LA RISCOSSA DEL MATTONE

Fisso o variabile, l’eterno dilemma
Le rate sono sempre più sostenibili
ma gli italiani puntano sul sicuro

Andrea Telara

MILANO

FISSO O VARIABILE? Per chi è in procinto di comprare casa con un mutuo, il dilemma è sempre lo stesso: scegliere i finanziamenti a interessi indicizzati, che costano meno ma espongono al rischio di vedere lievitare le rate nel caso di un rialzo del costo del denaro in Europa, o indirizzarsi sui finanziamenti a interessi costanti, che sono un po’ più onerosi della media di mercato ma permettono di dormire sonni tranquilli fino alla fine del piano di rimborso. Oggi quasi l’80% delle famiglie italiane, secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline, ha scelto la sicurezza e si è indirizzato sulla formula a tasso fisso, pagando così una rata che rimane costante nel tempo, anche se i tassi d’interesse ufficiali stabiliti dalla Banca centrale europea dovessero in futuro andare alle stelle.

«NON C’È da stupirsi troppo di questa scelta – dice Roberto Anedda, vice president di MutuiOnline – visto che il costo di molti prestiti a tasso fisso è oggi al minimo storico, cioè attorno al 2% su base annua, su livelli impensabili fino a qualche tempo fa». Tradotto in soldoni, su un debito di 100mila euro da rimborsare in 25 anni, optare per la formula a tasso fisso significa pagare una rata di appena 414 euro fino alla fine del piano di ammortamento, circa 60 euro in più rispetto a quella richiesta, invece, dalle banche per un mutuo di uguale importo e scadenza, ma a interessi indicizzati. Ecco allora che si torna all’interrogativo di partenza: è meglio scegliere il tasso fisso o quello variabile? La risposta dipende dalla propensione al rischio di ognuno anche se, secondo Anedda, la scelta deve essere sempre meditata e mai condizionata dalla fretta.

«È VERO che i tassi d’interesse sono ai minimi storici e non possono che risalire dai livelli attuali – dice il vice president di MutuiOnline – ma la crescita sarà probabilmente molto graduale in futuro, come ha fatto intendere più volte anche il presidente della Bce, Mario Draghi». Meglio dunque non farsi prendere dalla frenesia ed evitare le scelte avventate. «Ovviamente – aggiunge ancora Anedda – chi ha già trovato un immobile di suo gradimento a un prezzo accessibile è bene comunque che proceda all’acquisto, proprio per approfittare delle attuali condizioni di mercato favorevoli».

SECONDO le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline, l’importo medio dei finanziamenti immobiliari sottoscritti dalle famiglie italiane ha raggiunto nel primo trimestre 2018 i 125mila euro, contro i 122mila euro della metà del 2017 e i 116mila del 2015. Le banche sono divenute dunque un po’ meno avare nel dare i soldi in prestito anche se gran parte dei finanziamenti erogati (oltre il 43% del totale) non supera la soglia dei 100mila euro. Una quota del 31% ha invece un importo compreso tra 100 e 149mila euro mentre solo il 25% dei mutui oltrepassa i 150mila euro. Nella maggior parte dei casi, il credito concesso dalle banche non va oltre l’80% del valore dell’immobile. Una piccola quota del 2,3% dei finanziamenti copre invece tra l’81 e il 90% del prezzo della casa mentre l’1,6% supera addirittura il 90%. A trainare il mercato dei prestiti immobiliari è oggi il Nord Italia, in cui si concentra oltre il 45% dei finanziamenti erogati. Seguono il Centro con il 36%, il Sud (13%) e le Isole (6,6% circa). Buona parte delle persone che richiedono un mutuo (il 44%) ha un età compresa tra 36 e 45 anni, il 20% ha tra i 46 e i 55 anni mentre il 6,7% ha superato i 55 anni. Solo il 27% dei finanziamenti concessi, sempre secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, va invece a persone con meno di 35 anni. Tra chi si indebita per comprar casa, insomma, i giovani sono una minoranza.

Turismo e commercio Patto tra Airbnb e gli artigiani ‘digitali’

REGGIO EMILIA

UN ASSE tra artigiani Cna e Airbnb, il portale dei soggiorni on line più famoso del mondo. L’intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi, in occasione dell’incontro «Digital way – La via digitale per imprese di turismo e commercio», tenutosi nel Centro internazionale Malaguzzi di Reggio Emilia e organizzato da Cna Turismo e Commercio e Cna Digitale Emilia Romagna, in collaborazione con la struttura reggiana degli artigiani. In sostanza, preso atto dell’accelerazione impressa al mondo del turismo e del commercio dalla rivoluzione digitale – l’esperienza d’acquisto si è trasformata, i clienti e i viaggiatori sono sempre più informati, tecnologici ed esigenti –, Cna e Airbnb siglano un patto vantaggioso per entrambi. L’intesa raggiunta prevede la creazione di un canale privilegiato per consentire agli oltre 40mila soggetti rappresentati da Cna nella filiera dell’artigianato legato al turismo di seguire l’iter per diventare host di esperienze su Airbnb, così da assicurarsi una nuova fonte di entrate e al contempo farsi conoscere dagli oltre 300 milioni di membri della community del portale. Inoltre, si terranno seminari di informazione su specifiche tematiche e verrà fornita un’assistenza dedicata alla creazione del profilo e alla presentazione della propria offerta.

«CNA ED AIRBNB diventano partner in un innovativo accordo mirato alla promozione delle eccellenze del nostro Paese come volano dell’offerta turistica del territorio – annuncia Luca Tonini, presidente nazionale Cna Turismo e Commercio –. La nostra confederazione rappresenta migliaia di artigiani e di imprenditori piccoli e medi che contribuiscono alla caratterizzazione di un territorio e che rendono la visita e il viaggio una vera e propria esperienza. Si tratta di imprese impegnate nella produzione di eccellenze agroalimentari e di lavorazioni artigianali tipiche, dal legno alla pelletteria, dalla ceramica al ferro battuto, che compongono un autentico patrimonio culturale immateriale del nostro Paese». Si dice «molto orgoglioso» del patto siglato anche Alessandro Tommasi, Public Policy Airbnb Italia: «Crediamo che possa essere un veicolo importante per promuovere ulteriormente il made in Italy nel mondo e supportando le attività locali del territorio. Cna è la prima associazione di artigiani e piccoli imprenditori con la quale abbiamo deciso di lavorare sin dal lancio delle esperienze a Firenze, oltre un anno fa: complimenti a un’associazione che ha colto la possibilità di rilanciare su scala globale i propri associati pur permettendo loro di mantenere una scala autentica e locale».


La Borsa premia l’immobiliare
Boom di Coima Res e Beni Stabili
E il rialzo dei tassi non preoccupa

MILANO

LE COMPRAVENDITE sono in ripresa (+6,3% nell’ultimo trimestre) mentre i prezzi sono rimasti stabili nel corso dell’intero 2017. Ma come andrà nel 2018 il mercato italiano del mattone? A chiederselo non sono soltanto gli operatori del real estate o le famiglie che devono comprar casa ma anche gli analisti di diverse banche d’investimento. Sono quelli che a Piazza Affari seguono le azioni di diverse società del comparto immobiliare come Beni Stabili, Coima Res, Igd, e Aedes. Nell’ultimo anno, i titoli di queste aziende non si sono mossi tutti nella stessa direzione: Beni Stabili ha guadagnato sul listino il 13% mentre Coima Res ha avuto una performance positiva di ben il 20%. Negativo, seppur per pochi punti, è stato invece l’andamento in borsa di Igd (-2%) e di Aedes (-6,3%).

COSA DOBBIAMO aspettarci nei mesi a venire? Nonostante si apra uno scenario di rialzo dei tassi d’interesse, che non è mai particolarmente favorevole al settore immobiliare, diversi esponenti della comunità finanziaria sono abbastanza ottimisti, almeno sulle prospettive di alcune azioni. È il caso di Coima Res, il cui titolo piace agli analisti di Mediobanca, grazie soprattutto al buon posizionamento della società in un segmento di mercato interessante, quello degli uffici in una città che fa da traino all’economia nazionale come Milano. Sulle azioni Coima Res, gli esperti di Mediobanca hanno un rating outperform (titolo che farà meglio del mercato) con un target price (prezzo obiettivo) di 10,13 euro, contro le quotazioni di 8,4 euro registrate la scorsa settimana a Piazza Affari. Anche gli analisti di Banca Imi hanno una raccomandazione di acquisto (buy) su Coima Res, con un prezzo obiettivo di 10,1 euro. Gli stessi esperti di Banca Imi considerano un’opportunità di acquisto anche le azioni di Igd, con un target price di 11,5 euro, contro una quotazione attuale dei titoli inferiore a 8 euro. Più o meno dello stesso parere sono gli analisti di Mediobanca che credono nelle buone prospettive di medio termine delle azioni di Igd, anche se nel breve periodo i titoli rimarranno probabilmente sotto pressione, visto che è in corso un aumento di capitale della società.

UN PO’ MENO sotto i riflettori delle case d’investimento è invece il titolo di un’altra società immobiliare quotata a Milano, Aedes, sulla quale il report più aggiornato degli analisti risale a dicembre scorso. È quello degli esperti di Intermonte che hanno espresso apprezzamenti sulle azioni fissando un rating outperform e un prezzo obiettivo di 66 centesimi, notevolmente superiore alle quotazioni degli ultimi giorni sul listino milanese (36-37 centesimi circa).

PIÙ ARTICOLATO è invece il giudizio degli analisti riguardo a Beni Stabili su cui Mediobanca ha un rating neutrale, mentre Goldman Sachs consiglia di venderne le azioni, individuando ben poche chance di rialzo rispetto ai prezzi di borsa toccati ora. Di parere diverso sono invece gli analisti di Banca Akros che da tempo hanno un rating accumulate (accumulare in portafoglio) sul titolo, con un prezzo obiettivo di 80 centesimi, ben superiore alle quotazioni della scorsa settimana, attorno a 66 centesimi. Di recente,  Beni Stabili è stata impegnata nel lancio e nel collocamento di un bond da 300 milioni di euro con scadenza a 10 anni e rendimento al 2,375%, un operazione che, aldilà delle prospettive delle azioni, si è conclusa con successo.

Andrea Telara 

Prelios. Altri 5 giorni per l’opa, Lavaredo ha l’86,3% delle azioni

MILANO

DA OGGI fino al 16 marzo sono riaperti i termini per l’adesione all’offerta pubblica di acquisto promossa da Lavaredo sulle azioni Prelios. La società di gestione e servizi immobiliari, che fino al 2009 si chiamava Pirelli Real Estate, è tra le più attive in Italia e in Germania. Una delle sue ultime partecipazioni è quella per Fico a Bologna, il grande parco dell’agroalimentare italiano. Quotata in Borsa dal 2002, è finita nel mirino a fine 2017 di Lavaredo spa, controllata da Burlington Loan Management, fondo di investimento di diritto irlandese, gestito da Davidson Kempner Capital Management. Che prima ha acquisito il 45% circa del capitale, rilevando le quote dai soci storici come Pirelli, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Fenice. E poi ha lanciato un’opa totalitaria, al prezzo di 11,6 centesimi per azione. L’obiettivo è, naturalmente, togliere Prelios dal listino. E il primo effetto è stato anche il cambio di governance, con Fabrizio Palenzona (nella foto) che, a inizio marzo, ha preso il posto del presidente Giorgio Luca Bruno. Al 2 marzo, termine del periodo di adesione dell’opa totalitaria, secondo i dati forniti dall’intermediario Ubi Banca, avevano aderito oltre 418 milioni di azioni ordinarie, pari al 69,10% di quelle oggetto dell’offerta. Lavaredo ha pagato il corrispettivo di 48 milioni di euro. Ora il fondo ha in portafoglio l’86,3% del capitale sociale di Prelios. Da qui, la proroga di cinque giorni borsistici del periodo di adesione, per cercare di rilevare le quote di capitale che mancano all’appello.

 

Di | 2018-05-14T13:14:08+00:00 12/03/2018|Dossier Economia & Finanza|