LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITA’

Coop mette al bando altri pesticidi
Stop al glifosato, si parte dalle ciliegie
«Vogliamo un’agricoltura sostenibile»

Luigi Manfredi
BOLOGNA

AGRICOLTURA sostenibile 4.0 ‘di precisione’ e riduzione ancor più marcata dei pesticidi. Dal campo alla tavola: Coop rilancia una sfida iniziata già 26 anni fa annunciando oggi la progressiva eliminazione dell’utilizzo di altri quattro erbicidi (fra cui il glifosato), controversi per il loro impatto ambientale, nella coltura dei propri prodotti ortofrutticoli.

IL PRIMO frutto completamente libero dai quattro pesticidi ad arrivare questo mese sui banchi dei 1.100 punti vendita Coop sono le ciliegie. Progressivamente tutte le 35 famiglie di prodotti ortofrutticoli a marchio Coop saranno coinvolte nell’ulteriore riduzione di pesticidi, fino all’eliminazione, per un totale di 116 fornitori e di oltre 7mila aziende agricole. Tutti i prodotti saranno a regime entro tre anni per un volume complessivo di oltre 100.000 tonnellate (325 milioni di euro il valore economico).

NEL 2019 saranno coinvolte 15 colture fra cui ciliegie appunto, meloni, uva, clementine. Saranno possibili poche e temporanee eccezioni «in casi di oggettiva difficoltà che i fornitori dovranno comunque concordare con Coop». L’Italia è tra i primi Paesi europei per il consumo di pesticidi per ettaro coltivato, molecole che si possono ritrovare negli alimenti ma che possono anche contaminare aria, suolo e acqua: soprattutto le acque superficiali e sotterranee risultano contaminate dai pesticidi. L’esigenza di sicurezza alimentare si coniuga con quella di tutela ambientale. E la Coop ha deciso di giocare d’anticipo.

«I RESIDUI di pesticidi nell’acqua e nel suolo – sottolinea il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni – se correttamente impiegati non sono considerati direttamente rischiosi per l’uomo, ma lo sono sicuramente per la qualità dell’ambiente. Alcune di queste molecole sono discusse e controverse, come Coop abbiamo deciso di attuare quel principio di precauzione che ci ha fatto dire no in altri casi: agli ogm, all’olio di palma, all’uso sistematico di antibiotici negli allevamenti. Abbiamo alzato l’asticella e chiediamo anche agli altri di farlo».

ERA il 1993 quando Coop lanciò una campagna di riduzione dei pesticidi (allora se ne spargeva nei nostri terreni una media di 3.4 chili a persona) che raccolse un milione di firme: da allora più di dieci molecole chimiche sono state eliminate. «Il prodotto a marchio Coop – spiega Renata Pascarelli, responsabile qualità di Coop Italia – da tempo vanta un ridotto contenuto di pesticidi, inferiore del 70% rispetto al residuo ammesso dalle leggi».

UN IMPEGNO rilevante, come si vede. Ma la Coop crede nel valore del progetto. «Quest’ultima iniziativa – prosegue Pascarelli – si inserisce in una strada già tracciata. Per noi è chiara la necessità di compiere un salto verso un’agricoltura di precisione che permetterà di cambiare il paradigma di gestione delle colture producendo una serie di risparmi sull’uso di acqua, dei pesticidi e dei concimi. E’ un salto culturale importante, ma per noi il futuro va in questa direzione ».

AGRICOLTURA di precisione significa in poche parole una strategia di gestione che usi le moderne tecnologie dell’informazione per acquisire dati che portino a interventi mirati risparmiando acqua, energia, tempo. Una app ad esempio può mappare dove si pone il seme in modo che le successive lavorazioni di concimazione, irrigazione e disinfestazione intervengano non ‘a pioggia’ ma dove servono effettivamente.

«ALL’INIZIO serviranno investimenti – chiosa Pascarelli – ma poi il risparmio sarà evidente. Quanto all’eliminazione delle ultime quattro molecole c’è un aumento dei costi che sosterrà Coop. Noi siamo al fianco dei nostri fornitori». E dei clienti perché questo sforzo innovativo e sostenibile non si tradurrà in un aumento del prezzo di frutta e verdura.

Di |2019-06-03T13:05:01+00:0003/06/2019|Dossier Sostenibilità|