A scuola di internet con Tim
E la tecnologia è più facile

L’iniziativa della compagnia telefonica

Si chiama ’Operazione Risorgimento digitale’ il programma di formazione pensato per insegnare l’uso di smartphone e servizi web ai cittadini. Il viaggio farà tappa in 107 province italiane con oltre 20mila ore di corsi

di Gabriele Tassi
MILANO

Era il periodo delle trasformazioni economiche, politiche e militari. Erano gli anni in cui la parola ’Unità’, in Italia iniziava a essere sulle bocche di tutti. Oggi, ai tempi del 4.0, Tim ha pensato a un nuovo Risorgimento, quello digitale. L’obiettivo è logicamente favorire l’adozione delle nuove tecnologie da un sempre maggiore bacino di cittadini. L’iniziativa, ’Operazione Risorgimento digitale’ appunto, coinvolge oltre 400 formatori, che svilupperanno un programma da 20mila ore di lezione in tutte le 107 province italiane, pensato per coinvolgere fino a un milione di persone. Numeri importanti per un’iniziativa che vuole dare risposte a domande del tipo: «Come posso acquistare i biglietti del museo con lo smartphone?» Oppure: «Come si riconoscono le ’fake news’?». Questo e molto altro per avvicinare la popolazione alle competenze digitali necessarie per accedere alle opportunità della rete.
Il tour itinerante di Tim su tutto il territorio nazionale (partito lo scorso 11 novembre da Marsala, città simbolo del Risorgimento d’Italia) toccherà principalmente i comuni con una popolazione compresa tra i 10mila e i 60mila abitanti, dove si svolgeranno attività e corsi di formazione digitale della durata di quattro settimane. In particolare, una ’scuola mobile’ sosterà nelle principali piazze dei comuni coinvolti nell’iniziativa, informando e coinvolgendo i cittadini e le imprese locali attraverso specifiche azioni formative.
Terreno da recuperare ce n’è. Lo Stivale ancora arranca nelle classifiche europee nell’utilizzo dei servizi digitali. Le infrastrutture ci sono, ma – secondo i dati Istat – circa 18 milioni di cittadini, il 30 per cento di quelli con più di 6 anni, non ha usato Internet nell’ultimo anno. Una famiglia su quattro non possiede una connessione a Internet: di queste, il 58% dichiara che non è connessa perché non lo sa usare, mentre il 21% non usa Internet perché non lo reputa uno strumento interessante. Sono proprio questi a rappresentare il principale obiettivo di Tim, come conferma anche l’amministratore delegato Luigi Gubitosi. «Con questo importante progetto TIM va a incontrare le persone sul territorio per insegnare a usare Internet e le nuove tecnologie . Intendiamo così offrire un grande percorso di inclusione digitale per estendere, a coloro che fino ad oggi ne sono esclusi, la diffusione delle competenze e delle conoscenze necessarie a usufruire delle numerose opportunità che la trasformazione digitale in atto offrirà sempre di più nella vita quotidiana di tutti noi».
Guardando il progetto nel dettaglio, ogni tappa prevede la presenza di un team di formatori per i corsi in aula e di un team di ‘facilitatori’ dedicati alle attività di sportello in piazza, pronti a spiegare al pubblico come il digitale possa migliorare concretamente la vita quotidiana. Per esempio come fare una ricerca efficace e come navigare un sito web oppure come sfruttare le potenzialità della rete per risparmiare tempo e accedere a tutti i servizi pubblici ormai fruibili on line. Fino alle azioni più semplici, come la gestione della casella di posta, la scelta delle giuste app per scrivere messaggi, telefonare o videochiamare, l’utilizzo dei social network per informarsi e condividere informazioni, l’utilizzo di strumenti di produzione di foto e video.
Attraverso la pagina web www.operazionerisorgimentodigitale. it, o il Numero Verde dedicato 800 860 860, è possibile avere dettagli e seguire le tappe del progetto, scoprire i comuni coinvolti e iscriversi ai corsi in aula che si svolgeranno nelle diverse sedi. L’iniziativa aderisce al Manifesto della Repubblica Digitale promosso dal Commissario Straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale, ha il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dell’ANCI ed è aperta al contributo di altre aziende, istituzioni e operatori pubblici e privati in ottica di ecosistema finalizzato a fare rete e massimizzare le opportunità per i cittadini, in un cammino comune verso l’unità digitale Italiana.