Meno azioni, più bond
Roboadvisor spinge
sulle aziende e lo Stato

ROMA

L’INTELLIGENZA artificiale di SelfieWealth (www.selfiewealth.com) ha iniziato a ridurre l’esposizione azionaria dei sui Robo-portafogli. Una tendenza in linea con il fatto che molte borse sono ai massimi di periodo. Non deve perciò sorprendere che i migliori portafogli per rendimento sono stati quelli con profilo di rischio medio. Il migliore Robo-portfolio della settimana è stato quello Malesia che ha guadagnato lo 0,34% settimanale con il 14,3% investito in azioni. Bene anche il Robo-Portfolio medio rischio della Cina con un rialzo dello 0,29% e il 13% investito in azioni. Con lo stesso profilo di rischio in Europa si sono distinti anche il Regno Unito, la Danimarca e la Germania. La statistica complessiva indica nell’85% la percentuale dei 264 Robo-Portfolio in guadagno dal momento della loro creazione con una strategia di investimento attiva e Total return; l’Argentina Low Risk vanta il primato di miglior Robo-Portfolio per performance totale con un guadagno del 43,91% dalla data della sua creazione lo scorso 20 dicembre 2015.

L’ASSET ALLOCATION ottimale della settimana vede le azioni scendere al 10,38% e le obbligazioni salire al 43,61%. Ancora positivo il RoboAdvisor con oltre l’80% delle strategie positive su tutte le linee di portafogli a basso, medio e alto rischio. La chiave di successo passa per il bilanciamento ottimale del portafoglio che, al momento attuale, l’Intelligenza Artificiale ottimizza dedicando il 33%, una quota crescente del capitale al settore Obbligazionario (sia Corporate che Titoli di Stato),il 21% al comparto azionario, il 14% ai Fondi Comuni di investimento ed il 18% agli ETF – soluzione alternativa e low cost rispetto ai fondi comuni ed il 7% suddiviso in valute estere; il robot prevede poi un’ultima componente, per gli investitori più avvezzi al rischio, da dedicare a Futures su Indici e materie prime, per il 7% del portafoglio.

LA VOLATILITÀ dei mercati, spesso indice della frenesia degli operatori, rimane nella media con il SelfieWealth Volatility Index intorno a quota 8%. Tra i vari titoli selezionati dal RoboAdvisor ancora presenti in molti portafogli automatici, segnaliamo obbligazioni che meritano una attenta valutazione da parte degli investitori: dalla Cassa Depositi e Prestiti la Cdp Fix Float 20mz22; della Repubblica Italiana il Cct-Eu 15.12.2022 Eur6m+0,7 ed i Btp 01.12.2025 2%, Btp 01.09.2046 3,25%. In termini di asset allocation geografica, il RobotAdvisor punta molto sull’Europa, in primis su Germania, Norvegia, Regno Unito e Svizzera, mentre sul resto del globo svettano Stati Uniti ed Australia. A livello di singole azioni interessanti rialzi per la britannica Intermediate Capital Group (+5,96%) e la norvegese Telenor (+4,99%).

A cura di SelfieWealth


Il risparmio degli italiani
nel ‘salvadanaio’ Poste
Tesoro da 320 miliardi

ROMA

LA CASSAFORTE più sicura. È la considerazione che la maggior parte degli italiani ha del risparmio postale. Un’idea che affonda le radici nella storia: i libretti di risparmio furono emessi per la prima volta nel 1875 nella tipologia nominativi ordinari, mentre i buoni fruttiferi sono nati nel 1925. È cambiato il mondo, ma i due strumenti per la raccolta fondi – indirizzata soprattutto a un pubblico retail, effettuata da Poste Italiane per conto di Cassa depositi e prestiti – sono sempre lì, innovati e rinnovati nel tempo. E oggi il risparmio postale rappresenta una fetta importante dei risparmi degli italiani: lo stock ammonta a 320 miliardi di euro (dato al 30 settembre 2017) di cui circa 211 in buoni fruttiferi e 109 depositati sui libretti di risparmio. Sono 30,3 milioni i libretti attivi, di cui oltre 2,6 milioni appartenenti alla tipologia ‘smart’ (quelli riservati alle sole persone fisiche maggiorenni). Il numero di buoni fruttiferi ammonta a 54,8 milioni, di cui 5,4 milioni dematerializzati. I clienti totali sono 26,4 milioni (i titolari di soli libretti sono 18,1 milioni e coloro che detengono esclusivamente buoni sono 2,6 milioni). E ancora: le carte elettroniche associate ai libretti sono circa 9,2 milioni di cui 2,9 ‘smart’.

IL MOTIVO del successo? «I nostri prodotti – spiegano da Poste Italiane – hanno caratteristiche che li rendono unici sul mercato: sono assistiti dalla garanzia dello Stato senza limiti di importo, non sono soggetti a bail in, prevedono un rendimento minimo garantito e predeterminato, consentono di prelevare o disinvestire anche parzialmente senza penalizzazioni, sono accessibili al grande pubblico dei piccoli risparmiatori grazie alla possibilità di investire o depositare anche piccoli importi. E poi non ci sono costi di collocamento, gestione e rimborso». I primi buoni fruttiferi del 1925 furono emessi nella tipologia ordinari, nel 1983 fu aggiunta la tipologia a termine. «Sono caratterizzati dalla massima circolarità – spiegano da Poste Italiane –: possono essere sottoscritti e rimborsati in qualsiasi dei 13mila uffici postali presenti in tutta Italia, indipendentemente da dove siano stati attivati. E sono sottoscrivibili anche online: fino al 2000 venivano emessi solo in forma cartacea, dall’anno successivo anche in forma dematerializzata. Tale forma di emissione sta riscuotendo sempre più successo».

I LIBRETTI di risparmio, che nel 1875 esistevano nella sola tipologia ‘ordinari’, sono stati aggiornati nel corso degli anni (ci sono anche quelli dedicati ai minori). Ed ecco che dal 2013, proprio in aggiunta allo storico libretto ordinario, è stato emesso quello ‘smart’: attualmente sono in collocamento il libretto nominativo ordinario, intestabile a persone fisiche, giuridiche e minori purché unici intestatari, lo ‘smart’ riservato alle sole persone fisiche maggiorenni, il ‘supersmart’ «che avvicina il libretto a un vero e proprio conto di deposito», il libretto speciale dedicato ai minori. Senza dimenticare la versione dematerializzata, introdotta con decreto nel novembre 2016.

MA QUALE È la destinazione dei fondi che derivano dalla raccolta? Con il ricavato da Cassa depositi e prestiti si finanziano in parte la costruzione di infrastrutture e gli enti locali. Un circolo virtuoso che vede Poste Italiane nel ruolo di protagonista.


La nuova frontiera Buoni e libretti si dematerializzano: l’attivazione è online

ROMA

DEMATERIALIZZATI, ovvero senza materia (la carta) ma con tanta sostanza. È la nuova frontiera di buoni fruttiferi e libretti di risparmio, che si possono attivare anche online. I numeri dicono che in entrambi i casi la quota ‘virtuale’ è ancora minoritaria rispetto a quella tradizionale cartacea, ma con una tendenza di crescita. Su 54,8 milioni di buoni fruttiferi, 5,4 milioni sono dematerializzati (quindi il 10%). Ma c’è anche il libretto dematerializzato: introdotto con decreto nel novembre 2016, «rappresenta una delle più importanti novità del risparmio postale degli ultimi anni», spiegano da Poste Italiane. Il libretto consente di poter effettuare «tutte le operazioni previste dal libretto di risparmio senza necessità del titolo cartaceo, ma semplicemente tramite carta elettronica: la carta libretto. In una prima fase, le emissioni sono state possibili solo per le nuove aperture. A partire dal 23 ottobre, invece, è possibile trasformare un preesistente libretto cartaceo ordinario e ‘smart’ in un dematerializzato ordinario e smart. Al 31 luglio 2017, i libretti aperti in forma dematerializzata ammontano a 69.697 (12% del totale aperture libretti da novembre 2016) e al 31 luglio 2017 il saldo versato ammontava a circa 300 milioni di euro. Negli ultimi mesi le aperture dei libretti dematerializzati hanno registrato un incremento, «seppure ancora di modesta entità». Ma è un numero destinato a salire.