Ape social, la corsa è partita
Attese 60mila domande
La lista delle categorie

per la pensione anticipata

Raffaele Marmo

ROMA

APE SOCIAL con 63 anni di età e uscita anticipata per i precoci con 41 anni di contributi hanno in comune (o quasi) le categorie di lavoratori che, trovandosi in particolari condizioni di disagio, possono accedervi. Vediamo in dettaglio, dunque, le tipologie di potenziali pensionandi sulla scorta di questo di caratteristiche richieste. Possono fare la domanda per l’Ape social coloro che, oltre agli altri requisiti, si ritrovano in una delle seguenti situazioni: disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.

SOGGETTI che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi della legge 104. Invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli e di pellicce, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti e camion, personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido, facchini, addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

TALI ATTIVITÀ lavorative si intendono svolte in via continuativa quando le medesime non abbiano subìto interruzione nei sei anni precedenti il momento del pensionamento per un periodo complessivamente superiore a 12 mesi e a condizione che le attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente il pensionamento, per una durata almeno pari all’interruzione. Possono chiedere il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi i lavoratori precoci (che abbiano lavorato per 12 mesi fino a 19 anni) che si trovano in una delle seguenti situazioni: lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione, lavoratori dipendenti e autonomi che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74 per cento, addetti a lavori usuranti, lavoratori che svolgono da almeno sei anni, alle stesse condizioni accennate prima, una delle attività indicate in precedenza.


Pensioni: risponde l’esperto

Raffaele Marmo

 

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com

Giovanna, nata nel 1969 All’attivo 25 anni di contributi come dipendente privato Quando andrà in pensione?

Mi chiamo Giovanna. Sono nata nel marzo del 1969. Ho cominciato a lavorare nel privato nel 1992. Vorrei sapere quando potrò andare in pensione.

LA DOMANDA della signora Giovanna offre l’opportunità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nel 1969. Ebbene, ai nati nel 1969 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2027 (2026 per le donne) e il 2038 quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 69 anni nel corso del 2038. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 65 anni e 8 mesi o di 65 anni e 10 mesi nel corso del 2034-2035, a seconda che siano nati prima o dopo il 30 aprile 1969.

 

Giulio, 37 anni da dipendente Nato nel ’64, quando smetto?

Mi chiamo Giulio. Sono nato nel marzo del 1964. Ho cominciato a lavorare da dipendente nel 1980. Quando potrò smettere di lavorare e andare in pensione, anche alla luce delle nuove riforme del sistema previdenziale?

IL CASO del signor Giulio dà la possibilità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1964. A loro si applica la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per uscire riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2021 (2020 per le donne) e il 2032, quando raggiungono i requisiti contributivi. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro i la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 5 mesi o di 68 e 8 mesi nel corso del 2032 o del 2033 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1963. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 65 anni e 2 mesi, nel corso del 2029, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 ottobre 1964.

 

Sergio, nato nel ’61, 38 anni di contributi

Quale sarà l’anno giusto per poter andare via?

Mi chiamo Sergio A. Sono nato nell’ottobre del 1961 e ho cominciato a lavorare da dipendente nel 1976. Ho maturato comunque 38 anni di contribuzione. Quando potrò andare in pensione?

IL CASO del signor Sergio ci dà la possibilità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1961. Diciamo subito che sono uguali per uomini e donne, lavoratori pubblici e privati. Ebbene, non c’è molto da articolare, perché il quadro di riferimento normativo in termini di contributi è abbastanza chiaro, così come, ovviamente, le date per l’uscita dal mondo del lavoro: ai nati nel 1961 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per «uscire» riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2016 (2017 per le donne) e il 2029, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti.

SE HANNO cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma: per cui a breve non ci sono date da prendere in considerazione. E la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 2 mesi nel corso del 2029 o del 2030 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 ottobre 1961.

SE HANNO cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 64 anni e 9 mesi, nel corso del 2025-2026 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 marzo 1961.