INNOVAZIONE PER L’INDUSTRIA

Messe Frankfurt Italia a Parma:
nuove tecnologie in vetrina
Le potenzialità della robotica

Giuliano Molossi
PARMA

E’L’APPUNTAMENTO più importante dell’anno per Messe Frankfurt Italia, la filiale italiana della Fiera di Francoforte, quello che organizza dal 28 al 30 maggio alle Fiere di Parma, allestendo la Sps Ipc Drives Italia, la rassegna dedicata all’automazione digitale per l’industria giunta quest’anno alla nona edizione. Di scena il meglio dell’industria intelligente con le ultime tecnologie per la manifattura nell’automazione avanzata, digitale, robotica.

SEI PADIGLIONI, oltre 850 espositori con una crescita del 5% rispetto all’edizione precedente. Sarà l’occasione per vedere le potenzialità delle nuove tecnologie e affrontare i temi relativi alla digitalizzazione delle imprese, al futuro della robotica per imprese sempre più efficienti e produttive, alle nuove forme di collaborazione fra uomo e robot.

FRA tutti i comparti legati a Industria 4.0 quello della robotica è quello cresciuto di più. Un padiglione dimostrativo sarà dedicato a tutta la progettazione legata alla fase manifatturiera in cui i robot hanno sempre più peso. Si illustreranno le applicazioni della digital transformation del settore attraverso le ultime scoperte per rendere più veloci e più efficienti i processi produttivi. Le soluzioni esposte, partendo da una case history reale, riusciranno a illustrare le potenzialità di una tecnologia e non di un singolo prodotto, e allo stesso tempo sapranno evidenziare quali sono le competenze e le skill necessarie alle aziende per implementare le applicazioni più innovative.

LE IMPRESE che mirano a una maggiore competitività e crescita non possono prescindere dalla trasformazione digitale. I principali player del digitale, della robotica e della meccatronica (connubio della meccanica con l’elettronica per automatizzare i sistemi di produzione al fine di semplificare se non di sostituire il lavoro umano), saranno presenti a Parma per presentare le tecnologie più avanzate.

E’ UN MONDO che va molto veloce e di anno in anno si arricchisce di novità sorprendenti e di soluzioni per la fabbrica intelligente. Un altro filone fondamentale della rassegna fieristica sarà quello della formazione con sessioni per i docenti e gli studenti in particolare sulla programmazione semplificata dei sistemi di robotica mobile ma più in generale si cercherà di spiegare il significato di industria 4.0 e di come la scuola dovrebbe indirizzarsi, al fine di coniugare le finalità educative del sistema dell’istruzione e formazione professionale con le esigenze del mondo produttivo del settore, per una maggiore integrazione tra scuola e lavoro. Un progetto, in collaborazione con la fondazione Cariplo, vedrà il coinvolgimento di 76 istituti tecnici con l’obbiettivo di migliorare la qualità dell’istruzione attraverso l’aggiornamento delle dotazioni di laboratorio.

MESSE Frankfurt Italia, che organizza la rassegna a Parma, è partner di duemila espositori italiani grazie a 150 manifestazioni in tutti i settori dall’automotive e logistica technology alla comunicazione e tempo libero, più di 35 mila sono i buyer italiani che prendono parte agli eventi organizzati nel corso dell’anno. Da vent’anni è la filiale del più importante ente fieristico tedesco, la Fiera di Francoforte, che vanta 800 anni di storia, un fatturato di 715 milioni di euro, 30 società affiliate. Ogni anno le sue manifestazioni sono punto di incontro per 95 mila espositori e 4 milioni e mezzo di visitatori.

Contro corrente di ERNESTO PREATONI
EUROPA ALLE URNE SCORDANDO L’EURO

MANCA una settimana al voto per le elezioni europee e ho sempre più la sensazione che il dibattito sia una sorta di anatra zoppa, che cerca di evitare un convitato di pietra che nessuno può, o vuole, nominare. Sto parlando, ovviamente, dell’Euro. Ho fatto questa riflessione imbattendomi nel recente studio di Fulvio Coltorti. Non stiamo parlando di un politico di impriting sovranista, bensì dell’ex direttore dell’area studi di Mediobanca, che ha pubblicato una ricerca dedicata alla moneta unica sul trimestrale Nuova Antologia. Questa ricerca registra scientificamente gli effetti negativi che l’Euro ha avuto, dal 2009 in poi, sull’economia italiana: «Inizialmente l’euro ha portato bene all’Italia, mettendo a disposizione delle sue numerose imprese un mercato più aperto e più facilmente penetrabile, ma dopo il 2009 vi è stato un calo importante di attività per l’impatto della crisi tanto malamente combattuta – scrive Coltorti –. Misurandola in termini relativi (rapporti tra i Pil dei Paesi a prezzi correnti), tra 2005 e 2017 abbiamo perduto quasi 19 punti rispetto alla Germania e quasi 11 rispetto alla Francia». Mi ha confortato leggere – nel lavoro di Coltorti – conclusioni molto simili a quelle a cui ero arrivato, qualche mese fa, con un’analisi che avevo intitolato “Studio oggettivo sugli effetti dell’Euro”. Il grande problema, come ripeto da ormai dieci anni, è che non si può pretendere di legare economie che vanno a velocità differenti a un sistema di cambi fissi. Non è solo un’idea bislacca, si tratta di un meccanismo che sta stritolando il ceto dei lavoratori salariati e distruggendo la domanda interna. Mi chiedo come si possa pensare di ragionare veramente sul futuro dell’Unione, se non si ha il coraggio di discutere apertamente dell’elefante che sta seduto nella stanza dell’Europa, come se fosse un tabù.

Di |2019-05-20T09:49:50+00:0020/05/2019|Dossier Economia & Finanza|