Biogas e pannelli solari
La marmellata è sostenibile

Il colosso dell’alimentare Menz&Gasser

Gli investimenti in risparmio energetico e biomasse vegetali per ridurre le emissioni ammontano a circa dieci milioni

di Matteo Donelli
LANA (Bolzano)

La ’marmellatina’ monouso è spesso associata a momenti di felicità. Colazione, pause di lavoro e momenti di relax in alberghi o ristoranti. Difficile pensare che dietro a quel momento di gioia ci possa essere un colosso industriale dell’alimentare. Menz&- Gasser è un’eccellenza italiana. Nata a Lana nel 1935 in provincia di Bolzano da una intuizione del signor Menz e del signor Gasser. In oltre ottant’anni di vita il percorso di crescita è stato costellato di tantissimi successi fino ad ottenere la posizione di leader in Italia per le confetture mentre in Europa il primato per il segmento delle marmellate monoporzioni.
Produzione e confezionamento di prodotti finiti e semilavorati a base di frutta e verdura, dolci e salati, sia a marchio proprio che per conto terzi, rivolgendosi a diversi settori: G.D.O, Ho.Re.Ca, pasticceria ed industria. Oggi l’azienda è attiva in due stabilimenti in Italia (a Novaledo, il principale, a Verona la struttura dedicata alle produzioni per l’industria) e ha da poco realizzato un nuovo sito industriale poco fuori Kuala Lumpur (Malesia) per le produzioni destinate ai mercati del Sud Est Asiatico. L’azienda trentino/altoatesina ha il primato di buona parte della confettura venduta sotto le insegne della grande distribuzione italiana. Il fatturato sfiora i 150 milioni di Euro, con un numero di addetti che supera i 400. Se i numeri brillano grazie a massicci investimenti su processi produttivi innovativi, c’è anche un primato che i numeri economici non dicono ma che invece quotidianamente l’ambiente atmosferico registra. Lo sviluppo sostenibile pensato dall’azienda si è tradotto in importanti investimenti per il risparmio energetico come l’utilizzo di biomasse vegetali vergini, sottoprodotto della lavorazione del legno, per la produzione di energia pulita e rinnovabile; l’installazione di un co-generatore a biogas da reflui di produzione e un parco di pannelli fotovoltaici.
Gli investimenti in sostenibilità degli ultimi anni superano i 10 milioni di euro e hanno portato l’azienda a produrre e confezionare con un impatto di C02 prossimo allo zero. Dietro le quinte di questi risultati c’è però alla base una storia di investimenti e ottimizzazioni aziendali. L’amore della propria terra e dei suoi abitanti, il rispetto della comunità locale. Cosi quando a novembre del 2018 le incredibili raffiche di vento si sono abbattute sul Trentino portando ad un’ecatombe con più di 8 milioni di alberi caduti, l’azienda Menz& Gasser ha deciso di dare il proprio contributo per la sopravvivenza della filiera del legno, fissando per 5 anni il prezzo del cippato a quello corrente prima della catastrofe, quindi ben al di sopra di quello di mercato. Un gesto di riconoscenza nei confronti dell’economia legata alla silvicoltura locale, che rischiava di essere messa in ginocchio dall’evento climatico. L’ambiente da tutelare come parte della vita aziendale. Attraverso l’utilizzo di fondi provinciale, che hanno coperto parte della spesa, l’azienda ha acquistato 55 bicilette elettriche, cedute in comodato d’uso ai dipendenti che vivono nel raggio di 15 km dall’azienda. Con l’obbligo da parte del dipendente (che ha dovuto contribuire economicamente per una minima parte), di utilizzare la bicicletta nel percorso casa lavoro almeno una volta alla settimana. «La storia dell’azienda che ha vissuto eventi fortemente impattanti ha generato questa mentalità del management fortemente propositivo a distribuire al territorio e ai suoi uomini il successo aziendale » spiega Michele Bernardi, Responsabile Marketing.
«Uno degli avvenimenti più significativi è stato il furioso incendio che nel 2002 distrusse gran parte dell’azienda e ne mise seriamente a rischio la sopravvivenza. Per poter garantire le consegne ai clienti rimasti fedeli, la famiglia Gasser decise di prendere in affitto le strutture produttive dei concorrenti, sulle quali produrre con i propri collaboratori e le proprie ricette. Nel 2004 Menz&Gasser acquisì uno stabilimento di produzione dalla Hero e nel 2006 inaugurò il nuovo sito di Novaledo. Da allora la famiglia Gasser non ha più smesso di investire in strutture, personale e linee produttive». Oggi lo stabilimento insiste su un’area di poco meno di 100.000 metri quadri, ha una superficie coperta di 50.000 metri quadri e opera su 10 linee di confezionamento. Successi che vanno di pari passo con la salvaguardia quasi maniacale della salute dell’ambiente locale e della sua comunità.

Arriva l’agronomo digitale
Ottimizza acqua e fatiche

Il nuovo programma di LinkemLab

ERBUSCO (Brescia)

A climi estremi, estremi rimedi. E ora, ai tempi del 2.0, arriva l’agronomo digitale. Si chiama Idroplan, ed è stato tato presentato a Erbusco, nella tenuta Cà del Bosco, in provincia di Brescia da LinkemLab, il programma di trasformazione digitale di Linkem, operatore 5G leader nell’erogazione di servizi Internet a banda ultra larga senza fili. Il primo Progetto firmato dal LinkemLab è Idroplan, un vero e proprio agronomo digitale sviluppato da Farm Technologies, con un investimento di 300.000 euro. Idroplan, secondo quanto spiegato, è in grado di fornire un supporto agronomico ai tecnici e agli agricoltori in base agli obiettivi di produzione da raggiungere.
Secondo i dati forniti nel corso delle stagioni 2018-2019, le aziende che hanno utilizzato Idroplan hanno risparmiato in media oltre il 40% di acqua pari a circa 20.000 metri cubi per anno. «È il perfetto connubio tra la tradizione imprenditoriale italiana in agricoltura e le nuove tecnologie – ha spiegato Matteo Cun, amministratore delegato di Farm Technologies ». Un risultato che ha lasciato piuttosto soddisfatto anche Davide Rota, presidente e amministratore delegato di Linkem «Siamo particolarmente orgogliosi che il primo investimento di Linkem nell’ambito dello sviluppo dei verticali delle 5G sia quello fatto su Idroplan. È una soluzione tecnologicamente avanzata – ha poi chiuso l’ad – che aiuterà piccole e grandi imprese agricole e vitivinicole italiane ed attuare la trasformazione digitale, innovando così i territori e aumentando la qualità dei prodotti ».