PromoPharma rilancia la scommessa sul Titano

Nuova area produttiva nella Repubblica di San Marino

Potenziato l’impegno dell’azienda in ricerca, innovazione e tecnologia con 12 assunzioni

di Giuseppe Catapano
REPUBBLICA DI SAN MARINO

Una nuova area produttiva, nella Repubblica di San Marino, per completare la sede storica che ospita uffici commerciali, logistica e produzione. Per PromoPharma, azienda che da oltre vent’anni realizza integratori alimentari, alimenti a fini medici speciali, dispositivi medici e cosmetici, ora il mosaico è completo. Il rinnovato quartier generale si sviluppa in un’area di 3.600 metri quadrati, di cui 550 dedicati alla nuova divisione per la produzione, «realizzata secondo innovativi standard tecnologici» precisa l’azienda. Venerdì scorso il taglio del nastro, alla presenza di esponenti del mondo politico e di quello scientifico.
«Per noi – osserva Filippo Borsani, presidente del cda di Promo- Pharma – l’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo è motivo di grande soddisfazione, perché il sito porterà un valore aggiunto in termini di competenze e conoscenze». La volontà di espandersi è in linea con la mission della realtà sammarinese, quella di «utilizzare la natura e conoscere la scienza per migliorare la salute e il benessere delle persone, ricercando materie prime di eccellenza, lavorate in modo che conservino intatte le loro caratteristiche, per garantire il massimo dell’efficacia». Ecco perché «le nuove capacità che svilupperemo – la precisazione di Borsani – sono complementari al nostro sempre prioritario impegno nella ricerca e nell’innovazione della tecnologia attraverso la sperimentazione, l’investimento e l’inserimento di risorse qualificate». Lo stabilimento realizzerà diversi prodotti farmaceutici e introdurrà la produzione in stick pack e pouch richiudibili, per progetti già attivi dal 2020. Il complesso è dotato di camere bianche con controllo di umidità, pressione e temperatura e un grado di sterilità certificato Iso9.
«Costruire un sito in territorio sammarinese – puntualizza l’azienda – testimonia la volontà del gruppo di continuare ad investire nella Repubblica. Il nuovo reparto porterà a un aumento dell’organico di 12 persone tra addetti alla produzione e responsabili ». Produzione, ricerca e innovazione, ma anche incremento occupazionale: sono i pilastri che hanno spinto PromoPharma a investire per il nuovo stabilimento «che rappresenta – continua Borsani – un altro traguardo in un piano di crescita a lungo termine. Crediamo nella qualità a 360 gradi e per questo ogni elemento è sempre valutato accuratamente: questa attenzione richiede tempo ed energie, ma la perseveranza, la passione e la determinazione ci guideranno verso nuovi obiettivi».
Insomma, l’ampliamento è «solo l’inizio di un percorso di crescita e sviluppo». Un investimento per il futuro, senza perdere un modus operandi che ha portato PromoPharma ad affermarsi nel tempo. Da oltre 20 anni i diversi reparti sono tutti orientati a studiare e realizzare prodotti tenendo al centro la persona che li dovrà utilizzare. PromoPharma, dal 1998 a oggi, ha realizzato più di 500 referenze, «tutte con la medesima cura nella ricerca delle materie prime, nella formulazione con principi attivi che siano efficaci e nella comunicazione di valori sostenibili per l’uomo e l’ambiente». Un team di medici qualificati studia e propone le formulazioni dei prodotti con cognizione scientifica, basando le scelte su studi clinici pubblicati su riviste internazionali e condotti da istituti riconosciuti. Definito il prodotto, si passa allo studio del progetto pilota durante il quale vengono codificate le metodiche di controllo delle materie prime, la metodologia di produzione, i parametri chimico–fisici e microbiologici da controllare. Si arirva così alla produzione, con un controllo costante a partire dalle materie prime fino al prodotto finito.

Investimento da 3 milioni di euro

Dompé entra nella startup Materias

Dompé Farmaceutici investe 3 milioni di euro ed entra nel capitale della startup Materias, la società con sede a Napoli e specializzata nello sviluppo di tecnologie innovative nel campo dei materiali avanzati. L’investimento è finalizzato a sostenere la crescita dei suoi progetti e accelerarne lo sbocco verso il mercato. Materias nei suoi tre anni di vita ha raccolto e analizzato oltre 850 tecnologie science-based, firmato accordi di collaborazione con le principali Università e centri di ricerca, depositato 28 domande di brevetto, finanziato oltre 20 progetti di ricerca, con un fund rasing di 3,4 milioni di euro.


Genenta Sciences è la migliore startup d’Italia
«Vogliamo far del bene a più persone possibili»

Sviluppa una terapia genica per i tumori del sangue

La società è stata premiata al Sios 2019 di Milano
Nata da uno spin-off dell’Ospedale San Raffaele ha raccolto complessivamente 32 milioni di euro

di Cosimo Firenzani
MILANO

Sviluppa una particolare terapia genica per il trattamento dei tumori del sangue. Che cosa vuol dire? Lavora alla sperimentazione di una terapia basata su cellule dello stesso paziente che vengono «re-inserite» dopo essere state opportunamente trattate o, per meglio dire, ingegnerizzate. È ovviamente una semplificazione, ma è il lavoro di Genenta Science, la startup appena premiata all’interno dello StartupItalia Open Summit come la miglior startup dell’anno, davanti a Cortilia e BrumBrum.
La startup è stata una delle più finanziate degli ultimi anni in Italia e sta lavorando alle sperimentazioni cliniche per sviluppare queste particolari terapie geniche proprio a Milano, città che ospita i centri di ricerca «storici» di questo tipo di ricerca. #SIOS2019, invece, è da alcuni anni la principale manifestazione dedicata all’innovazione in Italia: l’ultima è stata un’edizione da record, con oltre 15 mila partecipanti, quasi 300 relatori tra fondatori e Ceo di aziende italiane ed estere, mentor, atenei, incubatori, investitori, venture capitalist e più di 1000 startup. «Essere stati eletti la startup dell’anno in un contesto come quello di StartupItalia Open Summit, dove i settori rappresentati sono molteplici, è per noi il coronamento di un anno straordinario. Proprio di recente abbiamo ricevuto un round di finanziamento da 15 milioni di euro e da quando siamo nati, nel 2014, abbiamo raccolto oltre 32 milioni di euro – ha detto Pierluigi Paracchi, presidente e amministratore delegato di Genenta Science dopo aver ricevuto l’opera «Connection» direttamente dall’artista –. Il 2020 sarà un anno fondamentale per noi, dove l’obiettivo principale sarà quello di portare un reale beneficio a un numero sempre più crescente di pazienti».
Genenta Science, nel dettaglio, è una società biotecnologica italiana specializzata in terapie geniche da utilizzare nella lotta ai tumori. The Economist aveva definito nel 2014 il lavoro di Genenta Science «una fiction scientifica che sta diventando un fatto». Proprio in quell’anno muoveva i primi passi la startup che voleva sviluppare una terapia genica basata sull’ingegnerizzazione delle cellule staminali del sangue per il trattamento dei tumori.
La società, nata a settembre 2014 da uno spin-off dell’Ospedale San Raffaele, è stata fondata da Pierluigi Paracchi (Ospedale San Raffaele di Milano), Luigi Naldini (Direttore di Sr-Tiget, San Raffaele Telethon Institute for Gene Therapy), Bernhard Gentner (ematologo e scienziato presso Sr-Tiget). A febbraio 2015 ha chiuso un round di investimento da 10 milioni di euro. Dopo due anni e mezzo, la società ha chiuso un nuovo round, da 7 milioni di euro. Risorse che hanno permesso alla società di completare la sperimentazione pre-clinica.
A settembre 2019 la società ha chiuso un round da 13,2 milioni di euro (cifra ulteriormente salita fino a toccare i 15 milioni di euro), operazione che ha portato la raccolta complessiva a 32 milioni. Le risorse serviranno per portare avanti le sperimentazioni cliniche di due prodotti per la cura di altrettanti tumori: il mieloma multiplo e il glioblastoma. «Siamo fieri di aver ospitato le eccellenze italiane che rappresentano il tessuto imprenditoriale più vivace, simbolo di un Paese che è in grado di creare nuovi modelli di business, nuovi posti di lavoro e sa intercettare sfide e opportunità del futuro – ha spiegato David Casalini, fondatore di StartupItalia –. La partecipazione record che abbiamo raggiunto quest’anno a #SIOS19 è il segno concreto di una reale volontà, da parte delle persone, delle aziende e delle istituzioni, di accelerare l’ecosistema dell’innovazione. Con 723 milioni di euro di investimenti (+38% rispetto al 2018) e con oltre 50 milioni di euro investiti direttamente in crowdfunding, l’obiettivo è ora diventare sempre più attraenti e competitivi a livello internazionale. Questa quarta edizione di StartupItalia Open Summit – conclude Casalini – è stata l’occasione per tutti gli attori dell’ecosistema italiano e internazionale di confrontarsi sui trend emergenti e le direttrici future dello sviluppo socioeconomico del nostro Paese».
Da segnalare anche le altre due startup sul podio di #SIOS2019. Sono Brumbrum, un ecommerce italiano di auto usate e a km 0 certificate, che consente l’acquisto online o il noleggio a lungo termine. Le auto selezionate sono controllate e testate da esperti e fotografate nel dettaglio, per una visualizzazione precisa del modello e per assicurare un acquisto sicuro al riparo da truffe. Fondata nel 2015 da Alberto Genovese (Facile.it) e da Francesco Banfi (ex McKinsey) e basata a Milano, già selezionata dalla redazione di StartupItalia tra le 100 migliori startup del 2018. Cortilia, invece, è una Pmi innovativa che ha sviluppato un ecommerce che consegna a domicilio prodotti alimentari freschi. Fondata nel 2012 da Marco Porcaro come mercato agricolo online di ortofrutta, è diventata negli anni il negozio online di riferimento per l’acquisto di prodotti alimentari freschi.

Ecco quali sono le società che si sono sfidate

Una scelta tra le magnifiche dieci finaliste

La giuria di StartupItalia ha votato scegliendo tra dieci finaliste. Ecco quali sono: Brumbrum, ecommerce italiano di auto usate e a km 0 certificate. Casavo, attiva nel real estate; Cortilia (ecommerce); Cubbit (Cloud); Depop (mobile commerce); Philogen (biotech); Soldo (Fintech); Uala (gestionale); Viralize, piattaforma tecnologica di video advertising rivolta agli attori del digital video.