INTERESSE DELLA FINANZA

La grande corsa verso le Spac
Banchieri e imprese scommettono
sulla scorciatoia per Piazza Affari

Alessia Gozzi

MILANO

APIAZZA AFFARI cresce la voglia di spac. Dopo un 2017 caldo, con 1,8 miliardi di capitali raccolti, per le special purpose acquisition company anche quest’anno ci sono diversi progetti in vista. Si tratta di veicoli societari costituiti ad hoc per raccogliere disponibilità tra gli investitori, quotarsi, trovare il giusto target di investimento e fondersi con questo, che a quel punto si trova automaticamente quotato. Sono uno strumento molto utile per facilitare il percorso di quotazione con il vantaggio, per l’imprenditore, di avere costi inferiori rispetto a quelli dell’ipo tradizionale e maggiori certezze visto che negozia direttamente con i promotori della spac, mentre in una normale Ipo è esposto all’incertezza del mercato e delle sue valutazioni.

LA SCORSA SETTIMANA ha debuttato sull’Aim ‘Gabelli value for Italy’, la spac promossa dalla società di gestione del risparmio americana Gabelli Investment Partners, che ha chiuso il suo collocamento raccogliendo 110 milioni di euro, dieci milioni in più del target inizialmente dato. Supporterà l’internazionalizzazione di una pmi italiana, «nuova conferma – secondo l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi – di come le spac stiano diventando un ulteriore strumento di finanziamento dell’economia reale, innestandosi perfettamente nel tessuto industriale del nostro Paese». Una decina di giorni fa la spac di Corrado Passera, Spaxs, ha identificato la propria ‘società target’ e in tempi record dal collocamento a fine gennaio. Si tratta di Banca Interprovinciale, istituto commerciale modenese con sette filiali nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Patrimonio netto di 60 milioni, totale attivo per un miliardo, nell’operazione viene valutata 56 milioni. Spaxs ne comprerà il 91,4% per 51,2 milioni. Sarà la piattaforma con cui svilupperà il progetto: una banca dedicata al segmento delle pmi con potenziale, attiva nel mercato dei crediti deteriorati (npl) e nell’offerta di servizi bancari ad alto tasso di digitalizzazione per famiglie e imprese. Il cofondatore di Spaxs è, non a caso, l’ex capo dell’area Npl di Banca Ifis, Andrea Clamer.

UN ALTRO NOTO BANCHIERE si è lanciato in un’avventura simile. Una spac per fare una banca. Si tratta di Fabrizio Viola, ex amministratore delegato di Popolare di Vicenza e Mps e attualmente senior advisor a Boston Consulting per le financial institution. Il road show, secondo le indiscrezioni, dovrebbe partire a maggio con un obiettivo di raccolta da 200 milioni di euro. Come nel caso della Spaxs di Passera, punta a una piccola banca da trasformare in una banca innovativa specializzata nel finanziamento alle pmi. Ma non si interesserà, invece, di npl. Al fianco di Viola, tra i promotori della spac ci sono il banker inglese Derek Vago, ex Nomura; Emanuele Grasso, partner di PwC specializzato nel mondo dei financial services e Gregorio Gitti, avvocato d’affari, genero di Giovanni Bazoli. Advisor del collocamento sono Ubs e Barclays. Una strada che, stando ai rumors, potrebbe seguire terzo banchiere, Roberto Nicastro, ex direttore generale di Unicredit ed ex presidente delle quattro good bank (Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e Cariferrara), senior advisor di Cerberus. In realtà, l’ipotesi più accreditata è che Nicastro stia lavorando alla costituzione di una banca digitale dedicata alle micro-imprese, sfilandosi dalla moda delle spac.

ITER PER LO SBARCO a Piazza Affari già avviato, invece, per Archimede. Si tratta della spac promossa da Andrea Battista, ex ceo di Eurovita e già country manager e ceo del Gruppo Aviva in Italia. L’obiettivo è lanciare una nuova realtà indipendente per la bancassicurazione danni non auto. Il Consiglio di amministrazione ha già deliberato il prossimo avvio formale del processo di quotazione all’Aim di Borsa italiana. Tra le novità allo studio, c’è la spac promossa da Tages Holding e dai suoi azionisti insieme a Vam Investments, e la spac tematica dedicata al mercato italiano e focalizzata sulle energie rinnovabili promossa dall’asset manager britannico NextEnergy Capital. Infine, è pronta per tornare in Borsa dopo 10 anni Guala Closures, azienda piemontese del packaging leader nella produzione di chiusure per bevande alcoliche e per il vino, grazie alla spac Space4 che, assieme a Peninsula, ne rileverà circa l’80%. L’introduzione dei Pir, che ha spinto gli investimenti nelle pmi italiane, e la ripresa economica hanno favorito la voglia di spac. Un trend che, secondo gli operatori, dovrebbe estendersi anche nel 2018.

Contro corrente di ERNESTO PREATONI

REDDITO DI STATO
ALT AI FURBETTI

IN QUESTE ORE si parla molto del reddito di cittadinanza in vista della formazione (forse) del governo. È la bandiera dei Cinque Stelle (nella foto il candidato premier M5S, Luigi Di Maio, ndr) che ha sedotto milioni di elettori soprattutto nel meridione. Personalmente la trovo una misura che va nella direzione del superamento delle crescenti diseguaglianze provocate dall’Euro. Quattro milioni di italiani in povertà non si vedevano da diversi decenni. Bisogna, però, stare attenti agli abusi perché, nel nostro Paese, ci sono già molte forme di assistenza che possono essere assimilate al concetto di reddito di cittadinanza. La cassa integrazione non è forse un reddito di cittadinanza ante litteram? Soprattutto quella straordinaria che, fino all’approvazione del Jobs Act, veniva pagata anche quando l’azienda era fallita. E non sono forse una forma di reddito di cittadinanza le baby pensioni e le false pensioni di invalidità? Le prime consentivano agli statali di lasciare il lavoro dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno se donne sposate e dopo vent’anni per gli uomini. Il privilegio fu cancellato nel 1992 ma sono ancora circa 500mila coloro che ne usufruiscono per un costo di 9 miliardi all’anno.

VEROSIMILMENTE, molti di loro hanno (o hanno avuto) un secondo lavoro sommerso. Lo stesso vale per le pensioni di invalidità: tra il 2004 e il 2016, la spesa è cresciuta da 8,5 a 15,4 miliardi, e il numero dei beneficiari è passato da poco meno di 2 a quasi 3 milioni di persone. E che dire dei 27mila forestali siciliani? Pur di farli lavorare saranno, forse, utilizzati nella pulizia delle spiagge. Guardiani dei boschi usati per tenere in ordine il litorale. Un ossimoro sociale. Ecco perché, pur essendo in linea di principio favorevole al reddito di cittadinanza invito i proponenti a studiare bene il problema per evitare ingiustificate disparità come quelle attuali. Bisogna, infatti, superare il sistema vigente per cui il sussidio viene concesso a fondo perduto. Senza imporre nessun tipo di impegno al beneficiario e per periodi che possono essere anche molto lunghi.

Di |2018-10-02T09:24:35+00:0023/04/2018|Dossier Economia & Finanza|