IREN ACCELERA LA MARCIA VERDE

Multiutility, il risiko delle acquisizioni
«Sul tavolo una ventina di dossier
La chiave è differenziare il business»

TORINO

NEL RISIKO delle acquisizioni, Iren non si tira indietro. La multiutility guidata dal presidente Paolo Peveraro ne ha finalizzate sette solo quest’anno.

Quali sono le acquisizioni più significative dell’anno?

«Sicuramente Acam La Spezia, che è diventata operativa ad aprile, e San Germano, acquisita dai francesi di Derichebourg. Quest’ultima società di raccolta rifiuti e ambiente opera tra Piemonte, Emilia, Lombardia e Sardegna, serve un milione di abitanti (così il totale del Gruppo vola a 3,5 milioni), occupa 800 persone e ha 100 milioni di euro di fatturato. Con una peculiarità: noi operiamo in centri medio-grandi e non avevamo una struttura e un’organizzazione in grado di servire località come Carmagnola e Busseto, e di partecipare a gare specifiche di piccole comunità. Tra le altre operazioni, abbiamo comprato il 48,85% di Seta, azienda che fa raccolta e smaltimento rifiuti con un bacino di 225mila abitanti nel Torinese; Fratello Sole, una piccola società che cura dal punto di vista energetico il patrimonio immobiliare di un ente ecclesiastico e Mairà, che gestisce tre piccole centrali idroelettriche nella valle Maira».

Qual è il criterio con cui scegliete gli obiettivi? Quali saranno i prossimi passi per rafforzarsi?

«Abbiamo una ventina di dossier aperti, in un po’ tutti i settori. Le economie di scala sono importantissime: sul territorio noi gestiamo tre termovalorizzatori e un certo numero di impianti di recupero, questo significa poter lavorare sullo smaltimento dei rifiuti nel modo più efficiente. Questo ci consente di avere un percentuale di raccolta differenziata del 78% a Parma e del 70% a Reggio Emilia, per fare qualche esempio. E vi assicuro che andare oltre il 60% e mantenere standard così alti è uno sforzo notevole».

Quindi, al momento, il settore più interessante dal punto di vista del business è l’ambiente e lo smaltimento rifiuti?

«Direi di sì, i Comuni hanno capito che con gestioni di dimensioni troppo piccole e non efficienti non possono dare un servizio adeguato. E da questo punto di vista, noi abbiamo grande qualità».

A fine anno raggiungerete 8.000 dipendenti. Come affrontate il tema del ricambio generazionale?

«Le operazioni Acam e San Germano ci hanno portato da 6.200 persone a circa 8.000. C’è la necessità di un importante turnover, entro il 2023 sono previste circa 500 persone in uscita che saranno parzialmente sostituite. Sono previste infatti oltre 600 assunzioni, in parte a copertura del turnover, in parte a fronte di attività di sviluppo e internalizzazione. Già oggi il 70% delle assunzioni sono di ragazzi under 30, e posso dire che il ringiovanimento si vede».

Andrea Bonzi

Di |2018-11-27T08:54:01+00:0027/11/2018|Primo piano|