La fiera alimentare: Cibus

Parma mette tutti a tavola
Attesi 80mila visitatori
Appuntamento da record
per il made in Italy

Giuliano Molossi

PARMA

L’AGROALIMENTARE è il settore trainante dell’economia italiana e Cibus, che apre oggi alle Fiere di Parma, è una delle sue vetrine più prestigiose. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro (+3,8%). L’export, che diventa più strategico, cresce del 6% e vale oltre 41 miliardi. I mercati esteri apprezzano sempre di più il made in Italy e il ruolo di Cibus come trampolino di lancio per l’export è dimostrato dall’arrivo a Parma dei buyers delle più importanti catene di distribuzione del mondo. A Cibus sono 3.100 gli espositori su 135mila metri quadrati espositivi. Attesi 80mila visitatori professionali, il 20% dall’estero. Giunto alla sua 19/a edizione, il salone offre alle imprese l’opportunità di presentare i nuovi prodotti (oltre 1.000) e di approfondire le nuove tendenze di un settore in forte cambiamento, dalla costante crescita dei prodotti salutistici a quella dei ‘cibi pronti’. A causa di un mercato interno fragile e piuttosto fermo, le imprese cercano spazi all’estero. Il food & beverage nazionale ha un obbiettivo ambizioso: raggiungere nel 2020 quota 50 miliardi di export con un’incidenza del 25% del fatturato export su quello complessivo.

TAVOLE ROTONDE e workshop ci diranno cosa mangeremo, come e cosa compreremo, e saranno l’occasione per fare il punto sulle tematiche d’attualità, dalle biotecnologie all’innovazione, dalla sostenibilità alla prevenzione degli sprechi, dalla piaga dell’italian sounding alle vendite on line, dai novel foods (come gli insetti) al packaging che si rinnova, fino alle frontiere del marketing nei punti vendita. A questo proposito spicca l’evento «In Store», promosso dall’ateneo di Parma e Ipsos sulle nuove tecnologie di riconoscimento facciale del consumatore che entra nel punto vendita per promozioni personalizzate e altre novità in ambito retail. Vari eventi sono organizzati da Federalimentare sui temi della sostenibilità e dell’innovazione. Il presidente di Fiere di Parma, Gian Domenico Auricchio, si occuperà del food italiano sui mercati esteri. Numerosi gli appuntamenti sul mondo del retail: si parlerà dei nuovi format multivariati senza separazione fra punto vendita fisico, vendite on line e ristorazione. Alla crescente popolarità degli chef e al loro nuovo ruolo di figure di riferimento in grado di influenzare le abitudini di consumo è dedicato l’incontro della Scuola internazionale di cucina italiana Alma di Colorno con l’intervento di Oscar Farinetti (Eataly).

 

La Finocchiona IGP porta in tutto il mondo il sapore della Toscana

PARMA

È LA REGINA dei salumi toscani, con l’inconfondibile sapore di finocchio e la fetta che si scioglie in bocca. La Finocchiona IGP arriva a Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione che si apre oggi a Parma, dove il Consorzio di Tutela (padiglione 02, stand I062) porterà il suo sapore. «Siamo orgogliosi di partecipare a un evento importante come Cibus – afferma Alessandro Iacomoni, presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP –, vetrina internazionale per far crescere la notorietà del nostro prodotto. Manifestazioni come questa ci consentono di promuovere la Finocchiona IGP su scala internazionale, portando in tutto il mondo il nostro prodotto e il suo gusto inconfondibile».

«IL PRIMO TRIMESTRE del 2018 è stato positivo – commenta ancora Iacomoni – con un incremento rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. I dati non sono ancora ufficiali, ma rispetto allo stesso periodo del 2017 è stato insaccato circa il 7% in più di impasto atto a diventare Finocchiona IGP». Il Consorzio di tutela della Finocchiona IGP, nato nel 2015 per valorizzare, promuovere e tutelare la Finocchiona IGP, riunisce oggi 44 produttori che esportano il meglio del made in Tuscany in 28 paesi del mondo. La valorizzazione, la promozione e la tutela della Finocchiona IGP, in Italia e all’estero, sono attività fondamentali portate avanti ogni giorno. Anche con iniziative come quella che, oggi alle 12, unirà la Finocchiona Igp al Prosciutto Toscano Dop, attraverso un travel cooking show che vedrà protagonisti i due salumi, raccontati e cucinati dalla giornalista e scrittrice Elisabetta Arrighi e dallo chef Emanuele Vallini, titolare del ristorante ‘La Carabaccia’ di Bibbona e volto televisivo di ‘Linea Verde’ e ‘La prova del cuoco’.


Balsamico da grattugiare,
petto di pollo alla curcuma
e succo di farro per il caffè
Il nuovo menù degli italiani

PARMA

LE ABITUDINI alimentari degli italiani stanno cambiando velocemente. Quello dei prodotti salutistici e biologici è un settore in grande crescita. Ma anche quello dei piatti pronti ha registrato incrementi notevolissimi. E’ soprattutto in questi due filoni della produzione che le aziende alimentari si presentano a Cibus con novità sfiziose e originali. Sono ben 1.300 i nuovi prodotti alimentari che si affacciano sul mercato per la prima volta. La lista completa è consultabile sul sito di Cibus www.cibus.it/nuovi-prodotti. I 100 più innovativi sono esposti in Fiera in un’area dedicata, quella di Cibus innovation corner, che ospita anche talk e dibattiti sui trend e le dinamiche di innovazione. I nuovi prodotti vengono cucinati dagli chef nei singoli stand e nelle food court dedicate ai cibi tipici regionali.

SARÀ questo il battesimo del fuoco, il primo banco di prova per tutti gli «absolute beginners» dell’alimentare italiano. Diversi fra loro ma accomunati da originalità e poche calorie. Molti sono senza grassi aggiunti e sale, molti altri senza glutine. Parecchie novità riguardano l’ambito dei prodotti salutistici. Si va dalla bevanda di farro biologico da bere fredda o da mescolare con il caffè a colazione (Alce Nero) alla pasta con farina di fagioli verdi mungo (Andriani) ai dadi vegan al gusto di pancetta ma completamente vegetali (Joy) alle mini gallette sottili prodotte con riso integrale Nerone (Fiorentini).

MOLTI nuovi prodotti sono a base di curcuma (che con lo zenzero ha avuto un vero boom) e quindi avremo modo di provare un nuovo condimento spray alla curcuma in olio (Compagnia alimentare italiana) o il petto di pollo alla curcuma cotto al forno (Parmacotto) o un preparato per brodo e zuppe vegetali bio alla curcuma (Bonomelli). Ma parecchi sono i debutti nei piatti pronti, come il burgher di verdure fresche senza glutine, soia, latte e olio di palma (Zerbinati) o il brodi di vegetali essiccati che si prepara come una tisana (Aromy) o la polenta in tazza pronta al microonde in pochi minuti (Polenta Valsugana). Novità anche fra i formaggi, fra i salumi gluten free, nella pasta come la nuova linea vegan, no Ogm e kosher di Del Verde, o fra i dolci, come il panettone farcito alla crema di zucca, zenzero e cannella con canditi di zucca (Il Vecchio Forno) Difficile assegnare l’Oscar della stravaganza, ma certamente l’aceto balsamico di Modena da grattugiare (Terra del Tuono) ha buone possibilità di imporsi.

Giuliano Molossi

 

Prosciutto Toscano DOP
Mix tra gusto e benessere che conquista i mercati

PARMA

SAPORE DECISO e inconfondibile per uno dei più apprezzati salumi made in Italy: il Prosciutto Toscano DOP è tra i protagonisti di Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, che si apre oggi a Parma (padiglione 02, stand K067). «Eventi come Cibus rappresentano una vetrina importante per il Consorzio del Prosciutto Toscano – dichiara il presidente, Cristiano Ludovici – che ha lavorato molto anche in ambito internazionale, dimostrando la capacità degli operatori toscani di rispondere alle richieste del mercato, mantenendo altissima la qualità del prodotto. Il nostro prosciutto è sempre meno ricco di sali e garantisce un perfetto equilibrio tra grassi saturi e insaturi». Nel 1990, dalla ferma volontà di un gruppo di produttori toscani, consapevoli della necessità di proteggere il Prosciutto Toscano dalla proliferazione incontrollata di altri prosciutti che hanno poco in comune con la tradizione, nasce il Consorzio del Prosciutto Toscano con lo scopo di promuovere, valorizzare e tutelare il prodotto sul mercato nazionale ed estero.

NEL 1996, il Prosciutto Toscano ottiene l’ambito riconoscimento comunitario della DOP grazie all’impegno di tutti i Consorziati. E già oggi, al Cibus, un filo rosso legherà il Prosciutto Toscano DOP alla Finocchiona IGP, grazie al travel cooking show (ore 12) guidato dalla giornalista e scrittrice Elisabetta Arrighi e dallo chef Emanuele Vallini, volto televisivo de ‘La prova del cuoco’ e ‘Linea Verde’, con alle spalle esperienze in Europa e Stati Uniti, che preparerà una ricetta originale, illustrando le caratteristiche dei prodotti. Ad abbinare i vini ai piatti ci penserà la sommelier Ornella Cazzola, prediligendo etichette made in Tuscany.


«La Fiera in pole position
per vincere la sfida globale
A Parma si può scoprire
cosa si mangerà domani»

Giuliano Molossi

PARMA

«CIBUS è qualcosa di unico e di inimitabile, ma in questi anni dopo il cambio radicale sulla governance della società grazie al progressivo ingresso dei privati che oggi hanno la maggioranza, in particolare Credit Agricole e Unione Parmense degli Industriali, e che hanno imposto un modello di gestione diverso, abbiamo potuto trasformare tutta la Fiera e le sue manifestazioni nel fiore all’occhiello per la città».

Cellie, Cibus è la fiera di riferimento del cibo italiano per i mercati internazionali?

«Non c’è dubbio, è la fiera del food&beverage made in Italy per eccellenza. Abbiamo oltre 3.000 espositori, tutti italiani, cosa che non trova riscontro in nessuna manifestazione al mondo, nemmeno Anuga che è leader mondiale – nonché partner di Cibus – con oltre 8.000 espositori da tutto il mondo. Noi abbiamo avuto la capacità di diventare molto internazionali».

Una delle novità è la presentazione di 1.300 nuovi prodotti…

«Abbiamo cercato di seguire e interpretare la capacità innovativa delle imprese alimentari italiane. Oggi queste aziende sono diventate tra le più innovative del panorama manifatturiero nazionale, con una capacità di reinventare continuamente gli aspetti sostanziali e simbolici di molti prodotti e addirittura anche alcune DOP-IGP. Gli espositori di Cibus sono imprese di tutte le dimensioni, ossessionate dalla qualità e dal rapporto con i clienti internazionali, capaci di coniugare l’attenzione ai temi etici e ambientali con l’efficienza operativa e molto più sintonizzate col consumatore contemporaneo rispetto ai tradizionali competitors francesi e tedeschi».

Innovazione, dunque, ma senza perdere di vista la tradizione?

«Certo. Siamo competitivi perché, restando fedeli alle nostre tradizioni, innoviamo su tutta la filiera alimentare, dalle materie prime alle tecnologie di produzione, fino al prodotto finito».

Sarà affrontato il cambiamento delle abitudini alimentari?

«Sì, a Cibus si viene anche per capire cosa sarà trendy sulle nostre tavole nei prossimi anni. Per scoprire cosa si mangerà e come si mangerà».

Qual è lo stato di salute del settore agroalimentare?

«Sui consumi in Italia occorre tener conto non solo dei dati della Gdoma anche dei consumi fuori casa, dei nuovi canali di acquisto (come il delivery e l’on line). Non è vero che consumiamo meno. Consumiamo meglio, spendiamo un po’ di più nel cibo. Le esportazioni vanno bene e andranno ancora meglio, se non intervengono fatti straordinari».

 

I germogli di bambù
«Serviti dolci o salati sono il cibo della salute»

PARMA

«UNO TRA I CINQUE alimenti più salutari esistenti al mondo», così una recente ricerca della Facoltà di Farmacia dell’Università di Bari ha definito i germogli di bambù, prodotto alimentare che CBI spa, consociata del Consorzio Bambù Italia, ha lanciato attraverso una completa gamma. Il consorzio debutta a Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione che parte oggi a Parma (padiglione 07, stand D076), mentre da mercoledì all’11 maggio sarà presente a MacFrut a Rimini. Tra le novità presentate, la linea Bambita, con i vasetti di germogli di bambù conservati in olio d’oliva, con l’aggiunta di spezie e aromi mediterranei, come l’origano, o altri ingredienti preziosi, come il trifolato. Prodotti in doppia versione: retail e horeca.

AL CIBUS arrivano anche i germogli di bambù canditi con lo zenzero, per un gusto croccante adatto a impieghi diversi in cucina e ad abbinamenti con formaggi o dolciumi. Completano la gamma una serie di panificati artigianali (grissini e streghette) ottenuti direttamente dalla lavorazione del germoglio. Il consorzio Bambù Italia, voluto dal presidente Fabrizio Pecci, ha sede a Tavullia (Pesaro) e rappresenta un gruppo di imprese che gestiscono interamente la filiera del bambù dalla nascita delle piante, in vivai situati nel ravennate, fino alla commercializzazione. Si tratta della più grande e importante realtà in Europa in questo settore, impegnata nella coltivazione di piantagioni di bambù gigante certificate OnlyMoso.  «Con la presentazione della linea Bambita al Cibus – osserva Pecci – il germoglio di bambù presto sarà su tutte le tavole degli italiani ed anche nei ristoranti e pizzerie».

Di | 2018-05-14T13:14:02+00:00 08/05/2018|Focus Cibus|