LA MOSSA DEL PRESIDENTE BASSILICHI

C’è un giudice europeo a Firenze
«Udienze in Camera di commercio
per la Corte di arbitrato dell’Aja»

Stefano Vetusti

FIRENZE

DAL BUSINESS dei pagamenti digitali e dei servizi a banche e imprese al progetto di rilancio del polo espositivo fiorentino con Firenze Fiera, di cui è presidente, per arrivare ora a proiettare Firenze nel mondo come sede degli arbitrati che fanno capo all’Aja, tra stati e imprese. È l’ultima sfida lanciata da Leonardo Bassilichi, le cui radici imprenditoriali risalgono agli inizi degli anni Novanta, quando entra nell’azienda di famiglia (nata a Firenze nel 1957), all’origine specializzata nell’assistenza tecnica di macchine da scrivere e calcolatrici. Sono trascorsi più di 60 anni, la Bassilichi è via via cresciuta, attraversando fasi di vigorosa ascesa, rimodulando e dirottando il proprio business al mercato dei servizi rivolti agli istituti di credito fino all’ingresso, nel luglio 2017, con le sue controllate, nel gruppo Icbpi, oggi Nexi.

L’ULTIMA sfida di Leonardo Bassilichi è di pochi giorni fa: portare in Italia la Corte permanente di arbitrato dell’Aja. La sede della Camera di Commercio di Firenze, di cui Bassilichi è presidente, ospiterà infatti le udienze della più antica e importante istituzione dove si risolvono controversie che coinvolgono Stati e imprese. È questo il cuore dell’accordo di cooperazione internazionale che è stato firmato da Hugo Hans. Siblezs, segretario generale della Corte (Pca, Permanent Court of Arbitration) e Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze, alla presenza del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, della presidente del tribunale di Firenze, Marilena Rizzo, e dell’assessore del Comune di Firenze, Federico Gianassi. Unico in Italia e insieme alla sola Lisbona in Europa, l’accordo con Firenze ha lo scopo di facilitare lo svolgimento dei procedimenti amministrati dalla Corte che coinvolgono Stati e imprese nel nostro Paese. La città entra così nel più grande network globale dell’arbitrato e si aggiunge ad altre 27 località di tutti i continenti dove la Corte permanente ha siglato accordi di collaborazione. In base all’intesa, Camera di Commercio di Firenze ospiterà le udienze arbitrali amministrate dalla Corte nella propria sede in piazza dei Giudici. In questo modo, parti e professionisti avranno la possibilità di utilizzare i servizi della più importante e antica istituzione di risoluzione delle controversie tra Stati e tra imprese e Stati direttamente in Italia, senza necessità di spostarsi al Palais de la Paix dell’Aja, dove si trova la sede della Corte. «La risoluzione delle controversie internazionali è uno sforzo globale – ha sottolineato Hugo Hans Siblesz –. Come organizzazione internazionale, la Pca mira ad essere in grado di condurre udienze in qualunque parte del mondo. Gli accordi di cooperazione, come quello siglato, sono cruciali nel consentire alla Pca di portare avanti la sua missione. L’Italia è sempre stata amica e sostenitrice della Pca fin dal principio, più di cent’anni fa, ed è perfettamente opportuno che la Pca possa oggi prontamente condurre udienze in Italia»

«SIAMO davvero grati di poter offrire un servizio così importante, attraverso il quale qualunque istituzione o impresa può richiedere di svolgere udienze arbitrali a Firenze – ha detto Leonardo Bassilichi –. È uno splendido modo di utilizzare la nuova area digitale della sede WorkinFlorence a disposizione di tutte le imprese italiane e internazionali e allo stesso tempo mettiamo un tassello significativo nel nostro impegno per la risoluzione alternativa delle controversie che ha come scopo finale anche quello di abbattere i tempi di giustizia». Istituita nel 1899 per facilitare l’arbitrato e le altre forme di risoluzione delle controversie tra gli Stati, la Corte permanente è oggi un’istituzione moderna alla quale si riferiscono 121 Nazioni nel mondo. Fra i casi più noti trattati, la disputa ancora pendente fra Italia e India sull’incidente della nave petroliera Enrica Lexie.

 

Fortezza «Un restyling da 80 milioni per essere più attrattivi»

FIRENZE

OTTANTA milioni di investimenti e quattro anni di lavori per il piano di ristrutturazione e rilancio della Fortezza da Basso. Firenze pensa in grande per le fiere e i congressi: vuole creare un nuovo polo espositivo, moderno e tecnologico, ed entrare nella lista dei top player mondiali in questi settori. Catturare quei congressi che oggi le sfuggono perché non ha strutture adeguate e puntare sulle fiere di nicchia, offrendo come sede espositiva una città museo. Il piano di rilancio è firmato da Leonardo Bassilichi, presidente di Firenze Fiera.

Bassilichi, qual è l’obiettivo?

«Sfruttare molto di più le strutture fieristiche e congressuali cittadine. Nel 2017 l’utilizzo medio della Fortezza da Basso (che ospita le fiere di Pitti Immagine) è stato del 44%, quello del Palaffari inferiore al 30%. Per i congressi c’è una domanda che spesso non riusciamo a soddisfare. Il nuovo polo espositivo farà da motore di sviluppo per tutta la Toscana».

Chi mette i soldi per il rilancio?

«Cinquanta milioni la Camera di commercio, 10 Firenze Fiera, 20 lo Stato».

Quando cominceranno i lavori?

«A dicembre con il Palaffari, dureranno un anno. Poi toccherà alla Fortezza da Basso, 4 anni di restyling, utilizzando il polo espositivo anche durante i cantieri».

Firenze ospita Pitti. Ora punta anche sulle fiere di nicchia.

«Quelle che si legano all’identità di Firenze, al life style, quindi moda, arte, musica, cultura, viaggi, food, gioielli, salute. Qui, lo dico con orgoglio, esponiamo in un ‘museo’».

Stefano Vetusti

 

Di |2018-04-09T16:15:19+00:0009/04/2018|Imprese|