La rivoluzione del Jobs Act
«Specializzati e vincenti
L’Italia al secondo posto
per lavori tramite agenzia»

Giuseppe Catapano

MILANO

STEFANO Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group, il mercato del lavoro ha ritrovato vitalità?
«È meno ingessato rispetto al passato. Così la ripresa in atto riesce a generare occupazione aggiuntiva e di qualità migliore».
Il Jobs act ha cambiato gli scenari?
«Li ha decisamente innovati. La World Employment Confederation, utilizzando una metodologia valutativa elaborata da Boston Consulting Group, ha classificato il sistema regolatorio italiano del lavoro somministrato tramite agenzia il secondo migliore al mondo, subito dietro quello olandese. Tant’è che oggi il 10% dei lavoratori assunti dalle agenzie per il lavoro a scopo di somministrazione ha con esse un contratto a tempo indeterminato».
Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte continuano a essere le regioni con aziende più ‘performanti’ e quindi più propense alle assunzioni?
«Lo sono sempre state, sempre lo saranno. La cultura del lavoro e dell’impresa che caratterizza queste aree le rende tra le più dinamiche e trainanti non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo».
Quali sono i settori in cui c’è più attività di ricerca di personale?
«Ict, retail, automotive, automazione, food & beverage, Horeca, logistica, moda, farmaceutico».
C’è difficoltà a reperire certi profili, in determinati settori?
«Le maggiori difficoltà riguardano il settore Ict e l’engineering: i profili sono difficili da reperire e spesso il gap tra le competenze dei candidati e quelle richieste dalle aziende è determinante nell’iter di selezione. Per prevenire questa criticità Gi Group sta investendo nella costruzione di professionalità attraverso iniziative strutturate realizzate insieme ai principali player di settore».
Di che tipo?
«Nel caso di QiBit, la divisione di Gi Group specializzata in Ict, attraverso l’organizzazione di academy a scadenza mensile. Nel caso del settore engineering inserendo giovani talenti in percorsi di formazione direttamente in azienda. Ne è esempio il progetto Gi Lab-Formula Future realizzato insieme a Scuderia Toro Rosso: attraverso la formula del learning by doing, i ragazzi vengono inseriti in azienda e vengono formati dei profili specifici».
La specializzazione è la chiave per trovare lavoro oppure c’è posto anche per i generalisti?
«La specializzazione è sicuramente la chiave per trovare lavoro. Tant’è che anche noi ci siamo organizzati con professionisti di selezione specializzati per famiglie professionali».
Quale consiglio dà ai giovani per costruirsi un futuro?
«Sperimentare il lavoro prima possibile per comprendere le proprie inclinazioni e le attese delle imprese».
Com’è cambiato il vostro lavoro nel corso degli anni?
«Siamo passati da un’attività di intermediazione di profili professionali prevalentemente generalisti ad essere gestori di soluzioni multidimensionali ed integrate di professionalità sempre più specializzate. Solo attraverso un approccio specializzato sapremo costruire valore per le esigenze, sempre più complesse, di aziende e persone».
Industria 4.0, cosa accadrà?
«Si accelererà questo trend».

Pensioni: risponde l’esperto

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com

Sandro o N., nato nel ’56 Ho cominciato a lavorare nel gennaio del 1972 Quando andrò in pensione?

Mi chiamo Sandro N. nato nel maggio del 1956. Lavoro da 45 anni, avendo iniziato a lavorare nel gennaio del ’72 Quando potrò andare in pensione?

IL CASO indicato ci dà la possibilità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1956. Ebbene, se hanno cominciato a lavorare a 14-15 anni, hanno maturato i requisiti per il pensionamento di anzianità secondo le regole precedenti entro il 31 dicembre 2011 e, dunque, sono già usciti. Se hanno cominciato a lavorare tra i 16 e i 23 anni (24 se donne), si applicano le nuove regole della riforma Fornero e la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, tra il 2014 (2013 per le donne) e il 2023, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 67 anni e 5 mesi nel corso del 2023 o del 2024 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio del 1956. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 64 anni nel corso del 2020.

Ho 70 anni, mia moglie 55 Che regole per la reversibilità?

Mi chiamo o Alessandro N., 70 anni e convivo con una signora di 55 anni che ho sposato qualche anno fa. Mia moglie avrà diritto alla pensione di reversibilità oppure no? Per ottenerla il matrimonio deve avere una durata minima?

IN MATERIA di pensioni ai superstiti, dal primo gennaio 2012 è scattata anche un’altra regola – ribattezzata anti-matrimoni di comodo – che riguarda sempre il coniuge superstite e che ha fatto tanto discutere ma che, finché non dovesse essere cancellata, resta valida. Quando il pensionato deceduto si è sposato a un’età superiore a 70 anni, con una differenza di età di oltre 20 anni rispetto al coniuge superstite, a quest’ultimo la pensione di reversibilità spetta in misura ridotta rispetto al normale: il taglio della quota attribuita è del 10% per ogni anno di matrimonio mancante al decimo, a meno che non vi siano di mezzo anche i figli, nel qual caso le forbici non vengono usate. Per questa via si sono voluti evitare possibili abusi attraverso matrimoni più o meno fittizi. E, dunque, in relazione ai quesiti posti, la signora, in caso di matrimonio, avrebbe diritto alla pensione di reversibilità secondo le regole normali. Quanto alla eventuale separazione, non è prevista una durata minima per il diritto alla prestazione.

Mi chiamo Germano, ho 58 anni, lavoro dal 1982 Che metodo di calcolo si applica al mio caso?

Mi chiamo Germano S. Sono nato nel maggio del 1959. Ho cominciato a lavorare nel 1982 e ho sempre continuato a farlo. Vorrei sapere con quale metodo verrà calcolata la mia pensione e quando potrò finalmente andarci

PER I NATI nel 1959 le regole sono comuni a prescindere che si tratti di lavoro dipendente o autonomo. Resta solo la differenza uomini/donne per il pensionamento anticipato. Ai nati maschi nel 1959, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni, si applica interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2015 e il 2026, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Alle donne nate sempre nel 1959, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 24 anni, si applica interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2014 e il 2026, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 67 anni e 9 mesi o di 68 anni nel corso del 2026 o del 2027 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 marzo 1959.
Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 64 e 5 mesi, nel corso del 2023-2024, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1959. Uomini e donne potranno anche decidere di rimanere, a seconda del mese di nascita, fino a 72 anni e 5 mesi, fino al 2031-2032, e conquistare così la nuova pensione che abbiamo chiamato per stakanovisti o ritardata.