Fidelity, una guida contro la volatilità
«Diversificare gli investimenti aiuta
Fa bene ai rendimenti e riduce i rischi»

MILANO

IL MESSAGGIO è diretto e in quanto tale chiaro: la volatilità dei mercati – «che esiste ed è parte integrante di ogni investimento a lungo termine» – può essere affrontata e gestita con successo. Parola di Fidelity International, tra le più importanti società di gestione di fondi al mondo e, da oltre 40 anni, presente su tutti i mercati finanziari internazionali nell’ambito del risparmio gestito. «Di tanto in tanto – spiega Cosmo Schinaia, country head Italia di Fidelity International – i mercati azionari sono interessati dalla volatilità come conseguenza delle reazioni degli investitori ai cambiamenti economici, politici e societari. L’impostazione mentale può fare la differenza. Se si è coscienti sin dall’inizio che possono emergere fasi di volatilità, è meno probabile che si venga colti di sorpresa e più probabile che si riesca a reagire razionalmente».

Schinaia, nel lungo termine il rischio azionario premia?

«Gli investitori azionari affrontano rischi maggiori rispetto, ad esempio, a chi investe in obbligazioni sovrane, ma sono premiati da rendimenti mediamente più alti nel lungo termine. Le quotazioni azionarie sono trainate dagli utili societari e in genere sovraperformano gli altri tipi di investimento».

Ma le correzioni di mercato possono creare opportunità interessanti?

«Una correzione del mercato azionario è spesso un buon momento per investire in azioni, perché le valutazioni diventano più interessanti e gli investitori hanno maggiori chance di generare rendimenti al di sopra della media al momento del rimbalzo di mercato. Alcuni dei peggiori ribassi a breve termine sui mercati azionari sono stati storicamente seguiti da rimbalzi e nuovi massimi».

Come muoversi con le posizioni? È vero che chiuderle e riaprirle non paga?

«Restare in un investimento consente di trarre beneficio dalla tendenza al rialzo dei mercati nel lungo periodo. Le strategie di market timing, con continue chiusure e aperture di posizioni, possono rischiare di pregiudicare i rendimenti futuri, lasciandosi sfuggire i giorni di recupero migliori nel mercato e le opportunità di acquisto più interessanti che si presentano normalmente nei periodi di volatilità».

Mentre i vantaggi degli investimenti periodici si accumulano.

«A prescindere dall’orizzonte temporale, è buona prassi investire periodicamente una certa quantità di denaro in un fondo, ad esempio ogni mese o ogni trimestre, secondo un approccio noto come cost averaging (mediazione del prezzo di acquisto). Per quanto gli investimenti regolari in una fase ribassista del mercato possano sembrare irrazionali a chi vuole limitare le perdite, è proprio in tali momenti che è possibile fare alcuni degli investimenti migliori, grazie anche a valutazioni inferiori».

Investire in titoli di qualità che pagano dividendi per garantirsi un reddito regolare è una giusta strategia?

«I dividendi sostenibili corrisposti da società di alta qualità con elevati flussi di cassa possono essere interessanti, perché la componente reddituale tende a restare stabile anche nei periodi di volatilità dei mercati. I titoli che staccano dividendi elevati e in crescita tendono a essere meno volatili e a sovraperformare i mercati nel lungo periodo».

C’è poi il tema del reinvestimento del reddito. Quale la scelta corretta con l’obiettivo di aumentare i rendimenti complessivi?

«Reinvestire i dividendi può dare notevole impulso ai rendimenti, grazie al potere dell’interesse composto. Per raggiungere un risultato complessivo interessante, occorre essere pazienti e disciplinati. La perseveranza è l’ingrediente più importante, per quanto sottovalutato, in una strategia vincente».

Si può beneficiare dei trend di lungo periodo?

«Il sentiment degli investitori nei confronti dei mercati tende a registrare andamenti incostanti. Con l’accentuazione dei rischi connessi a specifici Paesi e settori, gli investitori devono assumere un atteggiamento più selettivo. Ci sono società ben posizionate per beneficiare di fattori secolari positivi, come la crescita della popolazione e l’espansione della domanda della classe media nel settore della sanità, della tecnologia e dei beni e servizi al consumo».

I risultati migliori si ottengono con la gestione attiva?

«La volatilità può creare opportunità per gli esperti nella selezione dei titoli bottom-up. Noi crediamo nella gestione attiva e possiamo contare su uno dei più ampi team di ricerca. Analizzando le società in un’ottica bottom-up, abbiamo tutte le carte in regola per selezionare i titoli con il miglior potenziale ed evitare quelli maggiormente esposti a rischi».

Diversificare aiuta. È così anche per Fidelity?

«La diversificazione è essenziale, perché non si limita a ridurre i rischi, bensì può aumentare l’efficienza in ottica rischio-rendimento degli investimenti grazie all’analisi delle correlazioni (e delle decorrelazioni) fra diverse tipologie di investimenti. I fondi multi-asset nello specifico sono strumenti di investimento creati specificamente per offrire una attenta diversificazione a livello di geografie e tipologie di investimenti. I fondi multi-asset non sono uguali fra loro. Alcuni sono focalizzati sulla distribuzione di flussi di reddito regolari, mentre altri sono maggiormente orientati alla crescita del capitale o alla stabilità. Può essere utile privilegiare le case di gestione solide e riconosciute in questo ambito, che abbiano saputo dimostrare di saper proteggere gli investitori da rischi indesiderati, aiutandoli concretamente a raggiungere i loro obiettivi di investimento».