Marchesi, la moda non basta più
Il creatore della jeans valley
punta su cibo e acqua millenaria

Davide Eusebi

SASSOFERRATO (ANCONA)

IL SUO motto è «Elimu ni maisha, si vitabu» che in lingua swahili (l’Africa è la sua passione) significa «Si impara dalla vita, non dai libri». Eppure la sua casa ne è piena e da molti di questi trae ispirazione per i suoi progetti. Lui è Alessandro Marchesi, imprenditore marchigiano fondatore della «Jeans valley» (i suoi jeans sono nei migliori negozi del mondo), amministratore delegato dell’azienda Compagnia del denim, con sede a Serra de’ Conti (Ancona), che dal 2008 fa parte del Gruppo Cris. Conf. (Pinko), guidato da Pietro Negra. La moda, ma in particolare il mondo vintage sono da sempre le sue passioni, «nate da piccolo – racconta – curiosando tra le bancarelle dei cenciaioli ai quali offrivo aiuto in cambio di un vecchio zaino o di un’uniforme militare».

LA SUA FILOSOFIA? «Se il presente dà gli stimoli per osare, è il passato che fornisce gli strumenti per creare», sostiene Alessandro che nelle sue ricerche trova sempre il modo di rileggere in chiave moderna le tradizioni del passato, senza però perderne i tratti distintivi. «Per ogni esperienza vissuta, per ogni persona incontrata, conservo sempre un aneddoto o un oggetto che è andato a comporre il mio bagaglio personale e professionale», dice. Di una cosa, infatti, è convinto: «Tutto nella vita ha una storia che vale la pena raccontare». Inseguendo i suoi sogni, all’età di 23 anni apre il primo negozio di abbigliamento e in contemporanea inizia a collaborare con importanti marchi fashion. Ma è dai viaggi in Kenya che trae l’ispirazione per la sua prima linea di abbigliamento Dhows in the world, un omaggio all’antico veliero che portava gli schiavi in America. La svolta imprenditoriale arriva nel 1998, quando insieme ad un socio fonda la Compagnia del denim e crea le linee Two Women, Two Men e Memory’s ltd. Quest’ultimo è il marchio che più di tutti lo rappresenta ecco perché ama definirlo non un brand ma una filosofia di vita. «Ogni articolo – spiega – ha dentro una storia, un sapore, un ricordo che vale la pena far rivivere». Nato come capsule di borse create da vecchi zaini militari, il brand ha poi lanciato due linee d’abbigliamento, la prima con le Officine Mermaid di Milano e la seconda conlo chef Bruno Barbieri, per poi dare il là al primo concept store: La Bottega di Memory’s.

IL PROGETTO sorge in un luogo ricco di storia: l’antica osteria di famiglia, fondata nel 1828 a Sassoferrato, in provincia di Ancona. Qui è possibile vivere una vera e propria esperienza sensoriale che inizia con una degustazione di prodotti marchigiani in un’atmosfera suggestiva e improntata sul recycled, per poi continuare a casa grazie alla possibilità di acquistare sul posto gli stessi prodotti. Non solo enogastronomia, ma anche capi in denim in linea con la storia di Alessandro e con quella delle Marche, sede della Jeans Valley. Le passioni, i viaggi e le esperienze di Alessandro rivivono anche nella Memory’s House, dove ogni stanza è un viaggio nel tempo e nello spazio. A giorni, annuncia infine Alessandro Marchesi, «con l’azienda Motette lanceremo la Memory’s Water o Acqua delle Stelle che verrà imbottigliata nella Gola del Bottaccione o Valle dell’Iridio, definita anche ‘Scrigno del passato’ perché racchiude un segreto che ci riporta indietro di 65 milioni di anni. Proprio qui, secondo degli studiosi americani, è caduto il meteorite che colpì la Terra provocando l’estinzione dei dinosauri. Un progetto affascinante che coinvolgerà anche lo chef Bruno Barbieri in veste di testimonial».


Nana Bianca Segna un altro colpo: Instal è la startup dell’anno

FIRENZE

INSTAL è la migliore startup dell’anno. Il premio è stato conferito a EY 2017, concorso nato negli Stati Uniti e che oggi coinvolge 150 città e oltre 65 Paesi. Instal è un progetto di Nana Bianca, lo startup studio fondato da Paolo Barberis, Jacopo Marello e Alessandro Sordi che oggi coinvolge oltre 150 professionisti del digitale nelle due sedi a Firenze supporta al momento 26 nuove società. Ma che cos’è Instal? Di fatto si tratta di una piattaforma che facilita la gestione delle campagne di mobile marketing per applicazioni e giochi, sia per gli sviluppatori e per i brand che gestiscono in maniera diretta le proprie app, sia per le agenzie ed i centri media che seguono il processo di acquisizione dei propri clienti. Instal permette anche ad utenti non esperti di caricare e monitorare in tempo reale i risultati delle campagne e l’andamento dei guadagni, inoltre mette a disposizione del clienti servizi che vanno dalla business intelligence e analisi degli indicatori di performance aziendali (kpi) ad attività di digital marketing.

NATA nel 2013, Instal oggi è utilizzata da 1.200 editori e sviluppatori per monetizzare il proprio traffico mobile, sfruttando le campagne delle circa 600 società pubblicitarie iscritte che quotidianamente offrono spot con il metodo cost per install. Oltre 10 milioni di app sono già state installate attraverso Instal negli smartphone e nei tablet di tutto il mondo, grazie al lavoro del team di mobile marketing. Instal conta 40 persone in 5 diversi uffici in Europa, Cina e Stati Uniti, ed opera in più di 150 Paesi, con un fatturato di oltre 5 milioni di dollari ed un trend in costante crescita.