LA FABBRICA DELLA SCIENZA

«Siedo al tavolo con i sindacati
perché abbiamo la stessa missione
Creare lavoro, guardando al futuro»

SIENA

Quali sono le conseguenze sui fatturati di Gsk delle campagne contro le vaccinazioni?

«L’impatto dei no vax è molto ridotto. Il mercato italiano copre il 5% del fatturato mondiale, oltre il 90% delle vendite è all’estero. L’Italia è un Paese strano; è leader nella ricerca e nella produzione di vaccini, eppure c’è chi li combatte. Per fortuna la gente ci crede e si vaccina ancora».

Da amministratore delegato non pensa sia uno lusso creare un istituto per sviluppare vaccini contro le malattie nei Paesi meno sviluppati?

«Il Gsk Vaccines Institute for Global Health è una cosa di cui vado fiero. Nei Paesi ricchi tutti vorrebbero vaccini anti tumorali, l’immunoterapia è il settore del futuro. Non a caso è quello dei vincitori del Nobel per la medicina. Nei Paesi meno sviluppati le malattie infettive debellate da noi uccidono tantissimi bambini e adulti Noi abbiamo le tecnologie per creare vaccini in quei Paesi che non interessano il commercio mondiale. L’Istituto, però, genera benefici anche economici. Non foss’altro perché ha creato 40 posti di lavoro e ha richiamato talenti da tutto il mondo. In più all’interno dell’istituto si sviluppano nuove tecnologie che possono tornare utili».

Com’è riuscito a convincere il presidente mondiale di Gsk Vaccines, Roger Connor, a investire altri milioni di euro su Siena e sull’Italia?

«Non ho dovuto convincerlo, il presidente Connor sapeva già che la scelta italiana e di Siena era vincente. Se uno dei prodotti più importanti per i fatturati è stato sviluppato qui, sono i conti che parlano. Noi non viviamo solo dei prodotti che abbiamo già fatto, ma anche di quelli che genereremo nel futuro».

Non si sente un po’ estraneo quando deve intavolare trattative sindacali, come quella per salvaguardare i contratti a termine in Gsk?

«Ho lavorato una vita per creare un ambiente capace di garantire ricerca e produzione per i prossimi decenni. Penso di essere la persona più allineata alla missione dei sindacati. Per chi ha visioni di lungo termine, il problema di chiarirsi. Possono esserci decisioni che non piacciono, al momento. Ma se l’obiettivo è salvare lavoro e ricerca, è solo questione di prospettiva».

Pino Di Blasio

Di |2018-10-29T16:41:34+00:0029/10/2018|Primo piano|