLA SETTIMANA 

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COME È CAMBIATA LA LEGGE SUL CUMULO PENSIONISTICO? POSSO RIUNIRE CONTRIBUTI VERSATI A CASSE DIVERSE?

Mi chiamo Alfio G. Sono un professionista iscritto a una cassa privatizzata. In passato ho lavorato come dipendente per un’azienda privata. Ho letto che è possibile da quest’anno sommare i contributi versati presso più enti per ottenere una sola pensione. È vero? È possibile?

LA POSSIBILITÀ indicata dal signor Alfio è stata prevista dalla legge di Bilancio per il 2017 e si chiama cumulo gratuito. Si tratta di uno strumento, che fino allo scorso anno, era utilizzabile solo nell’ambito delle gestioni pubbliche dell’Inps e a determinate condizioni. Da quest’anno è stato esteso anche ai liberi professionisti con Cassa autonoma e ampliato anche nelle condizioni di accesso. In realtà, però, fino a qualche giorno fa questa soluzione è stata bloccata per un rimpallo di responsabilità tra Ministero del Lavoro e Inps. Ora, invece, una circolare dell’Istituto ha provveduto a rendere operativa questa via. Che cosa è possibile fare oggi? Si può chiedere di sommare i periodi contributivi non coincidenti «ai fini del conseguimento di un’unica pensione da parte degli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, alle forme sostitutive ed esclusive e alla gestione separata e presso gli Enti di previdenza privati». La facoltà di cumulo, completamente gratuita, può essere finalizzata al conseguimento di una delle differenti pensioni possibili. In pratica, si può ottenere la pensione utilizzando tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni previdenziali private e presso l’Inps. La liquidazione del trattamento pro quota, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle retribuzioni di riferimento, avverrà, però, solo al conseguimento dei requisiti anagrafici e contributivi. Così, se i requisiti sono uguali, si incasserà la pensione tutta insieme. Se, invece, i requisiti tra Inps e Cassa privata sono differenti, l’Istituto provvederà a erogare solo la quota maturata nel proprio ambito, mentre per la quota che fa riferimento alla Cassa si dovrà attendere di aver agganciato i requisiti in quella gestione.