LA CAPOFILA DELLA RETE

Sofidel insiste sul mercato Usa
«Regina, l’asso per la crescita»
Fatturati verso quota 2 miliardi

Massimo Stefanini

LUCCA

FATTURATO in crescita di 33 milioni nel 2016 rispetto al 2015, (1.842 milioni contro 1.809) un balzo del gruppo del 5% in Europa e in doppia cifra negli Usa, margine operativo lordo, vale a dire l’indicatore di profittabilità, con un segno più di 30 milioni. Nelle pieghe del bilancio Sofidel, la multinazionale con sede a Porcari, nella Piana lucchese e che ha compiuto i 50 anni di vita (stabilimenti in 13 Paesi, capacità produttiva annua di oltre un milione di tonnellate, 5.500 dipendenti e con brand storici del settore cartario, come quello dei rotoloni Regina), molte buone notizie

«È probabilmente uno dei migliori bilanci di sempre – commenta Luigi Lazzareschi, amministratore delegato Sofidel –. Siamo soddisfatti perché non è semplice, specialmente in Europa dove ormai siamo strutturati, superarsi ad ogni esercizio finanziario».

Presenti in Europa e negli Usa, farete rotta verso Sudamerica e Asia?

«In questo momento le nostre energie sono concentrate sull’espansione negli Usa dove c’è un mercato immenso ancora da sfruttare ma con una peculiarità: nell’industria di largo consumo sono rimasti indietro, specialmente nel comparto carta. Possiamo inserirci, calibrando il nostro know how, la tecnologia el’innovazione del processo produttivo. Stiamo investendo molto nel rinnovo degli impianti. Sarebbe difficile per noi – prosegue l’ad – in Cina, dove comunque negli ultimi anni lo sviluppo e la tecnologia sono arrivati, dove avremmo difficoltà maggiori sotto il profilo delle normative e degli adeguamenti burocratici, senza parlare della lingua. Verrebbe meno quel valore aggiunto che è una delle mission del fare impresa. Mancherebbero anche le risorse umane».

Coniugate la sostenibilità ambientale con il business, dopo il Wwf avete aderito a WaterAid…

«In un mondo sempre più globalizzato la responsabilità sociale dovrebbe far parte sia della sfera pubblica sia di quella privata. Il successo di un’idea imprenditoriale non si misura infatti solo con utili e dividendi,ma anche con il ritorno sociale. Le risorse del pianeta non sono illimitate. Acquistiamo cellulosa che arriva da foreste certificate, riduciamo le emissioni di Co2 e adesso, con WaterAid vogliamo fornire un contributo per l’acqua, prezioso liquido che dobbiamo razionalizzare. A livello industriale l’attenzione deve essere posta non tanto nel consumo, ma nell’utilizzo. In più era necessario intervenire in quei luoghi in cui è legata anche all’igiene e quindi ai nostri prodotti. Oltre ai dazi – aggiunge Lazzareschi –, se Trump dovesse rinnegare i principi della precedente amministrazione sui cambiamenti climatici, saranno provvedimenti che gli si ritorceranno contro. Noi proseguiremo con la tutela dell’ecosistema».

Confermato che per i prossimi anni non ci sarà l’approdo in Borsa (bisognerebbe avere una presenza strutturata inalmeno due Continenti), vi sono spiragli occupazionali per giovani talenti disposti a mettersi in gioco nell’industria 4.0. Perché non vi siete mai occupati di sport agonistico?

«Ci dedichiamo – conclude Lazzareschi – alle buone pratiche a ciò che unisce famiglie e generazioni, come le maratone, che sintetizzano la vita: la sfida, il superamento dei propri limiti».


Euro Vast Primato hi-tech

Massimo Stefanini

LUCCA

CRESCITA dei mercati esteri, consolidamento di quello italiano, con nuovi prodotti all’avanguardia. È l’obiettivo a breve termine di Euro Vast Spa, l’azienda molto conosciuta che opera nel settore cartario, con 4 cartiere e 4 converting con 10 linee di produzione.

Qual è il fatturato e il numero dei dipendenti?

«Il 2016 – commenta il presidente Vincenzo Romano – si è chiuso con un fatturato complessivo superiore ai 110 milioni di euro. Il numero dei dipendenti per l’intero gruppo è di circa 210 maestranze».

Quanto è importante l’innovazione nel vostro settore?

«L’innovazione è per noi al primo posto, senza innovazione non esiste futuro, nel corso del 2017 sono programmati oltre 10 milioni di euro di investimenti, andremo ad acquistare un nuovo stabilimento, nell’ottica di potenziare ulteriormente la nostra capacità produttiva. Abbiamo acquistato una nuova macchina Continua Tissue che verrà montata nello stabilimento di Villa Basilica, sostituito in tutte le nostre cartiere i muletti a gasolio con muletti elettrici per ridurre l’impatto ambientale perché per essere leader oggi bisogna guardare con rispetto al domani».

Quali sono i prossimi obiettivi?

«Sviluppo dei mercati esteri e consolidamento del mercato italiano, con nuovi prodotti che devono rispondere alle esigenze dei consumatori, con un attenzione particolare alla salute alla sicurezza, alla praticità e all’eco sostenibilità». Un’ azienda dunque che riesce a coniugare la sostenibilità ambientale con la sua missione di fare impresa. L’acquisizione di importanti clienti italiani e esteri, interventi significativi in campo tecnico e organizzativo, hanno posto le condizioni per un rafforzamento industriale e commerciale che fa oggi del Gruppo Euro Vast, una delle primarie aziende in Italia nel settore del tissue.


NE Boom con la robotica

PORCARI

SCACCO MATTO alla crisi. È quello che ha fatto l’azienda NE Engineering di Porcari, che negli ultimi tre anni è passata da 8 a 13 milioni di fatturato. L’impresa fornisce macchinari e impianti di movimentazione per cartiere e scatolifici. 40 gli addetti e 4 i soci: Giuseppe Papeschi, Liliano Belluomini,Maurizio Belluomini, Ileana Belluomini.

Lavorate molto con l’estero, dove in particolare?

«In tutta Europa e specialmente in Francia, Gran Bretagna, Austria, Svizzera, Polonia – commenta Giuseppe Papeschi – ma pure in Centro e Sudamerica, Argentina, Cile e molto Messico».

Come si innova nel settore cartario?

«Nella nostra realtà abbiamo investito molto nello sviluppo dei software perla gestione automatica degli impianti, e nella gestione interna, per essere sempre efficienti e produttivi, ma servono investimenti ed innovare è determinante».

È possibile prevedere per il prossimo futuro assunzioni, magari di giovani, per implementare il personale?

«In questo quadro di evoluzione continua, nell’ottica della programmazione dei nostri impianti, possiamo pensare ad una eventuale selezione di personale, tra i giovani che vogliono mettersi in gioco e crescere in un mercato molto competitivo, perché serve un nuovo modello di attività produttiva, pronta a cogliere i cambiamenti. Stiamo utilizzando molto robot antropomorfi nell’ambito della ‘pallettizzazione’, ovvero per impilare le scatole di cartone appena uscite dalla macchina per formare una pila alta unmetro e ottanta centimetri».

Massimo Stefanini

Di |2018-10-02T09:25:19+00:0012/04/2017|Focus Distretto Carta|