L’ora della quattordicesima
Per 3,4 milioni di pensionati scatta un bonus più ricco
Tutte le novità da luglio

Claudia Marin

ROMA

LE PENSIONI più basse potranno contare sulla quattordicesima in arrivo a luglio. Una somma aggiuntiva che quest’anno sarà più pesante e con una platea di destinatari più estesa. L’ultima legge di bilancio, infatti, prevede da un lato l’aumento del 30 per cento (tra 100 e 150 euro in più) per coloro che già avevano diritto all’una tantum; dall’altro, l’attribuzione dello stesso bonus, nella versione base, a circa un milione e 200 mila pensionati in più (tra i quali oltre 100mila ex dipendenti pubblici). Ma vediamo, nel dettaglio, come funziona il meccanismo della quattordicesima e quali sono le novità che diventeranno operative a luglio. La «quattordicesima», introdotta nel 2007 dal governo Prodi, è corrisposta una volta l’anno nel mese di luglio e spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età. Ma la soglia anagrafica non basta per conquistarla: occorre guardare anche alle condizioni di reddito e ai contributi dei soggetti potenzialmente interessati. Partiamo dal reddito: fino a oggi la somma è stata attribuita ai pensionati con redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo (fino a 750 euro mensili): coloro che si trovano in questa fascia potranno ottenere nel 2017 un aumento del 30 per cento della somma spettante. E, dunque, se si tiene conto anche dei contributi versati, il quadro è il seguente: se si è pensionati ex lavoratori dipendenti e si hanno fino a 15 anni di contributi, la somma annua aggiuntiva passa da 336 a 437 euro. Se gli anni di contribuzione vanno da 16 a 25, si sale dai 420 euro attuali a 546. Se, infine, si ha un’anzianità contributiva superiore a 25 anni, la «quattordicesima» passerà da 504 a 655 euro. Gli importi sono uguali anche se si è pensionati ex lavoratori autonomi, ma sono richiesti più anni di contribuzione per ogni fascia: fino a 18 anni, da 19 a 28, sopra i 28. Nel 2017 la somma aggiuntiva verrà estesa anche a coloro che hanno un reddito che arriva fino a 2 volte il trattamento minimo Inps: in pratica, fino a mille euro mensili, 13 mila l’anno. Il che farà passare i destinatari a quota 3,4 milioni circa, 1,2 in più. Solo che per coloro che rientrano in questa seconda fascia, il bonus verrà erogato nella versione originaria, senza l’aumento del 30 per cento. Ma si tratta comunque di una somma che prima non era corrisposta.

IN PRATICA, seguendo la scaletta indicata, se si è pensionati ex lavoratori dipendenti e si hanno fino a 15 anni di contributi, la somma annua aggiuntiva sarà di 336 euro. Se gli anni di contribuzione vanno da 16 a 25, si sale a 420 euro. Se, infine, si ha un’anzianità contributiva superiore a 25 anni, la «quattordicesima» sarà di 504 euro. Per i pensionati ex lavoratori autonomi, come nel caso precedente, sono richiesti più anni di contributi per ogni scaglione: fino a 18 anni, da 19 a 28, sopra i 28. Ai fini della valutazione del reddito, si devono prendere in considerazione tutti i redditi, assoggettabili o esenti dall’Irpef, esclusi quello della casa di abitazione, gli arretrati di qualsiasi genere, i trattamenti di fine rapporto, la pensione di guerra, i trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento e simili. Il reddito del coniuge non viene preso in considerazione.


Pensioni: risponde l’esperto

Raffaele Marmo

Inviare i quesiti a: angeloraffaelemarmo@gmail.com

Ombretta, nata nel 1963 All’attivo 38 anni di contributi come dipendente privato Quando andrò in pensione?

Mi chiamo Ombretta A, nata nell’agosto del 1963. Ho cominciato a lavorare come dipendente privato nel giugno del 1979. Quando potrò andare in pensione?

LA DOMANDA della signora Ombretta offre l’opportunità di definire il quadro di riferimento per coloro che sono nati nel 1963. Ebbene, ai nati nel 1963 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2020 (2019 per le donne) e il 2031 quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 5 mesi nel corso del 2031 o del 2032 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1963. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 65 anni nel corso del 2028.

 

Andrea, 57 anni a fine luglio 35 anni di contributi da bancario

Mi chiamo Andrea A. Sono nato nel luglio del 1960. Sono bancario e a fine 2017 avrò 35 anni di contributi. Quando potrò andare in pensione, considerando anche i nuovi istituti e le possibilità per il settore?

PER IL CASO del signor Andrea utilizziamo il quadro di riferimento relativo ai nati del 1960. Ai nati nel 1960 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 (24 se donne) anni, la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2016 (2015 per le donne) e il 2028 (2026 per le donne), quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni nel corso del 2028. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 64 e 5 mesi o di 64 e 9 mesi, nel corso del 2024-2025, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1960.

 

Stefano, nato nel ’66, 31 anni di contributi Quale sarà l’anno giusto per poter andare via?

Mi chiamo Stefano. Sono nato a fine marzo del 1966. Ho maturato 31 anni di contributi così divisi: 25 nel settore dell’edilizia e 6 nel commercio. Volevo sapere quando potrò andare in pensione.

LA DOMANDA del signor Stefano ci permette di dare il quadro di riferimento per i nati del 1966. A questi ultimi si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni, la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2023 e il 2034, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti.

ALLE DONNE nate nel 1966, si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 24 anni, la prima data utile per “uscire” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2022 e il 2034, quando raggiungono i requisiti contributivi previsti. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 8 mesi o di 68 anni e 10 mesi nel corso del 2034 o del 2035 a seconda che siano nati prima o dopo il 30 aprile 1966.

SE HANNO cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint previsto dalle nuove norme varate dal governo di recente: maturano l’età richiesta di 65 anni e 5 mesi nel corso del 2031-2032, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1966.