LA SALVAGUARDIA DEL CAPITALE

La filosofia Fineco negli investimenti
Piattaforme di consulenza integrate
E un termometro per il portafoglio

Alessia Gozzi
MILANO

«CINQUE PASSI verso il futuro». Mauro Albanese, direttore commerciale Rete di Fineco Bank, racconta nel roadshow in diverse tappe tra i consulenti finanziari, che si è chiuso il 31 maggio, la vision di una banca «che continua ad innovare la propria offerta, in linea con un approccio che si fonda su sostenibilità del business, trasparenza e rispetto del cliente». Il tutto grazie ai nuovi strumenti lanciati sul mercato e a Fineco Asset Management, la società di investimento di diritto irlandese che punta a diversificare e migliorare l’offerta di fondi comuni, con una strategia concentrata sul monitoraggio e la selezione dei migliori gestori internazionali.

Le nuove regole Mifid2 sul credito hanno introdotto una maggiore competizione tra le banche: primo bilancio a 5 mesi dall’entrata in vigore?

«Dal punto di vista operativo, siamo partiti per tempo nella costruzione di tutti gli applicativi previsti dalle nuove norme. Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, gli effetti si vedranno all’inizio del prossimo anno quando i clienti avranno i primi rendiconti con tutti i costi in chiaro: trarranno vantaggio gli istituti con un migliore rapporto qualità/prezzo e che hanno sempre adottato un approccio trasparente verso il cliente».

Un elemento che insieme con i tassi zero contribuisce a mettere pressione sui margini…

«Il problema dei margini esiste ed è comune a tutte le industry, ma dipende dal punto di partenza. Noi partiamo da un rapporto equilibrato tra qualità del servizio e costi pertanto, da questo punto di vista siamo tranquilli. Grazie agli stimoli che ci arrivano dal mercato abbiamo scoperto grandi margini di ottimizzazione non solo attraverso lo sviluppo tecnologico, riuscendo a rendere più semplice e snella l’attività professionale dei nostri consulenti».

Ad esempio?

«Ad esempio attraverso Plus, uno strumento su cui puntiamo moltissimo e che rappresenta la summa della nostra filosofia: un’architettura aperta per dare un servizio di qualità al cliente. Si tratta di una piattaforma di consulenza globale integrata che permette ai consulenti finanziari di costruire asset allocation con tutti i prodotti disponibili in Fineco, da fondi a Etf, passando per azioni, obbligazioni e liquidità. Offre inoltre una reportistica particolarmente evoluta, in grado di illustrare in modo semplice e immediato al cliente se il proprio portafoglio è idoneo rispetto agli obiettivi di vita e al profilo di rischio».

Che ruolo hanno per voi i servizi di robo advisory?

«La tecnologia è a disposizione del consulente finanziario per fare meglio il lavoro. La relazione umana resta il vero valore aggiunto».

L’incertezza politica aumenta la volatilità e lo spread risale: come vi posizionate in questo contesto?

«Il contesto è certamente diverso dallo scorso anno e la volatilità è in aumento, ma non cambiano i pilastri sui quali i nostri consulenti costruiscono i portafogli dei clienti: diversificazione, propensione al rischio, orizzonte temporale e obiettivi di vita. Core Multiramo Target, ad esempio, è uno strumento che permette di investire in una gestione separata e contestualmente prevede il decumulo progressivo con investimenti in fondi comuni fino alla soglia prefissata. Uno strumento molto protetto che consente di mediare la volatilità del mercato».

E sul fronte reclutamento, come vi state muovendo?

«Per noi l’attività di reclutamento è un importante complemento del nostro approccio volto alla crescita organica. Riteniamo possa contribuire allo sviluppo della Rete e offrire un confronto tra modalità diverse di lavorare. In particolare, cerchiamo professionisti di solida esperienza e che sposino la nostra filosofia di trasparenza nell’offerta di servizi di consulenza. Ci stiamo concentrando su professionisti con competenze che vadano ben oltre la preparazione finanziaria e che siano in grado di comprendere anche le esigenze di natura previdenziale, fiscale e successoria, oltre naturalmente alla protezione del patrimonio».

Banca Generali Servizi su misura per le offerte sui certificati

MILANO
VOLATILITÀ sui mercati azionari e tassi bassi per i bond rischiano di imbrigliare le mosse degli investitori. In questo scenario si fanno strada le soluzioni capaci di ampliare le esigenze di protezione, ma senza sacrificare le opportunità di rendimento, come i private certificate, strumenti finanziari derivati legati a un sottostante che consentono un approccio alternativo ai titoli, gli indici o dei fondi, prendendo libertà di direzione nelle scelte globali di investimento. L’evoluzione di questi strumenti è guidata da un player all’avanguardia nel private banking come Banca Generali che ha sviluppato intorno alla piattaforma di un operatore leader nel settore, Bnp Paribas. «Un servizio all’avanguardia nel panorama nazionale capace di mettere a disposizione certificati sia nella formula esclusiva del private placement, sia con proposte settimanali in public offer», spiega Banca Generali. «Siamo i primi in Italia e tra i primi in Europa a creare un’offerta bouquet settimanale per i nostri consulenti, con un time to market molto veloce che supera i tradizionali problemi legati alla tempistica di questi prodotti», dice Andrea Ragaini (nella foto), vice direttore generale di Banca Generali. Queste soluzioni stanno riscuotendo interesse all’interno dei portafogli amministrati, per i vantaggi nell’utilizzo come protezione da eventuali turnaround dell’investimento e per l’efficacia di modulazione nell’estrarre valore dalla volatilità controllando il rischio. Le aree settoriali interessate ruotano intorno a 3 value proposition ogni settimana: ricerca di income, ricerca di opportunità di extra-rendimento e bisogno di protezione.

UN ALTRO ASPETTO innovativo nella piattaforma di Banca Generali è dato dalla possibilità di approcciarsi ad una nuova linea di business che consente ulteriori livelli di personalizzazione a consulenti e clienti. «In presenza di una normalizzazione delle politiche delle banche centrali ci si attende una crescente volatilità e questo strumento consente di poter aumentare il livello di servizio nella protezione e decorrelazione dal rischio», spiega Ragaini. Con la piattaforma dedicata ai certificati la banca guidata da Mossa compie dunque un altro passo avanti, dopo quella sull’advisory patrimoniale e i contenitori gestiti, nella strategia orientata a soluzioni distintive e adattabili su misura legate alla protezione dei patrimoni.

Di | 2018-06-05T14:56:45+00:00 05/06/2018|Dossier Investimenti|