Il patrimonio sprecato dei fondi pensione
«La politica è in ritardo I miliardi vanno all’estero»

Raffaele Marmo

QUESTA è la prima volta che in Italia sia il contratto nazionale sia la contrattazione aziendale offrono possibilità di sviluppo della previdenza integrativa. «Addirittura oggi il premio di produttività, incentivato da decontribuzione e detassazione, può essere trasformato in un benefit che rafforza la previdenza integrativa. È una sfida nuova. Dovremo capire come gestire al meglio queste due opportunità, come distribuire bene le risorse disponibili. Ma è una prospettiva positiva». A puntare i riflettori sulle due nuove leve di valorizzazione delle pensioni complementari è Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec, i lavoratori del tessile-abbigliamento, dell’energia e della chimica. Lavoratori che fanno riferimento a ben otto fondi pensione negoziali: Fondo Gomma Plastica, Previmoda, Fondapi, Foncer, Pegaso, Fondenergia, Fonchim. Otto fondi che, in termini di iscritti, rappresentano un quinto del bacino degli aderenti alle forme di previdenza integrativa e che, come patrimonio gestito (circa 13 miliardi), raggiungono un terzo delle risorse (45,9 miliardi) dell’intero settore.

Un patrimonio considerevole che potrebbe essere utilizzato anche come volano per gli investimenti nell’economia reale: possibilità che, però, rimane al palo.

«Il patrimonio dei fondi è un potente fattore di investimenti. Si dice che gran parte vada all’estero e che all’economia interna (azioni e obbligazioni) vada uno scarso 3%. Briciole. Invece occorrerebbe utilizzare una parte considerevole di quel patrimonio a favore della nostra crescita, per finanziare infrastrutture, ricerca e formazione e per sostenere politiche del lavoro».

Perché questo freno su investimenti strategici?

«Dobbiamo uscire dagli alibi delle tavole rotonde e confrontarci per arrivare a progetti concreti. Invece siamo lenti. Ma quello che preoccupa di più è l’atteggiamento dello Stato e della politica, indifferenti quasi ai cambiamenti e alle nuove esigenze, sempre con un piede nei metodi della burocrazia, e noncuranti che la previdenza integrativa può assumere anche un valore sociale forte e ridurre la sensazione di insicurezza di molti lavoratori».

Anche se rimane una scelta per pochi. Le adesioni sono basse rispetto al resto dell’Europa.

«Dobbiamo essere franchi su un problema di fondo: il patrimonio complessivo dei fondi pensione (di tutti, non solo di quelli negoziali) è ormai enorme, circa 100 miliardi, ma a ‘coprirlo’ sono in gran parte i lavoratori che hanno retribuzioni stabili. E l’Italia dei bassi salari e dei lavori saltuari come può sperare di far parte del mondo della previdenza integrativa? E se non potrà essere della partita, quali altre soluzioni dovremo inventare?».

Alle domande aggiungerei quella sulla sostituzione del lavoro umano con i robot: chi pagherà le pensioni future?

«L’evoluzione tecnologica cambierà il pianeta lavoro e di conseguenza il welfare. Occorre riflettere sul fatto che una parte di esso non potrà che essere assicurato che da un nuovo sistema fiscale. Questo ci fa capire quanto lavoro culturale e progettuale c’è da fare e che il ruolo dei fondi pensione è insostituibile. Un altro motivo per il quale la previdenza integrativa andrebbe potenziata moltissimo, ma manca il coraggio di agire. Soprattutto la politica è in forte ritardo, non c’è alcun leader che mi pare dimostri attitudine a guardare lontano».

Pensioni: risponde l’esperto

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Nato nel ’59, un impiego stabile L’anno prossimo avrò 42 anni e 6 mesi di contributi Potrò andar via senza penalità?

Mi chiamo Francesco G. Sono nato nel 1959. Nell’aprile 2018 avrò 40 anni di versamenti. Con 42 anni e 6 mesi avrò i requisiti per lasciare? Con penalità o no?

IL SIGNOR FRANCESCO potrà andare in pensione dal 2018 con 42 anni e dieci mesi di contributi senza penalità. Ai nati nel 1959 si applica interamente la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile ” riguarda il pensionamento anticipato, rispettivamente tra il 2015 (2014 per le donne) e il 2026, quando raggiungono i requisiti contributivi. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne) in avanti, si applica loro interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 67 anni e 9 mesi o di 68 anni nel corso del 2026 o del 2027 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 marzo 1959. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 64 anni e 5 mesi si nel corso del 2023-2024. Quanto alle penalizzazioni, non sono più previste.

 

Nata nel ’64, lavoro dall ’84 A che età potrò smettere?

Mi chiamo Sabrina G. Sono nata nel 1964 e ho cominciato a lavorare nel 1984 nel settore privato. A che età e con quanti anni di contributi versati potrei andare in pensione? Magari sfruttando qualche riforma previdenziale in arrivo?

LA DOMANDA della signora Sabrina offre l’opportunità di definire il quadro per i nati nel 1964. A loro si applica la riforma e, se hanno cominciato a lavorare tra i 14 e i 23 anni (24 se donne), la prima data utile per uscire riguarda il pensionamento anticipato, tra il 2021 (2020 per le donne) e il 2032 quando raggiungono i requisiti contributivi. Se hanno cominciato a lavorare dai 24 anni (uomini) o dai 25 (donne), si applica interamente la riforma e la prima data utile riguarda il pensionamento di vecchiaia: maturano l’età pensionabile di 68 anni e 5 mesi o di 68 anni e 8 mesi nel corso del 2032 o del 2033 a seconda che siano nati prima o dopo il 31 luglio 1963. Se hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996, si applica loro interamente il metodo di calcolo contributivo e possono ottenere anche il pensionamento di vecchiaia sprint: maturano l’età richiesta di 65 anni e 2 mesi nel corso del 2029, a seconda che siano nati prima o dopo il 31 ottobre 1964.

 

Laura, 58 anni di età, anzianità contributiva di 37 anni Volevo l’opzione donna, perché non è più possibile?

Mi chiamo Laura M. Sono nata nel febbraio del 1959 e lavoro dal 1979 con un’anzianità contributiva di 37 anni. Volevo accedere alla cosiddetta opzione donna ma mi è stato detto che non è più possibile e che io non vi rientro. E’ così?

SÌ, PER LE DONNE nate nel 1959 non è possibile utilizzare la cosiddetta opzione-donna. La legge di Stabilità per il 2016 ha stabilito, invece, la facoltà di utilizzare questa via d’uscita anche per le lavoratrici «che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive, 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome a prescindere dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico». Solo che dall’operazione erano state escluse le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958 che raggiungevano i requisiti oltre la scadenza fissata. Da qui il nuovo intervento normativo inserito nella legge di Bilancio per il 2017, che ha esteso la possibilità dell’opzione donna anche alle lavoratrici «che entro il 31 dicembre 2015 non abbiano maturato il prescritto requisito anagrafico solo per effetto degli incrementi della speranza di vita». Con la conseguenza che «possono esercitare la facoltà in argomento le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari a 57 anni per le dipendenti e 58 anni per le autonome». Quanto alla proroga della formula, possiamo sottolineare come la sperimentazione per il momento si ferma all’ultima chiamata che abbiamo descritto, perché il governo non ha accettato la possibilità di una ulteriore prosecuzione oltre il 31 dicembre 2015. Ma in Parlamento continuano a moltiplicarsi le iniziative per andare oltre il confine indicato, utilizzando le risorse eventualmente risparmiate proprio per il capitolo dell’opzione.