LA RIVOLUZIONE DIGITALE

Pirelli, la fabbrica 4.0 in Brasile
Si lavora con tablet e big data
«Pneumatici connessi al web»

Elena Comelli

MILANO

DOPO la smart city e la smart grid, arriva anche la smart factory, la fabbrica intelligente, necessaria per competere con i giganti emergenti. Pirelli è uno dei casi più avanzati di digitalizzazione del manifatturiero: con una ventina di stabilimenti sparsi su 4 continenti e oltre 30mila addetti, la gestione intelligente della produzione è essenziale per il campione italiano degli pneumatici. Il percorso, avviato diversi anni fa con una progressiva interconnessione degli asset, la capillare gestione dei dati e l’attenta formazione del personale, tocca ora anche l’America Latina, dove Pirelli ha appena annunciato l’investimento di 250 milioni di euro nei prossimi 3 anni e dove ha già investito altri 250 milioni nell’ultimo quadriennio per l’aggiornamento tecnologico delle fabbriche e l’adeguamento degli impianti alla nuova produzione locale New Premium.

IL RISULTATO si vede nello stabilimento di Feira de Santana, nello Stato brasiliano di Bahia, il primo polo 4.0 di Pirelli in America Latina. Costruita nel 1976 e ampliata nel 2003, la fabbrica ha sempre utilizzato i macchinari più moderni e i processi più avanzati, fino al radicale salto di qualità negli ultimi anni, in particolare nel corso del 2017, con nuovi processi digitalizzati. Oggi il polo di Bahia contribuisce all’obiettivo di una crescita costante dell’efficienza produttiva della Bicocca. Il suo processo di digitalizzazione ha permesso d’incrementare i risultati con l’utilizzo dei big data e la capacità d’intervenire più velocemente nella risoluzione dei problemi. In particolare, grazie al lavoro di oltre 20 professionisti che hanno sviluppato numerose applicazioni di supporto al lavoro in fabbrica, Feira de Santana si è consolidata come luogo di lavoro agile e flessibile, in cui si opera con l’ausilio di tablet, che permettono di non avere postazioni fisse e di rendere i processi più veloci. La digitalizzazione delle informazioni e l’incrocio dei dati raccolti consente di rendere i macchinari capaci di dare non solo un feedback sulle prestazioni di un processo in atto, ma anche un’anticipazione dei risultati o di una criticità sulla base dei dati storici.

LUTILIZZO del cloud computing, di strumenti open source e di programmi online che analizzano i dati per compiere previsioni future sono gli elementi essenziali per affrontare la complessità e la velocità del mondo legato al manufacturing, che rendono lo stabilimento di Bahia tra i più tecnologicamente avanzati di Pirelli. La sua esperienza di salto tecnologico per la produzione di pneumatici alto di gamma verrà progressivamente trasferita anche ad altri stabilimenti dell’area, come sta già avvenendo per lo stabilimento di Campinas nello stato di San Paolo. Dopo il processo di trasformazione, Pirelli si è focalizzata infatti sui prodotti alto di gamma, realizzati per raggiungere i massimi livelli in termini di prestazioni, che nel 2017 hanno rappresentato il 57,5% dei ricavi a livello globale, con un obiettivo di crescita al 63% nel 2020. A questa categoria si affiancano i prodotti per veicoli connessi, come Pirelli Connesso, il primo pneumatico in grado di parlare e interagire con il guidatore, comunicando pressione, temperatura e usura, oltre ai nuovi Velo, che hanno segnato il rientro della Bicocca nel ciclismo, ma con un alto contenuto tecnologico. E così il cerchio si chiude, con il ritorno al business che ha segnato la nascita di Pirelli 145 anni fa.

 

Mobilità Anypark, il parcheggio nelle città italiane ora si trova con un’app

BOLOGNA

OGGI, per trovare parcheggio, basta un click. Ad alleviare le nostre pene ci pensa AnyPark, un’app gratuita che si può scaricare su smartphone iOS e Android. L’applicazione connette la community degli automobilisti integrando in un’unica piattaforma i dati delle app per pagare i parcheggi e i veicoli di car sharing. Anypark – che ha stretto accordi anche con TomTom e Free2Move – è già attiva in 35 città italiane, scambia oltre un milione e 200mila parcheggi al mese e permette di vedere in tempo reale su una mappa i parcheggi liberi e quelli che si stanno per liberare. L’app è stata creata da un gruppo di giovanissimi imprenditori esperti di mondi digitali: Mario Cola, 22 anni di Fermo, Carlo Bufalini, 23 anni di Civitanova Marche e i bolognesi Alessandro Antezza, 28 anni, e Leonardo Zanarella 22. A collaborare col progetto una serie di ragazzi dai 15 ai 20 anni di tutto il mondo. L’applicazione permette di vedere su una mappa in tempo reale i parcheggi liberi e quelli che si stanno per liberare, ma anche di pagare la sosta (senza commissioni) col telefonino senza dover per forza andare al parcometro. E se la sosta dura di più? Con l’app si può anche estendere o fermare la durata del parcheggio, così da evitare multe. In questo modo, spiegano gli ideatori del l’app, gli altri automobilisti della community ‘vedranno’ quali posti sono liberi e potranno parcheggiare senza stress. Infine, ai 4mila utenti dell’app sono anche previsti premi con moneta virtuale a chi ‘geolocalizza’ la propria auto (e quindi il proprio parcheggio) che garantiranno sconti in ristoranti, agenzie viaggi e altri esercizi commerciali.

Rosalba Carbutti

 

Di |2018-05-14T13:14:05+00:0009/04/2018|Imprese|