LA SFIDA DELLE TLC IN ITALIA

Retelit investe sulla fibra
Accordo con Open Fiber
«Risorse in comune»

Alessia Gozzi
MILANO

SVILUPPO della banda ultra larga, dati e cybersecurity. La sfida della digital transformation delle imprese passa attraverso questi settori chiave. E Retelit, assicura l’amministratore delegato Federico Protto, «vuole essere un partner a 360 gradi di questa evoluzione». A partire dalla rete in fibra ottica. Retelit con i suoi 12.500 km di rete nazionale che collega 9 reti metropolitane in Italia e che si estende oltre i confini nazionali con un ring paneuropeo che raggiunge tutti i principali hub di telecomunicazioni inclusi Amsterdam, Marsiglia, Parigi, Francoforte e Londra vuole essere della partita che si snoda nel dibattito tra Open Fiber e Tim.

L’Agcom, intanto, ha evidenziato che in Italia ci sono già una cinquantina di reti…

«In un’ottica di efficienza nello sviluppo della banda ultralarga, i temi sono due. Primo: vedere dove la rete non c’è o è scarsa, e qui ha senso la rete unica con un auspicabile intervento pubblico, perché nessun privato potrebbe investire da solo. Secondo: riutilizzare e mettere in comune le reti già esistenti, e questo è un tema che riguarda anche gli operatori piccoli e medi».

Dunque, anche Retelit.

«Esatto. Bisogna mettere in comune le risorse facendo sì che questo tipo di investimento sia adeguatamente remunerato».

Voi avete già una collaborazione in atto con Open Fiber, come può evolvere?

«In quest’ottica, Open Fiber ha capito che, in alcune aree, è meglio usare partner che la rete l’hanno già. Noi abbiamo con loro un accordo bilaterale, il quale prevede anche che loro possano utilizzare parte della nostra rete, oltre a poter noi erogare servizi sulla rete di Open Fiber».

Uscendo dall’Italia, diventa cruciale intercettare il flusso di dati che passa dall’Asia all’Europa.

«Il Sud Italia è un punto ideale per l’atterraggio dei cavi dal Nord Africa e dal Medio Oriente. In quest’ottica si colloca la nostra partecipazione al consorzio AAE-1, sistema cavo sottomarino che collega l’Europa all’Asia con una landing station di proprietà a Bari che rappresenta un’alternativa alle più congestionate rotte tradizionali basate su Marsiglia. Finora Marsiglia ha avuto più fortuna rispetto alla Sicilia perché aveva reti più performanti e, infatti, l’altro tema è quello di creare le infrastrutture. Retelit ha già investito 10 milioni più altri 56 milioni per il cavo sottomarino: puntiamo ad attrarre clienti a Bari e in Sicilia, dove siamo parte del consorzio Open Hib Med, per un hub del Mediterraneo ».

Un investimento che punta all’internazionalizzazione ma si inserisce anche nell’ottica della digital transformation delle aziende.

«Su questo fronte abbiamo recentemente sviluppato la nostra rete fino a New York per supportare meglio i nostri clienti anche all’estero che vogliono fare upgrade e uniformare le loro infrastrutture Ict. La digitalizzazione, però, investe diversi temi come il cloud che richiede un’adeguata infrastruttura di banda».

Avete un’intesa anche con Huawei sul Cloud: cosa riguarda?

«Si tratta di una piattaforma multicloud basata su uno standard che permette di abilitare tutta una serie di applicazioni connettendosi anche verso cloud pubblici. In sostanza, la possibilità di gestire al capacità di calcolo o storage in modo flessibile ».

Come valuta l’approccio del governo italiano al tema della sicurezza 5G?

«Non credo che si stia prendendo la situazione sotto gamba: il decreto sulla Brexit varato dal governo contiene un rafforzamento del golden power sul 5G, e lo ritengo un fatto positivo. La cosa da evitare è che tutto questo si traduca solo in una guerra commerciale».

Come vede il futuro delle tlc in Europa?

«Stiamo assistendo a un mercato sempre più globale e a una concorrenza sempre più feroce. Competenze e consolidamento sono la chiave per competere».

Guardate ad acquisizioni?

«Guardiamo ad acquisizioni e sviluppi inorganici ma sempre rimanendo nel nostro dna. L’ottica è nazionale ma, potenzialmente, anche internazionale. Un passo alla volta ».

Di |2019-05-06T10:08:46+00:0006/05/2019|Imprese|