INVESTIRE: I CONSIGLI PER IL 2018

Banca Akros ora ‘gioca’ all’italiana
«La strategia migliore è diversificare
Per vincere serve la tattica giusta»

Luca Zorloni

MILANO

L’ANNO che verrà non sarà un anno in cui abbandonarsi a facili entusiasmi negli investimenti dei propri risparmi. «Il 2018 si preannuncia come un anno non semplice per i risparmiatori e per i mercati. Almeno all’inizio è bene non fare voli pindarici», consiglia Gianluca Verzelli, vicedirettore centrale di Banca Akros. Per il manager ci sono almeno due motivi tecnici, per effetto dei quali è meglio tenersi nelle retrovie e giocare di tattica. Il primo è che «i tassi continueranno per tutto l’arco del 2018 a rimanere bassi. E se ci sarà qualche intervento al rialzo, questo potrebbe generare nervosismo sul mercato obbligazionario, specie su quello a lunga scadenza», precisa Verzelli. Il secondo è che «le Borse sono ai massimi», osserva il manager, e finora non hanno risentito degli scossoni di eventi geopolitici che, in altri casi, avrebbero fatto tremare indici e investitori. Il primo anno di Trump alla Casa Bianca, la Brexit, la raffica di attentati che scuote Europa e Stati Uniti, le tensioni tra Corea del Nord e Usa hanno impattato sulle Borse in una forma più attenuata di quanto ci si aspetterebbe di norma in questi casi. «Per ora i mercati non sono stati impattati da eventi come gli attentati, i venti di guerra e le tensioni politiche, anzi, di fronte a eventi inattesi hanno mantenuto il loro slancio», riconosce il vicedirettore di Banca Akros. Tuttavia occorre vedere se questa freddezza dei mercati all’incertezza politica proseguirà anche nel 2018.

L’ITALIA, ad esempio, si avvia alle urne in un quadro in cui non è chiaro a chi potrà essere affidato il timone del Paese. Gli Stati Uniti vivono una fase di grande incertezza, sia sul fronte interno sia sui rapporti esteri e la politica di Trump non promette stabilità. La stessa Asia è sotto scacco della mina vagante del regime nordcoreano, che allunga la sua ombra su due economie decisive per lo scacchiere internazionale, come Corea del sud e Giappone. In questa situazione Verzelli consiglia di «diversificare gli investimenti». Secondo il banchiere «la diversificazione è diventata l’unica arma con cui i risparmiatori possono fronteggiare l’instabilità e mantenere il proprio patrimonio con un rendimento discreto e una distribuzione equilibrata tra il tranquillo obbligazionario e un po’ di azionario». E aggiunge: «Questi investimenti vanno guardati in un’ottica di medio periodo. Non esiste più il breve periodo, bisogna ragionare su un arco di tre-quattro anni». La diversificazione non ha solo una ricaduta temporale, ma anche spaziale. Non solo uno sguardo lungo nel tempo, ma anche ampio sulla geografia dei mercati e delle economie. «I profili di investimento, sia di una persona che si affida ai fondi, sia di chi ha accesso a un gestore patrimoniale, devono essere internazionali», è la strategia suggerita da Verzelli. In quest’ottica, osserva, «bisogna avere una presenza in tutte le Borse. Nel caso dell’obbligazionario occorre uscire dal perimetro dei soli titoli di stato italiano. Chi investe in valute deve prenderne in considerazione diverse». Per questo il banchiere ritiene che «oggi un risparmiatore italiano non possa essere focalizzato solo sul mercato nazionale, ma debba essere europeo e internazionale».


L’esperto «Le aree? Europa e Asia meglio degli Stati Uniti»

MILANO

STEFANO Benzi, gestore presso Banca Akros Private Banking (gruppo Banco Bpm), su quali aree geografiche conviene investire nel 2018?

«Siamo ancora positivi sulle tre principali locomotive dell’economia globale (Stati Uniti, Eurozona e Asia/Giappone). Riteniamo che la sincronizzazione della crescita mondiale continuerà a esercitare effetti benefici sui mercati almeno per tutta la prima parte dell’anno. Dopodiché l’atteggiamento tendenzialmente più restrittivo delle banche centrali potrebbe contribuire ad aumentare il nervosismo tra gli investitori e riportare un po’ di avversione al rischio, assieme ad una maggiore volatilità. Le valutazioni dei titoli azionari negli Stati Uniti sono piuttosto elevate rispetto alla loro media storica. Questo ci porta a preferire leggermente di più Eurozona e Asia/Giappone, sull’anno, anche se sconsigliamo di sottopesare eccessivamente l’America, almeno per i primi quattro-sei mesi».

Quali settori dovrebbero dare maggiori soddisfazioni agli investitori?

«Coerentemente con quanto detto sopra, la prima parte del 2018 non dovrebbe risultare dissimile da quanto visto nella seconda metà del 2017. Pertanto, consigliamo di puntare sui comparti tipicamente più ciclici (industriali, hi-tech, finanziari), per poi riposizionarsi su tematiche più difensive a partire da maggio-giugno».

E in Italia come è meglio comportarsi?

«Il miglioramento congiunturale è messo a rischio dalle incertezze legate all’esito delle votazioni politiche. Questo ci porta a pensare che, in Italia, non sia opportuno sovrappesare eccessivamente i titoli finanziari. Meglio invece privilegiare comparti meno volatili (industriali, energia) e le capitalizzazioni medio-piccole, mediamente meno sensibili alle dinamiche domestiche». Luca Zorloni

Di |2018-10-02T09:24:54+00:0019/12/2017|Dossier Economia & Finanza|