INVENTORE E VISIONARIO

Tweet temerari, cannabis e cause legali
Trimestre sull’ottovolante per Musk
Ma è boom di consegne di auto Tesla

Elena Comelli

L’AVVENTURA spericolata di Elon Musk, l’imprenditore che ha rivoluzionato il settore auto con il lancio di Tesla, sembrava alla fine. Invece il golden boy sudafricano, inventore di PayPal prima di entrare nel magico mondo dell’auto elettrica, si è già tirato su. Nonostante i problemi con la Sec (la Consob americana) e le voci che lo vorrebbero sfiduciato e quasi fuori dalla sua società, Tesla ha chiuso il trimestre con un’impennata delle consegne globali di Model 3 (55.840 contro 222 dell’anno scorso), la versione più abbordabile, su cui Musk ha puntato tutte le sue carte e che, nel luglio 2018, è diventata l’auto elettrica più venduta negli Stati Uniti. Di questo Tesla deve ringraziare soprattutto la pazienza di chi ha aspettato molti mesi prima di ricevere l’auto che aveva prenotato.

IL RISULTATO è spettacolare, considerando che è stato conseguito nel trimestre più drammatico della storia della compagnia, colpita dalle intemperanze del suo fondatore. Tra luglio e settmbre Musk ha, nell’ordine: accusato di pedofilia uno dei soccorritori impegnati nell’operazione della grotta thailandese allagata (ed è stato citato in giudizio), ha twittato l’intenzione di ritirare Tesla dalla Borsa di Wall Street (ed è stato citato in giudizio dagli azionisti) e ha fumato cannabis in un video postato online. In questo trimestre ha anche patteggiato con la Sec per il tweet con cui annunciava il delisting di Tesla a 420 dollari per azione, che gli è costato 20 milioni di dollari di multa e l’espulsione dal suo ruolo di presidente della compagnia per 3 anni. L’ultima prodezza dell’imprenditore 47enne, patito di Twitter quasi quanto Donald Trump, sembra incomprensibile, considerando che Musk, come scrive la Sec nella sentenza, «sapeva di non aver mai discusso della privatizzazione a 420 dollari per azione con alcuna potenziale fonte di finanziamento ». Ma per chi conosce il significato del numero 420 la frase risulta chiara: il tweet era l’ennesima battuta di un uomo instabile, probabilmente in preda ai fumi di una canna. Negli ambienti alternativi, infatti, il 420 è un modo per identificarsi con la cultura della cannabis, alludendo a un gruppo di studenti che nei primi anni Settanta a San Rafael, in Califonria, si ritrovavano alle 4 e 20 di pomeriggio per fumare erba nel parco della scuola. Ma gli investitori non hanno capito il riferimento e l’hanno preso sul serio. Da qui, la denuncia e la condanna da parte della Sec.

ORA, PERÒ, la bufera sembra passata. Dopo la sentenza della Sec, le azioni della compagnia di Musk erano crollate del 14% in un giorno, ma appena raggiunto l’accordo sono rimbalzate guadagnando il 17%. Tesla vale più di 50 miliardi di dollari ed è di nuovo la prima compagnia automobilistica americana per capitalizzazione, oltre General Motors, anche grazie al decollo delle vendite del Model 3. «Per la prima volta da mesi, la strada da percorrere sembra sgombra per Tesla», commenta Enrico Moretti, docente di Economia all’universià della California, a Berkeley. «La senteza della Sec costringerà Musk a cedere la poltrona di presidente, il che gli consentirà di concentrarsi completamente sul suo compito di costruire automobili, senza divagare», sostiene Moretti.

SUL NOME del prossimo presidente circola già qualche voce, che indica James Murdoch, figlio di Rupert e direttore della Twenty- First Century Fox, come favorito. «Se riuscirà a stare lontano da Twitter, Musk potrebbe portare Tesla già nel quarto trimestre di quest’anno a diventare una vera e propria compagnia automobilistica, uscendo dal ruolo di impresa di nicchia», precisa Moretti. Per arrivare a quel punto, Tesla dovrà uscire dai gironi infernali che hanno rallentato la sua produzione. L’obiettivo di Musk per il 2018 era produrre mezzo milione di auto, con un ritmo di 5mila Model 3 ogni settimana a partire dalla fine del 2017 per arrivare a 10mila a fine 2018. In realtà, nel 2017 Tesla ha sfornato meno di 2.000 Model 3 in tutto. Il target è stato finalmente raggiunto con 6 mesi di ritardo, un tempo in cui la società ha rischiato di finire gambe all’aria. Con 5.031 Model 3 sfornate nell’ultima settimana di giugno, Tesla è uscita a veder le stelle. Ma non basta. Per far fronte alle vendite servono 10mila Model 3 alla settimana, il doppio di oggi. Sarà un inverno difficile per Musk e compagni.

Ecomondo Dal 6 al 9 novembre Rimini torna capitale della green economy

Mario Gradara
RIMINI

EMERGENZA plastica e rifiuti marini. Due tra i tanti temi che saranno affrontati a Ecomondo e Key Energy, da oltre vent’anni palcoscenici per la green economy e lo sviluppo delle energie rinnovabili, dal 6 al 9 novembre alla Fiera di Rimini, a cura di Italian Exhibition Group. In apertura torna l’appuntamento con gli Stati Generali della green economy, in collaborazione col Ministero dell’Ambiente, quest’anno dedicati a ‘Green economy e nuova occupazione per il rilancio dell’Italia’. Due giornate, 6 e 7 novembre, che prevedono nella prima la Relazione dello stato dell’economia verde 2018 e le proposte di priorità per la XVIII legislatura, elaborate dal Consiglio nazionale della green economy, «capaci di valorizzare le potenzialità dell’Italia». L’indomani, la sessione plenaria internazionale sarà dedicata a un confronto su ‘Il ruolo delle imprese nella transizione alla green economy: i trend mondiali’, cui parteciperanno rappresentanti istituzionali e grandi imprese nazionali e multinazionali. Ampio il programma degli eventi: da recupero e valorizzazione dei rifiuti alla filiera della bioeconomia, delle energie rinnovabili e dell’efficientamento energetico. Tra i temi degli ‘eventi faro’ la Strategie europea sulla plastica e suoi sviluppi; le esperienze più avanzate della bioeconomia circolare nei Paesi Ocse e l’Industria 4.0 applicata a gestione e riutilizzo dei rifiuti; il riuso della risorsa idrica. Il 7 novembre si discuterà della Strategia europea sulla plastica varata dalla Commissione Ue e della direttiva di Bruxelles che bandisce cannucce, cotton fioc e altri prodotti in plastica.

AMMONTA a 25,8 milioni di tonnellate la plastica prodotta in Europa ogni anno; 49 milioni di tonnellate il peso dei rifiuti plastici, dei quali meno del 40% viene riciclato. Il progetto eCircular, promosso da Climate-Kic con capofila l’Università di Bologna, indicherà le azioni per ridurre il peso ambientale della plastica, tema legato strettamente a quello dei rifiuti marini. Ecomondo, con Legambiente ed Enea, proporrà una conferenza sulla prevenzione e gestione dei rifiuti in mare coi massimi esperti internazionali del settore.

Di |2018-10-08T14:34:55+00:0008/10/2018|Imprese|