ISTRUIRE PROFESSIONISTI

Formazione per l’offshore
Nel centro di Mezzano
corsi per situazioni estreme

A lezione anche infermieri

LA NOSTRA attività è partita con l’offshore legato all’oil&gas in quanto quello di Ravenna è uno dei distretti energetici più importanti del Paese, con aziende che operano su scala internazionale. Poi ci siamo progressivamente estesi a tutti i comparti industriali che necessitano di formazione specialistica per svolgere la quale la nostra sede è dotata di attrezzature e simulatori che consentono una preparazione pratica, oltre che teorica», spiega Angelo Torlo, direttore generale di Cfo, Centro formazione offshore. Nella sede di Mezzano operano sette dipendenti: oltre al direttore generale ci sono un responsabile della qualità, una segreteria amministrativa, una segreteria e un responsabile del corsi e due istruttori. A loro si aggiungono volta a volta collaboratori esterni per i singoli corsi. L’azienda ha puntato sulla qualità e da diversi anni è accreditata presso Opito (Offshore Petroleum Training Organization), un’organizzazione scozzese che stabilisce gli standard di addestramento per chi lavora negli impianti offshore. In Italia esiste solo un’altra realtà del genere.

actonel 150 mg patent expiration date LA SEDE, nella zona artigianale di Mezzano è dotata delle migliori tecnologie per la didattica: alle aule informatizzate per approfondire gli aspetti teorici dei singoli settori (le lezioni sono in italiano e in inglese), si aggiungono gli spazi per la ‘pratica’. A partire dalla piscina con la buca profonda 5 metri, dove vengono simulate alcune situazioni estreme. Un’attrezzatura particolare propone la struttura della fusoliera, che viene calata e rovesciata in acqua, per addestrare gli allievi a uscire in modo veloce e sicuro. In acqua ci si allena anche per affrontare l’emergenza ‘naufragio’, tenendo conto dell’acquaticità di ogni allievo, compreso il caso in cui non sappia nuotare. Nel piazzale esterno, poi, spicca una scialuppa di salvataggio chiusa, agganciata al meccanismo che viene usato per calarla in mare: un grande ‘guscio’ arancione sospeso su una vasca che permette di simulare l’impatto che si prova in caso di evacuazione da una nave che sta affondando. Quello offshore è il primo settore nel quale ha operato Cfo, naturale quindi che venga monitorato costantemente. «Siamo soci del Roca, l’associazione dei contrattisti offshore presieduta da Franco Nanni – commenta Torlo – seguiamo costantemente la crisi che da diversi anni ha colpito, in Italia, le attività oil&gas. Si sono persi tremila posti di lavoro e questo è un dato che deve far riflettere. All’ultima edizione di Omc ho però notato un maggiore ottimismo, legato all’annuncio fatto da Eni di nuovi investimenti al largo di Ravenna. Fra i nostri clienti ci sono i maggiori operatori del settore e questo è per noi motivo di orgoglio».

ALTRA importante certificazione, quella rilasciata da IMCA (International Marine Contractors Associations) per l’erogazione del corso diver medic. Si tratta di un corso di primo soccorso rivolto agli operatori subacquei. Dall’acqua al fuoco e al fumo: sempre sul piazzale sono sistemate le attrezzature di addestramento per affrontare gli incendi. Cfo da alcuni anni ha proceduto a una diversificazione dell’attività, aprendosi ad altri settori. Il simulatore di elicotteri presente tra le attrezzature con le quali si fa pratica durante i corsi di formazione, viene utilizzato per preparare piloti e personale di bordo di compagnie elicotteristiche. «Abbiamo avviato un’ottima collaborazione con Ausl Romagna per formare il personale infermieristico che sale sugli elicotteri del 118», aggiunge il direttore di Cfo.

l.t.


Dmo sposta le merci
Con Bobcat e Doosan
si fa il pieno di ricavi

RAVENNA

IN UN PORTO come quello di Ravenna,leader nazionale nella movimentazione di merce alla rinfusa, un ruolo specifico è quello che ricoprono le macchine per la movimentazione dei prodotti. La Dmo, con sede a Russi, è importatore esclusivo delle macchine Bobcat e Doosan, le più richieste dai terminal. Conta su tre filiali e oltre 40 officine distribuite sul territorio. L’azienda, guidata dall’ad Gabriele Silvagni offre, oltre alle macchine, un servizio ricambi e assistenza a tutto tondo oltre che un servizio noleggio con un parco circolante investito perla flotta di 10milioni. «La nostra strategia vincente per la crescita progressiva di Dmo – spiega Silvagni – è stata la diversificazione dei settori di vendita: oggi siamo in grado di fornire macchine allestite per applicazioni speciali per l’industria, il riciclaggio, la logistica, l’agricoltura, la manutenzione del verde,lo sgombero neve. Proponiamo allestimenti particolari mirati alle diverse tipologie di lavoro da svolgere, in grado quindi di rispondere alle necessità espresse in termini di produttività e sicurezza». Proprio la capacità di realizzare macchine per lavorazioni ad hoc ha permesso a Dmo di essere presente in molte delle aziende del porto di Ravenna: dalla movimentazione dei materiali leggeri, al lavoro in stiva fino alla riqualificazione e recupero ambientale dell’area valliva dove l’escavatore opera su un pontone da cui, con una particolare macchina ‘vibro infissore’, vengono posizionati pali in legno secondo un ordine preciso grazie all’utilizzo di un sistema gps installato sul macchinario.

ANCHE se il settore del movimento terra non si è ancora stabilizzato, Dmo continua a crescere. «L’andamento nel 2016 – aggiunge infatti l’ad – è stato tutto sommato positivo per il mercato italiano del movimento terra e abbiamo riscontrato segnali incoraggianti di miglioramento della domanda di macchine e attrezzature. Le linee di prodotto da noi rappresentate hanno risposto positivamente e si è chiuso l’anno passato con una crescita del 25% e del 50% per differenti linee. Abbiamo mantenuto gli obiettivi di quote di mercato per la vendita delle macchine nuove e anche le attività di servizi, ricambi e noleggio hanno mantenuto una crescita progressiva portandoci a chiudere il 2016 con un fatturato di 27 milioni di euro. Negli ultimi tre anni abbiamo registrato un incremento del fatturato del 20% ogni dodici mesi, un dato significativo per una start up che si è trovata ad operare in un contesto economico come quelli delineatosi con la grande crisi del 2008».

LA CRESCITA dell’azienda è sempre stata accompagnata da continui investimenti sia in termini finanziari che di struttura. Con l’obiettivo di investire sulla crescita in ognuno dei propri settori, Dmo nell’ultimo anno ha avviato un rafforzamento dell’organizzazione commerciale, ampliato e rinnovato gli spazi dedicati al service oltre che raddoppiato la superficie degli uffici del quartier generale di Russi, inaugurando anche un’ area training dedicata alla formazione tecnica e commerciale di alto livello. Oltre agli ampliamenti, Dmo ha investito nei processi di qualità conseguendo la certificazione di qualità ISO 9001. «Non basta però avere un ottimo prodotto e una buona struttura – conclude Silvagni – servono entusiasmo e passione e di certo Dmo è in prima linea per costruire il proprio futuro. Abbiamo la volontà di abbracciare il futuro con spirito di rinnovamento, ma senza dimenticare che i numeri sono importanti, ma sono i valori che contano. Fin dalla sua costituzione Dmo ha creduto in valori quali l’integrità,la responsabilità,l’eccellenza,la sicurezza oltre che la ricerca, la qualità, la formazione e il servizio; abbiamo intrapreso questo percorso impegnativo grazie all’impegno e alla passione dei nostri collaboratori».

l.t.

Di | 2018-05-14T13:14:41+00:00 17/05/2017|Focus Porti Adriatico|