LA ROAD MAP PER INVESTIRE

Ubs avverte: attenti alla volatilità
«Non c’è una bolla nell’azionario
I titoli di Stato? Meglio essere cauti»

Giuseppe Catapano

MILANO

«LA VOLATILITÀ è destinata a restare elevata. I livelli compressi dell’anno scorso sono da considerare anomali». Matteo Ramenghi, capo degli investimenti di Ubs Wealth Management Italia, ha presentatolo scenario economico-finanziario durante le tappe del recente roadshow della società. Con un obiettivo: aiutare gli investitori a creare un portafoglio a prova di rischi. E di volatilità, appunto. Consigli utili anche a chi si appresta a investire nell’immobiliare e deve tenere conto di come evolve il mercato nel suo complesso.

Ramenghi, l’Italia ha vissuto una situazione di stallo politico-istituzionale. Ancora nessuna conseguenza per i mercati?

«Per quanto riguarda l’azionario, la Borsa italiana ha fatto meglio dell’eurozona nel suo complesso grazie ai buoni risultati delle società quotate. Per l’obbligazionario lo scenario è differente: lo spread Btp-Bund è sceso per fattori tecnici, ma se il confronto è con Spagna o Portogallo emerge che un po’ di apprensione c’è. L’Italia paga l’1,8% su un Btp decennale, la Spagna l’1,2% per i suoi titoli e il Portogallo l’1,6%».

Dalla Spagna alla Germania, i precedenti sulla formazione dei governi sono stati lunghi. Ormai un problema generalizzato.

«Gli investitori hanno dimostrato di saper sopportare tempi lunghi per la formazione di un governo, ma basterebbe poco per accendere una scintilla negativa: è sufficiente che uno dei partiti di punta metta in discussione il rapporto con l’Europa o l’Euro per generare una violenta reazione».

Intanto lo scenario macroeconomico è positivo. Quali prospettive?

«A livello globale ci aspettiamo un incremento del Pil di poco sotto al 4%. Ma con un mix diverso rispetto allo scorso anno: con gli Stati Uniti in accelerazione, l’Eurozona vedrà una decelerazione per via dell’euro forte e della fine del quantitative easing al termine del 2018. L’allentamento della presa della Bce sui mercati e il venir meno dell’effetto sorpresa porteranno a mercati più volatili».

È questo il vero rischio?

«I livelli di volatilità dello scorso anno, circa la metà della media storica, erano anomali. Oggi siamo tornati alla normalità. Le prossime trimestrali ci confermeranno se il mercato azionario ha ancora potenziale».

L’azionario è salito troppo?

«L’attuale bull market è cominciato nel 2009 partendo da una base molto compressa. Questo spiega la longevità di tale ciclo, da qui occorre tenere sott’occhio le valutazioni che per l’azionario globale sono ancora in linea con la media storica. Non siamo in una bolla e restiamo positivi proprio sull’azionario globale per avere la massima diversificazione».

E le obbligazioni?

«Negli Stati Uniti, dalla fine delle emissioni di liquidità da parte della Fed, il tasso di un Treasury decennale è salito dall’1,4% al 2,9%. Con un certo ritardo, potremo assistere a un movimento simile anche in Europa».

Sui titoli di Stato che posizione avete?

«Restiamo cauti, soprattutto sui titoli di Stato con rendimenti inferiori l’inflazione, una situazione insostenibile».

Le criptovalute sono una forma di investimento?

«Siamo scettici: non sono una moneta, non sono una riserva di valore, è difficile tracciarle e permangono incognite regolamentari».

 

Goldman Sachs L’app che consiglia come risparmiare

NEW YORK

QUALCUNO l’ha definito il pret-á-porter finanziario. Ci riferiamo al passo di Goldman Sachs che ha comprato un’app per aiutare un milione circa di persone negli Usa a prendere decisioni finanziarie migliori. L’app si chiama Clarity Money ed è gratuita. I termini finanziari della transazione non sono stati svelati. Fondata nell’aprile del 2016, la startup, che ha sede a New York, connette gli utenti ai loro conti e alle loro carte di credito fornendo, per esempio, suggerimenti su prestiti che potrebbero essere rifinanziati, bollette che potrebbero essere rinegoziate, o sulla gestione ‘spicciola’ del risparmio. Se l’utente accetta un’offerta da un gruppo diverso da quello in uso, Clarity incassa una commissione per avere messo in contatto le due parti.

IL CEO della app, Adam Dell (il fratello più giovane di Michael, il fondatore e ceo di Dell Technologies, uno dei colossi Usa dei servizi informatici), darà i suoi input a Marcus, la divisione di Goldman dedicata alle attività digitali e lanciata un anno e mezzo fa. La divisione, il cui nome si ispira al fondatore di Goldman, vanta circa 20 miliardi di dollari di depositi e ha emesso circa 3 miliardi di prestiti non garantiti. Adam Dell – che ha una figlia con la modella-attrice Padma Lakshmi (nella foto a destra con lui) – lo scorso anno spiegò che Clarity punta a fornire ai clienti un «quadro olistico» di quanto pagano alla loro banca, alla loro compagnia assicurativa e al gruppo usato per le loro carte di credito: «I clienti dovrebbero stupirsi quando vedono quei numeri aggregati».

GOLDMAN SACHS è una delle più grandi e prestigiose banche Usa, ma punta a un cambiamento radicale: compensare la persistente debolezza nel suo core business, quello del trading, spingendo verso i prestiti in modo generalizzato.

 

 

Di | 2018-05-14T13:14:02+00:00 02/05/2018|Dossier Mutui|