Solidarietà e raccolta differenziata
Gli studenti di Generali in Senato
con le idee per cambiare il mondo

Achille Perego
MILANO

CITTÀ più verdi, più tempo in famiglia, più impegno sociale e più volontariato. Sono alcune delle richieste portate nei giorni scorsi in Senato – presentando alla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e al ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti nove mozioni di fiducia per migliorare il mondo in cui vivono – da 225 bambini di terza, quarta e quinta elementare in rappresentanza di 2500 classi di tutta Italia che hanno aderito al primo anno di ‘Ora di Futuro’. «Un’iniziativa virtuosa e lungimirante – ha affermato il presidente del Senato – a cui ho guardato sin dal primo momento con particolare apprezzamento, per la forte attenzione ad alcune tematiche a cui sono molto legata: i giovani e la famiglia».

‘ORA DI FUTURO’, che ha avuto nella cerimonia al Senato la conclusione della prima edizione per l’anno scolastico 2018-2019 e che ha coinvolto insegnanti, famiglie, scuole primarie, reti non profit e 30mila alunni, è il progetto di educazione per i bambini promosso da Generali Italia – con la collaborazione delle Onlus L’Albero della Vita, Missione Bambini e il Centro per la Salute del Bambino – e ‘The Human Safety Net’, la Fondazione del Leone di Trieste lanciata nell’ottobre 2017 all’interno del grande impegno del gruppo per la sostenibilità. I programmi di ‘The Human Safety Net’ affrontano infatti tre importanti temi socio-demografici uniti dal comune obiettivo di liberare il capitale umano delle persone svantaggiate: la promozione delle pari opportunità di vita per bambini tra 0 e 6 anni che crescono in condizioni di fragilità sociale, la realizzazione del potenziale imprenditoriale dei rifugiati e il miglioramento della prevenzione e delle cure per l’asfissia neonatale.

«L’OSSERVATORIO Ora di Futuro – sottolinea Marco Sesana, Country manager e Ceo di Generali Italia and Global Business Lines – ci indica che oggi i bambini si percepiscono come attori del cambiamento e si sentono responsabili in prima persona per il futuro. Con questo progetto, forti di una rete di impegno e competenza fatta da istituzioni, Onlus, scuole, famiglie, agenti e dipendenti, vogliamo fornire ai bambini gli strumenti per affrontare il mondo ma anche l’aspirazione ad avere un impatto su di esso. Con questo obiettivo, insieme a The Human Safety Net, siamo già attivi in oltre 20 Paesi dove il gruppo opera».

IL BILANCIO del primo anno di ‘Ora di Futuro’ (gli elaborati dei bambini sono visibili su www.oradifuturo.it dove le scuole possono informarsi anche per la partecipazione gratuita alla seconda edizione per l’anno scolastico 2019-2020) ha visto ben 785 oggetti (perlopiù disegni ma anche plastici delle città ideali o della loro ricostruzione come quello realizzato dai bambini dell’Aquila, robot e pale eoliche, giochi a tema, file audio) creati dai bambini delle scuole che hanno partecipato.

OLTRE a coinvolgere nel primo anno oltre 30mila alunni delle scuole primarie italiane, ‘Ora di futuro’ ha visto l’inaugurazione di 11 centri per i bambini da 0 a 6 anni in collaborazione con le Onlus, sostenute anche dai dipendenti di Generali Itala con 10mila ore di volontariato di impresa e 10mila viaggi solidali. Dal primo Osservatorio è emerso come i bambini che hanno partecipato all’innovativo percorso didattico di «Ora di Futuro» (basato sul gioco e supportato da una piattaforma digitale) si proiettano nel futuro con grande consapevolezza dei problemi ambientali e sociali. Hanno un atteggiamento concreto e fattivo impegnandosi personalmente anche nei comportamenti quotidiani. Mostrano positività ed ottimismo e sono convinti che la tecnologia sia un’amica per aiutare l’ambiente e dedicare più tempo e attenzione alle relazioni interpersonali.

I TEMI delle nove mozioni di fiducia hanno riguardato quelli del percorso educativo: la salute e il benessere, a partire da quella familiare. L’ambiente, con in testa una maggiore raccolta differenziata. Ed economia e lavoro con la richiesta di una più alta partecipazione attiva per bambini e ragazzi e più lavori di gruppo nelle scuole e più possibilità di impegno nella società.

Rapporto Aitec Anche in Italia il cemento è sempre più green

ROMA

TECNICAMENTE, si può fare (e in Europa, si fa). Ma l’utilizzo dei combustibili alternativi nei cementifici è dura da ottenere in Italia. Nel ciclo di produzione del cemento è possibile sostituire senza difficoltà i combustibili fossili con combustibili alternativi. «In questo modo – osserva il rapporto di sostenibilità 2018 di Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento) l’associazione di categoria che raccoglie i principali produttori italiani di cemento – si genera un triplice vantaggio ambientale: riduzione dell’impatto ambientale di altri processi produttivi, recuperando come combustibile alternativo scarti industriali; riduzione dei rifiuti destinati a processi di trattamento meno efficienti (termovalorizzazione) o alla discarica (che genera emissioni di CO 2 e metano con notevoli effetti climalteranti); taglio delle emissioni di Co2 che si avrebbero avute utilizzando combustibili tradizionali». Nel 2018, nei cementifici italiani le calorie di origine fossile sostituite ammontano al 19,7% del totale (17,3% nel 2017), corrispondenti a più di 387.000 tonnellate di combustibili alternativi utilizzati. In Italia, però, a differenza del resto d’Europa, esiste una forte opposizione a livello locale all’utilizzo di Combustili Solidi Secondari (CSS) derivanti dai rifiuti.

E COSÌ l’Italia è ancora lontana dalla media europea che si attesta al 46% di sostituzione calorica (con la Germania 66%, l’Austria 79%). Anche grazie al CSS a fronte di un aumento della produzione dell’1.5%, i cementifici italiani sono riusciti a mettere a segno un disaccoppiamento delle emissioni di Co2, che sono scese dell’8,9%. Calo anche più significativo anche delle emissioni specifiche di ossidi di azoto (-3,8%) e delle polveri (-15,4%) rispetto al 2017. In aumento invece rispetto al 2017 le emissioni specifiche di ossidi di zolfo.

Alessandro Farruggia