Giotti, un’eccellenza che fa gola
McCormick, il colosso americano compra aromi e spezie toscane

Acquisizione da 120 milioni per la McCormick che prima della Giotti aveva incamerato Drogheria & Alimentari. Scelta strategica.

PASSA DALLA Toscana la scalata al mercato europeo della multinazionale statunitense McCormick & Company. Una strategia che l’azienda americana leader mondiale nel campo delle spezie e degli aromi ha messo in atto con due acquisizioni di importanza strategica in un settore di importanza vitale per l’industria alimentare. La prima è stata quella di Drogheria & Alimentari. L’ultima in ordine di tempo è quella di Giotti, azienda che si trova alle porte di Firenze, che tiene saldamente in pugno il mercato italiano e una fetta di quello europeo degli aromi per alimenti. Un’acquisizione che è costata a McCormick 120 milioni di euro per il 100% delle quote societarie. L’advisoring è stato determinante: Giotti spa si è avvalsa del supporto di Kon Group S.p.A. e di Laroma Jezzi & Partners, mentre Mc- Cormick & Co. è stata assistita da CP Advisors e Shearman e Sterling.

«CON QUESTA operazione – ha detto Francesco Ferragina di Kon Group – Scandicci dovrebbe diventare il cuore dello sviluppo del prodotto di McCormick. Tutto il business sarà in qualche modo orientato e poggiato sull’insediamento produttivo di Scandicci. Uno dei motivi che ha spinto la multinazionale ad affrontare questo investimento è proprio l’eccellenza del dipartimento di ricerca e sviluppo di Giotti. Enrico Giotti entrerà a far parte del management di McCormick Italia ed Europa, e avrà modo di dare il suo contributo proprio alla crescita nel mercato nazionale e internazionale».

Il piano strategico aziendale prevede l’aumento degli investimenti; vedremo se questo avrà ricadute anche sul piano occupazione. Di certo lo stabilimento di Scandicci manterrà un ruolo centrale. «Giotti è stata acquisita – ha detto ancora Ferragina – per la sua capacità di fare innovazione. E la capacità innovativa si fa con le persone. Per questo la multinazionale ha intenzione di rafforzare la sua presenza in modo che il personale rimanga comodo e tranquillo dov’è. Si stanno studiando anche ipotesi di ampliamento intorno allo stabilimento. Lo stesso discorso vale per l’insediamento produttivo di Parma, che ugualmente sarà valorizzato». Un’azienda storica, la Giotti, ancora a conduzione familiare. Fondata nel 1928 a Firenze, è cresciuta negli anni fino a diventare nota nel settore per la sua capacità innovativa in tutte le applicazioni industriali degli aromi, recentemente anche nel campo dei soft drinks che sono prodotti in Emilia.

OGGI HA 130 dipendenti; il fatturato nel 2015 è stato di circa 53 milioni di euro e un margine operativo lordo di poco inferiore a 7 milioni di euro. Con Giotti gli americani puntano a consolidare la leadership nel settore. Lawrence Kurzius, presidente e amministratore delegato di McCormick, ha dichiarato che l’acquisizione di Giotti è un importante tassello nella realizzazione della strategia di sviluppo della multinazionale. «McCormick – ha detto – è uno dei leader mondiali nelle forniture a società produttrici di cibi confezionati e alle multinazionali della ristorazione e questa acquisizione espande ulteriormente la già ampia gamma di soluzioni nel settore degli aromi in Europa con un dipartimento di Ricerca e Sviluppo forte ed innovativo.

Inoltre McCormick, con questa acquisizione, rafforza la sua presenza in Italia e in particolare in Toscana, iniziata nel 2015 con l’acquisizione di Drogheria & Alimentari, leader italiano nel settore erbe, spezie e condimenti».

Cina e turismo Salone d’oriente con la Fiera di Rimini

UN VERTICE dell’industria turistica mondiale in Cina. Quasi, idealmente, in continuità con Marco Polo, viaggiatore, commerciante, osservatore e cultore dell’Oriente, saranno proprio degli italiani ad organizzarlo nell’ottobre del prossimo anno. Si tratta di Italian Exhibition Group, il player fieristico nato dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera Vicenza. Sarà il motore principale di un evento unico e di vasta portata economica che si terrà tra il 24 e il 26 ottobre 2017 a Chengdu, moderno quartiere di Pechino. Ovviamente IE Group non potrà fare da sola. Sarà in joint venture con Vision Fair China ed in partnership con il Cta (China tourism Academy), ente nazionale preposto alla ricerca e alla promozione turistica che fa capo all’amministrazione del Turismo della Repubblica popolare cinese.

Il Travel trade market porterà in Cina imprese ed istituzioni coinvolte nei flussi turistici da e verso il gigante cinese. Il salone coinvolgerà operatori ed aziende lungo tutta la filiera: trasporti turistici, aerei e navi da crociera, bus operating, attrezzature per l’hotellerie e l’outdoor, tecnologie applicate al turismo.

«È L’INIZIO di un percorso del quale conosciamo prospettive, ma anche difficoltà – dice Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group –. Lo stiamo affrontando con determinazione e alle nostre intenzioni corrispondono quelle della componente cinese, istituzionale e imprenditoriale, che con noi concorrerà a realizzare il progetto. Qui parliamo di turismo e parliamo di ambiente, settori che possono farci da apripista per altri progetti, da soli o in collaborazione con altre fiere».

Alcuni giorni fa, alla conferenza stampa sul salone tenutasi a Pechino all’Ambasciata d’Italia a dare l’annuncio, insieme a Matteo Marzotto, vice presidente di IE Group, è stato lo stesso ambasciatore, Ettore Sequi. Presenti, ovviamente tutti i partner cinesi dell’operazione che dà lustro mondiale a Rimini Fiera e Fiera Vicenza.

«Siamo orgogliosi di questa prima e significativa partnership di così alto profilo internazionale siglata dalla nostra società – sottolinea Marzotto –. L’accordo rappresenta l’importante riconoscimento di IEG come ehhibition provider globale, col know how e le competenze Well done in Italy che sapremo mettere al servizio di una città dalle straordinarie potenzialità».