INFORMARSI PER TUTELARE I RISPARMI

Economia, questa sconosciuta
I giovani italiani ne sanno poco
Vorrebbero impararla a scuola

ROMA

I GIOVANI hanno scarsa conoscenza dei più elementari concetti economici e chiedono una corretta educazione finanziaria, sin dall’età scolastica: quasi 3 su 4 sarebbero ben lieti di saperne di più a scuola. A mostrarlo è una ricerca condotta da Skuola.net per Poste Italiane su 10mila studenti di medie e superiori. Pessimo, ad esempio, è il rapporto che gli adolescenti hanno con gli strumenti di pagamento più diffusi. Quasi tutti confondono il funzionamento delle carte di credito con quello delle carte di debito e viceversa: per più di 7 ragazzi su 10, infatti, quando si effettua un pagamento con la carta di credito, i soldi vengono prelevati subito dal conto corrente, mentre con la carta di debito il prelievo delle somme viene effettuato dopo un po’ di tempo. Ma è esattamente il contrario e solo il 28% dà la risposta corretta.

INEVITABILE, partendo da queste premesse, che anche le carte prepagate siano un territorio sconosciuto ai più. Sono forse lo strumento di pagamento più usato dai giovani, specialmente se fanno molti acquisti online. In pochi, però, ne conoscono la natura: appena 1 su 4 sa che sono una tipologia a parte di carte. La maggior parte (56%) sostiene che siano carte di credito, il 19% carte di debito. Una diffusa ‘ignoranza finanziaria’ che, in gran parte, potrebbe essere il frutto della loro scarsa abitudine al risparmio. Solamente il 23% dei ragazzi intervistati ha un conto bancario o postale dove mette i soldi: il 40% lo alimenta con parte della paghetta o con i regali dei genitori e dei parenti; nel 32% dei casi ci pensano direttamente i genitori, mettendoci qualcosa ogni tanto; ma ci sono anche i casi (28%) in cui sia figli che genitori contribuiscono a far crescere il saldo. Discorso simile per quel che riguarda le formule vere e proprie di ‘salvadanaio’, come i libretti di risparmio postale: solo il 26% sa di cosa si tratti, ma appena il 12% ne ha uno. Tra questi ultimi, l’81% ce l’ha intestato direttamente a lui, mentre il 19% lo ha in comune con i genitori: nel primo caso i soldi accumulati sono il frutto soprattutto dei risparmi dei ragazzi (45%), nel secondo a versarli sono più di frequente gli adulti (40%). In molte famiglie, poi, non manca la collaborazione: sia che siano libretti esclusivi o cointestati, in 1 caso su 4 a contribuire sono tutti i componenti. Per quanto riguarda gli altri, il 31% si limita all’uso di una carta prepagata mentre il 46% preferisce maneggiare solo denaro contante. Il 7% è convinto che quando si chiede un prestito o un finanziamento in banca si debba restituire solo la somma ricevuta; la stragrande maggioranza (71%) crede che basti aggiungere al capitale solo gli interessi; appena il 15% sa che, nel computo finale, bisogna considerare anche le spese. E, nonostante sembri una cosa ovvia, in tanti sbagliano a definire il costo del denaro: per il 22% si tratta delle commissioni da pagare quando si prelevano soldi.

LE UNICHE cose su cui gli studenti vanno quasi a colpo sicuro sono quelle di cui si parla frequentemente. Se, ad esempio, gli si chiede cosa sia il Bitcoin il 68% sa che è una moneta virtuale, utilizzata soprattutto su Internet (ma il 16% sostiene che sia la moneta in cui viene convertito l’euro quando si paga online). Ancora meglio se gli si chiede cosa sia la Banca d’Italia: oltre l’80% dei ragazzi risponde correttamente che si tratta della banca centrale italiana. Solamente il 16% dei ragazzi dice che alcune ore della didattica sono dedicate all’educazione finanziaria; il 26% ha svolto qualche rara lezione; ma il 58% non ha mai affrontato l’argomento in classe. La voglia di approfondire questi temi, però, è molto più diffusa e coinvolge tre quarti degli studenti: per il 47% l’educazione finanziaria dovrebbe rientrare nella normale didattica e un altro 28% vorrebbe che la scuola istituisse dei corsi (facoltativi) in materia.

IL DIZIONARIO DELLA FINANZA

Idem

L’Idem (acronimo di Italian Derivatives Market) è un mercato finanziario in cui sono negoziati contratti che per loro natura ‘derivano’ il proprio valore da attività o strumenti sottostanti. Vide la sua nascita nella fine del 1994, all’epoca della negoziazione per via telematica del contratto future sull’indice Mib30

Blocco

Nella pratica bancaria, gruppo di assegni e di denaro contante che viene rimesso alla spunta e all’incasso definitivo. Nella terminologia borsistica vengono definiti blocchi pacchetti di titoli particolarmente consistenti, per i quali, molto spesso, si predispone un mercato indipendente dagli altri

Utili per azione

Frazione degli utili societari che spetta al possessore di un’azione ordinaria. Si calcola dividendo l’ammontare degli utili al netto delle imposte, dei pagamenti d’interesse per i possessori di obbligazioni e dei dividendi corrisposti ai possessori di titoli azionari di risparmio o privilegiati, per il numero dei titoli

Scindibilità

E’ la proprietà di cui gode il regime dell’interesse composto e il regime dello sconto composto. Consiste nella possibilità, dato un certo orizzonte temporale di riferimento per una operazione di capitalizzazione o di attualizzazione, di giungere al medesimo montante o valore attuale in modo graduale

Di |2018-12-24T10:44:10+00:0024/12/2018|Dossier Economia & Finanza|