Sarchio, la sfida dell’alimentazione che cambia

Parla l’amministratore unico Cesare Roberto

«Cresce il settore dei cibi senza glutine, ma anche la sensibilità verso le intolleranze»

di Silvia Saracino
CARPI (Modena)

Già nel nome, Sarchio, una zappa della tradizione contadina, è racchiusa la filosofia dell’azienda carpigiana che lanciò per prima in Italia i prodotti senza glutine biologici. La cura del rapporto con la terra è sempre stato il marchio di fabbrica di Sarchio, brand di oltre 180 prodotti alimentari, dai biscotti alle gallette di mais fino alla pasta passando per sughi pronti e marmellate, realizzati utilizzando materie prime derivanti esclusivamente da agricoltura biologica.
Attiva dal 1982, nel 2006 è arrivata la svolta con l’ottenimento, da parte del ministero della Salute, dell’autorizzazione a produrre alimenti dietetici: da quel momento sono cambiate le cose e oggi circa l’80% della produzione è diventato ‘gluten free’ mentre l’accordo con Vegan Society per la certificazione di prodotti vegani ha consentito l’applicazione del logo vegan su una linea di prodotti dedicati. La storia di Sarchio inizia in un piccolo paese a ridosso del fiume Secchia, nelle campagne modenesi, come azienda commerciale; quando, tra fine anni Novanta e inizio Duemila, l’agricoltura biologica si diffonde a macchia d’olio in tutto il Paese, Sarchio decide di fare un passo in avanti e si lancia nella produzione aprendo uno stabilimento industriale nella vicina Carpi.
Il terremoto del 2012 e l’aumento della produzione hanno reso necessario un nuovo stabilimento e così, due anni fa, è stata inaugurata la nuova e moderna sede di oltre 6mila metri quadrati con nove linee produttive e reparti dedicati esclusivamente ai prodotti senza glutine. Realizzata con innovativi criteri energetici, anche le aiuole del cortile sono bio: al posto delle solite piante ornamentali vengono piantate verdure di stagione, insalata, verza, prezzemolo, destinate ai 60 dipendenti.
La gamma di prodotti viene costantemente aggiornata grazie all’attività del laboratorio interno di ricerca e sviluppo. «Abbiamo appena lanciato 8 referenze dedicate alla pausa snack, tra cui sfogliette ai ceci e cornetti di mais e nel 2020 lanceremo sul mercato dieci nuove referenze» spiega l’amministratore unico Cesare Roberto. Tra i prodotti anche barrette di frutta secca, ingrediente utilizzato anche nella preparazione di alcuni biscotti e nel muesli. Ogni creazione viene studiata cercando di dare al consumatore un prodotto gustoso.
«Per noi un biscotto deve essere innanzitutto buono, oltre che senza glutine e bio – spiega l’amministratore – il fatto di essere senza glutine non deve essere un discrimine per togliere il gusto, contrariamente ad un’opinione diffusa: si tratta di alimenti certificati e destinati non solo a persone celiache o intolleranti ma a tutti i consumatori».
Ogni nuovo prodotto viene assaggiato da esperti a cui non viene specificato se si tratta di alimenti ‘gluten free’, proprio per non condizionare la valutazione sul gusto. Il risultato è vincente e segue un trend di mercato in forte crescita. «Il settore degli alimenti senza glutine sta crescendo notevolmente perché c’è una maggiore sensibilità da parte di medici e consumatori verso il problema delle intolleranze alimentari » spiega l’amministratore unico Roberto. Parallelamente cresce a doppia cifra il settore del bio: «I produttori agricoli associati agli enti di certificazione continuano a crescere: sarebbe giusto che il nostro Paese, dove non vi è un’ampia quantità di terreni coltivabili, puntasse ad incentivare la qualità dell’agricoltura ad impatto zero».

Il lavoro con la grande distribuzione

Dalla Spagna al Medio Oriente
I mercati stranieri

La sede di Sarchio si trova a Carpi nello stabilimento di 6mila metri quadrati inaugurato due anni fa, a cui si affianca la sede storica, ancora in parte utilizzata. I prodotti vengono distribuiti in tutte le insegne della grande distribuzione organizzata in Italia e all’estero in Spagna, dove si trova la filiale Sarchio Iberia, Medio Oriente, Messico e San Pietroburgo. Il 2019 si chiuderà con un fatturato di circa 15 milioni di euro, in leggero calo rispetto all’anno scorso su cui ha pesato anche alla riorganizzazione in atto nella catena Auchan, uno dei più importanti clienti. Nella sede carpigiana lavorano 60 dipendenti ed opera un laboratorio interno di ricerca e sviluppo.