It Forum tra tecnologia e affari
La sfida dell’uomo contro i robot
infiamma la nuova finanza

Luca Zorloni

MILANO

LA PAROLA chiave è fintech. La finanza sposata con la tecnologia. E se fino a qualche anno fa il fintech appariva come un fenomeno collocato a una distanza siderale, destinato ad avverarsi solo tra qualche decennio, ora la rivoluzione appare già in atto e in fase avanzata. Per questo gli operatori del settore finanziario italiano devono farsi trovare preparati al cambiamento. Ed è sulle assi principali del cambiamento tecnologico che si articola l’edizione numero 18 dell’Investement & Trading Forum, che aprirà i battenti il prossimo 18 maggio a Rimini.Un compleanno, il diciottesimo di It Forum, che segna anche l’affacciarsi all’età adulta del fintech, che uscito dal guscio ristretto dei fan della tecnologia e degli esperti più avvertiti, inizia a diventare pratica comune tra gli investitori. «La sfida tra uomo e robot nel trading e nel risparmio gestito sta evolvendo verso scenari che sembravano inimmaginabili e lontani fino a dodici mesi fa e che ora, grazie agli investimenti in nuova tecnologia applicata su larga scala,appaiono invece sempre più alla portata di tutti gli investitori, piccoli e grandi, mai come ora in grado di competere sui mercati con gli stessi strumenti», sottolinea Mauro Pratelli, che di It Forum è il direttore. La manifestazione è organizzata da Ite in collaborazione con Traderlink, Trading Library e Morningstar. Ospiterà novanta espositori, centocinquanta relatori e oltre un centinaio di conferenze, per approfondire gli sviluppi del fintech: trading, tradesharing, applicazioni di intelligenza artificiale, la sfida tra uomo e robot nella consulenza finanziaria.

UN’ISOLA del fintech è stata dedicata ai protagonisti della finanza di domani, con trenta società italiane e straniere che operano nei campi dell’equity crowdfunding, dei prestiti peer to peer, della consulenza finanziaria avanzata e de nuovi sistemi di investimento. «Per tradizione It Forum rappresenta soprattutto un’occasione unica di formazione e conoscenza,attraverso numerosi appuntamenti,concepiti sia in base alle esigenze dei professionisti della consulenza e del trading che del mondo del risparmio», aggiunge Pratelli. Alla tavola rotonda di apertura di It Forum, che si svolgerà giovedì mattina dalle 9.30, intorno al tema «Disruption: quale futuro per le banche?», si confronteranno Matteo Arpe di Tinaba, Angelo D’Alessandro per Buddy Bank, Andrea Pezzi di Gagoo, Stefano Sperimborgo di Accenture e Clelia Maria Tosi del Centro di ricerca in tecnologie, innovazione e servizi finanziari (Cetif) dell’Università Cattolica di Milano. Lo stesso Cetif ha firmato con Ibm una ricerca che ha preso in analisi le start-up italiane di finanza digitale selezionando un panel di società negli ambiti dei pagamenti, della finanza personale e del trading. Accenture, invece, lancerà un’indagine una ricerca su banche e finanza, prendendo in esame le nuove tendenze del settore. Morningstar contribuisce al palinsesto della manifestazione con cinque conferenze, il cui obiettivo è fare la diagnosi sullo statodi salute dei portafogli dei risparmiatori a meta` di un 2017 che non ha mancato di riservare sorprese e colpi di scena.

NON ULTIMA la vittoria di Macron alle presidenziali francesi, che benché fosse stata prevista dagli analisti, ha dato gas alle spese sulle piazze finanziarie facendo ballare gli indici. Tra gli ospiti c’è Karim Abadir, che interverrà per il Centro di analisi economica di Rimini (Rcea). Professore emerito dell’Imperial College di Londra, ha vaticinato le conseguenze della Grande recessione che negli ultimi anni ha fatto tremare le economie mondiali. All’It Forum, spiegano gli organizzatori, «illustrerà un nuovo modello economico che potrebbe guidare gli investitori nelle scelte di allocazione del portafoglio». In anteprima rispetto alla fiera, mercoledì sera, durante la serata di gala che inaugurerà It Forum, saranno consegnati i «Fintechage Awards», dodici riconoscimenti voluti da Blue Financial Communication per altrettanti protagonisti italiani dei settori banking, insurance, asset management, trading, comparatori, crowdfunding, advisory, influencer, startup, App, venture capital, broker. Il 18 maggio, invece, saranno consegnati i primi «Bluerating Awards» ai migliori tre consulenti finanziari per ciascuna delle cinque categorie in gara: High Fidelity, Junior, Manager, Top entry, Woman.


Educazione finanziaria
ECCO I VANTAGGI DELLE POLIZZE VITA

di ALESSIA GOZZI

Le polizze vita tradizionali legate alle gestioni separate si sono rivelate anche nel 2016 la scelta primaria dei risparmiatori, riuscendo a calamitare oltre i due terzi dell’intera raccolta Vita, per un volume di quasi 74 miliardi (dati Ania). Si tratta di uno strumento che offre diversi benefici, consentendo l’ottimizzazione della gestione finanziaria e dell’imposizione fiscale. La rubrica di oggi esplora questa opportunità di investimento.

Oltre alle tipologie di assicurazioni più conosciute, ovvero quelle che tutelano economicamente quando si verifica un danno come ad esempio un incidente d’auto, esistono polizze assicurative che si possono considerare anche strumenti d’investimento. Rientrano in quella che viene definita Gestione Separata, cioè una gestione finanziaria appositamente creata, nella quale vengono impiegati i capitali degli investitori che sottoscrivono una Polizza Vita Tradizionale, la tipologia di prodotti generalmente definita di “Ramo I”. Il vantaggio di questa Gestione è che qualsiasi cosa succeda, nessuno, tranne gli investitori stessi, potrà toccare il capitale, quindi il denaro che le costituisce può essere incassato solo da chi ha sottoscritto l’investimento o da un beneficiario da lui indicato. L’attuale normativa prevede che il patrimonio della Gestione Separata sia investito in titoli che, fino a quando rimangono all’interno della Gestione e non vengono venduti, sono valorizzati al prezzo a cui sono stati inizialmente acquistati, ossia a “valore storico”. I rendimenti generati dai titoli in portafoglio, come ad esempio le cedole incassate insieme alla differenza tra il loro prezzo di acquisto e di vendita, determinano il valore della Gestione Separata. Sta quindi all’attività del gestore selezionare in modo attento i titoli in cui investire. L’insieme delle regole di bilancio e dell’attività di gestione fanno sì che la Gestione Separata non subisca la volatilità caratteristica degli altri prodotti finanziari: il patrimonio e il rendimento sono stabili e continui nel tempo, offrendo in questo modo maggiore tranquillità all’investitore.

*In collaborazione con la Fondazione per l’educazione finanziaria (Abi)