Italiani risparmiosi ma sottoassicurati
«Un fattore di debolezza per il Paese»

Francesco Minelli, direttore marketing di Cattolica

Per superare il problema occorre far crescere la cultura della prevenzione
Ma anche offrire ai clienti prodotti trasparenti come Active Casa&Persona

di Achille Perego
MILANO

Nel settore delle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio (escludendo l’assicurazione auto che è obbligatoria e spesso, più che una polizza, viene considerata quasi una tassa), l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri principali Paesi europei. L’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul Pil, secondo un recente rapporto dell’Ania, è infatti pari solo all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante (279 euro contro 893) è circa un terzo. La più bassa diffusione di coperture assicurative rappresenta un fattore di debolezza per l’intero Paese. In questo ambito è necessario attuare un sistema integrato fra pubblico e privato che consenta una gestione più equa ed efficiente dei vari tipi di rischio, in particolare per il lavoro, i patrimoni, le catastrofi naturali e la salute. Ambito dove la spesa che le famiglie sostengono privatamente ha raggiunto i 40 miliardi all’anno e solo il 7% è riconducibile alle assicurazioni e il 3% a fondi e casse sanitarie. Ma anche sul fronte della protezione della casa, il bene più importante come dimostra il fatto che l’80% delle famiglie italiane ne possiede una, le coperture dai rischi sono ancora molto basse. Tanto che solo il 46% delle abitazioni ha una polizza assicurativa contro l’incendio e, quasi in un caso su cinque, si tratta di coperture collegate al mutuo. E appena poco più del 3% delle case viene protetto da una polizza contro le calamità.
Per superare il problema della sottoassicurazione è necessario far crescere una cultura della protezione e della prevenzione ma anche offrire prodotti trasparenti. Cattolica Assicurazioni, uno dei principali attori del mercato con quasi 3,6 milioni di clienti e una raccolta premi di quasi 6 miliardi (2018), ha accolto così la richiesta che l’Ivass ha fatto a tutto il mercato per una maggiore trasparenza dei contratti assicurativi, percependo in maniera completa le linee guida dell’istituto di vigilanza nel prodotto Active Casa&Persona mentre è in corso in tal senso la revisione dei contratti anche degli altri prodotti.
«Cattolica Assicurazioni ha interpretato in modo ampio e distintivo quanto richiesto da Ivass relativamente alla modalità con cui vengono esposte le caratteristiche e le clausole regolamentari dei prodotti – spiega il direttore marketing Francesco Minelli (nella foto a destra) –. In particolare, il primo prodotto su cui abbiamo lavorato è Active Casa&Persona con il quale ci siamo impegnati a sottoscrivere ‘Patti chiari e semplici’ con i nostri clienti. È il frutto di un lungo lavoro di ascolto e di analisi da parte della Direzione marketing del gruppo con la strategica collaborazione degli agenti, le ‘orecchie sul campo’ fondamentali per conoscere il cliente. E non solo. Abbiamo realizzato ricerche di mercato, un allineamento costante tra i nostri clienti e i consumatori italiani per conoscere il grado di comprensione di quanto noi proponevamo loro ».
L’assicurazione per Cattolica, aggiunge Minelli, «è il primo agente di benessere per le famiglie italiane in grado di renderle capaci di affrontare la vita in modo pieno e sostenibile. Attualmente gli italiani – che tengono quasi millecinquecento miliardi sul conto corrente – risultano abbondantemente sotto assicurati, riteniamo anche per la difficoltà nel comprendere tutto ciò che il settore offre loro, spesso per un eccesso di tecnicismo e distanza dal linguaggio comune».
Active Casa&Persona, in particolare, è una soluzione studiata per accompagnare il cliente in tutti i momenti della sua giornata. Dai rischi informatici alla difesa del reddito, dai terremoti e dalle inondazioni alla telesorveglianza, senza dimenticare i bisogni di assistenza e gli animali domestici.