Pagamenti col cellulare
Satispay si rafforza
Iniezione da 18 milioni

Luca Zorloni

MILANO

L’OBIETTIVO che si erano posti era di raccogliere 12 milioni di euro. La terza iniezione di capitale nello loro Satispay, startup italiana specializzata nei pagamenti digitali via smartphone. La settimana scorsa, i fondatori della società hanno chiuso il terzo ciclo di investimenti con un risultato di ben 18milioni di euro. Una cifra che porta la società di Milano a una raccolta complessiva di 26,8 milioni e a una valutazione complessiva di circa 66 milioni. La startup ha ideato uno strumento di pagamento attraverso il telefonino, che non si collega però alla carta di credito, come fanno tutti gli altri sistemi in circolazione, bensì all’Iban del conto corrente. In questo modo Satispay permette agli esercenti di conoscere i loro clienti, perché la transazione non è anonima, e questo consente loro di regalare sconti e promozioni a chi paga con la app.

FORME di cashback o premi in riduzioni di prezzo sono uno strumento utile per i piccoli negozi che hanno adottato il sistema Satispay, ma anche perle grandi catene affiliate: Esselunga, Venchi, Total Erg, Benetton, Grom, Old Wild West tra gli altri. Oggila startup può contare su oltre 330.000 download dell’applicazione, più di 175.000 utenti attivi (con un tasso giornaliero di crescita di 600 nuove iscrizioni) e 19.000 esercizi commerciali convenzionati in tutta Italia (che crescono al ritmo di circa 70 al giorno). L’obiettivo dell’amministratore delegato, Alberto Dalmasso, è di arrivare a un milione di utenti e a centomila negozi convenzionati, prima di fare il grande salto ed esportare all’estero la tecnologia di Satispay. In azienda hanno già individuato il primo mercato potenziale: la Germania. Nel frattempo in Italia arriveranno nuovi servizi, che permetteranno all’app di sottrarsi alla concorrenza diretta dei grandi nomi sui semplici pagamenti. «Vogliamo rendere Satispay il primo sistema di pagamento capace di diventare uno strumento potente nelle mani degli esercenti, per rafforzare la relazione con i propri clienti, comunicando promozioni e servizi insieme alla possibilità di rateizzare i pagamenti», prosegue Dalmasso. Quindi, in futuro, un utente della app potrà entrare in un negozio di elettrodomestici, scegliere la lavatrice che preferisce e, se decide di comprarla con un finanziamento, accenderlo direttamente tramite la app, senza burocrazia o richieste preventive, perché i suoi dati saranno già stati studiati dalla finanziaria per capire se può ricevere un prestito e per quale importo massimo.

SATISPAY sta anche lavorando sul fronte dei pagamenti ricorrenti, come le bollette. In estate è stata lanciata la nuova app, che consente di effettuare le ricariche telefoniche e ha aumentato l’attività degli utenti. Ora con la multiutility piemontese Egea Satispay lavorerà a un modello per il saldo delle bollette. Egea è tra gli investitori dell’ultimo round, insieme a Banca Etica, Banca Sella e SharkBites, fondo di venture capital italiano


Da Apple a Facebook I colossi si sfidano in Italia

MILANO

I PRIMI a salire a bordo sono stati Unicredit e Banca Carrefour. Poi sono arrivati American Express e banca Mediolanum. Dalla metà di maggio, Apple Pay ha iniziato le proprie attività anche in Italia. Il debutto anche nel Belpaese del sistema di pagamento digitale del colosso della mela era atteso, specie per le conseguenze che avrebbe avuto in un mercato in cui il contante è ancora fortissimo. Il primo è che molti istituti finanziari stanno negoziando con il colosso di Cupertino l’ingresso nel portafoglio digitale di Apple. Widiba, Fineco, N26, Banca di credito cooperativo, Hype e Expendiasmart dovrebbe aggiungersi entro la fine dell’anno.

NEL FRATTEMPO, chi ha una carta di credito di un altro istituto ma vuole sperimentare Apple Pay, può utilizzare una app, Boon, sviluppata dalla società tedesca Wirecard. Il secondo effetto è che lo sbarco di Apple Pay ha costretto i concorrenti del portafoglio del melafonino a definire i loro tempi per l’avvio delle attività in Italia. Samsung Pay arriverà entro la fine dell’anno, come è stato anche confermato dai vertici italiani del colosso sudcoreano. Android Pay, che fa capo a Google, al contrario non ha ancora deciso quando metterà nel piede nel mercato del Belpaese.

E ALL’ORIZZONTE si affacciano due colossi, che poi sono una sola famiglia: Whatsapp e Facebook. Sia la app di messaggistica istantanea, sia il social network più diffuso al mondo, sono pronti a fare il loro ingresso nel mondo dei pagamenti digitali. Al momento sono esperimenti limitati al mercato americano, ma i due anni e mezzo trascorsi tra il debutto di Apple Pay negli Stati Uniti e lo sbarco in Italia lasciano intendere che il settore dei pagamenti digitali è destinato a rivoluzioni profonde entro poco tempo. Le abitudini dei consumatori stanno lentamente ma inesorabilmente cambiando, e anche gli italiani si preparano a ridurre l’uso di contanti, all’estero molto limitato già da anni.

LE NOVITÀ non arriveranno solo dagli Stati Uniti, ma anche dalla Cina, dove pagare con il telefonino è un’abitudine ancora più diffusa che nella patria della Silicon Valley. Mentre Whatsapp prende ora le misure con il suo nuovo ruolo di banca, Wechat, il corrispondente cinese della app, già da tempo offre l’opzione di scambiarsi denaro dallo smartphone.

Luca Zorloni