INFORMARSI PER OPERARE SUI MERCATI

Gli italiani scelgono la sicurezza
«Timing errato, rischi troppo alti
Ecco perché crescono i Pac»

Alessia Gozzi
MILANO

L’INDUSTRIA del risparmio gestito ha risentito a settembre del clima di incertezza che ha guidato gli investitori verso una maggiore prudenza. Secondo la mappa mensile di Assogestioni, infatti, la raccolta netta segna un saldo positivo di 436 milioni dopo +2,54 miliardi ad agosto e -483 milioni di luglio, a chiusa di un’estate dai toni decisamente morigerati per il risparmio italiano. Da inizio anno il totale dei flussi è cresciuto di 12,3 miliardi. Il patrimonio gestito, per contro, a settembre si è risollevato a 2.054,5 miliardi dai 2.049 miliardi del mese precedente. «Il 2017 è stato in Italia un anno record in termini di flussi sul risparmio gestito: questo trend di forte crescita si è interrotto a partire da febbraio 2018, con il crescere dell’incertezza politica, ed effettivamente gli investitori si sono orientati verso forme di investimento giudicate più sicure, anche se a rendimento nullo», sottolinea Elena Bossola, Head of third party distribution di Edmond de Rothschild.

«NON DOBBIAMO dimenticare – aggiunge – che i portafogli degli italiani rimangono fortemente esposti sui titoli di stato nazionali (il 70% dei Btp in circolazione è nei portafogli dei nostri connazionali) ed il recente allargamento dello spread ha impattato in modo significativo, portandoli ad aumentare l’allocazione su depositi e conti correnti, che a fine 2017 già rappresentavano circa il 30% della ricchezza delle famiglie ». Oltre il 51% del patrimonio gestito (circa 1.052 miliardi) è investito nelle gestioni collettive; il restante 49% (1.003 miliardi) è impiegato nelle gestioni di portafoglio. Con riferimento ai fondi aperti, i prodotti su cui a settembre i risparmiatori italiani hanno orientato le proprie scelte sono i monetari (+560 milioni), i bilanciati (+526 milioni) e gli azionari (+520 milioni). Nel corso degli ultimi anni, la quota dei sottoscrittori che investe tramite Piani di accumulo (Pac) è cresciuta fino a quasi il 20%. «Il principale vantaggio dei Pac – spiega Bossola – è quello di ridurre drasticamente il rischio legato a un timing di investimento errato: diluendo l’investimento nel tempo, infatti, si media il prezzo di acquisto, andando di fatto a comprare anche quando i prezzi scendono, momento in cui tipicamente l’emotività porta a scelte distorte (vendere anziché comprare)».

SECONDO il Quaderno di Ricerca di Assogestioni, per ciascun sottoscrittore di fondi italiani, il modello prevalente è quello in cui investe almeno il 70% del proprio portafoglio. In generale, si assiste a una progressiva erosione degli investimenti nei comparti azionario e nei fondi di liquidità: a fine 2017, solo il 6% e il 2% dei sottoscrittori concentrava i propri investimenti su questi due segmenti. I fondi flessibili hanno registrato la dinamica di crescita più pronunciata e oggi rappresentano la scelta principale del 36% dei sottoscrittori. I fondi obbligazionari, da sempre molto presenti nelle scelte di investimento, hanno invece evidenziato nell’ultimo triennio un calo di 10 punti attestandosi al 28% nel 2017. Il raddoppio registrato nell’ultimo anno dai sottoscrittori che investono in fondi bilanciati è dovuto all’effetto Pir, un trend proseguito anche nel 2018: a giugno, infatti, il patrimonio dei Pir valeva 18,6 miliardi, di cui 10,6 di nuova raccolta.

IL DIZIONARIO DELLA FINANZA

Taeg

Tasso effettivo globale sui prestiti erogati da banche e finanziarie. È calcolato tenendo conto, oltre che degli interessi, anche di tutti gli altri oneri accessori che gravano sul prestito (spese d’istruttoria, spese ipotecarie, diritti fissi, spese d’incasso) che aumentano l’onere effettivo del debitore.

Quota

Parte del patrimonio di un fondo comune d’investimento, emessa a fronte del versamento effettuato dal risparmiatore. La quota può essere «riscattata» (cioè rivenduta al fondo), incassandone il valore. Il prezzo della quota varia ogni giorno in funzione del valore del patrimonio

Gap

In analisi tecnica il gap si realizza nel grafico di un titolo nel momento in cui l’intervallo tra prezzo massimo e minimo di quotazione in una giornata è minore o superiore allo stesso intervallo di prezzo del giorno seguente, lasciando quindi un intervallo di prezzi dove non vi sono state quotazioni effettive.

Market maker

Sono intermediari tenuti ad esporre in maniera continuativa o su richiesta quotazioni denaro-lettera su determinati strumenti finanziari ed, eventualmente, a negoziare sulla base dei prezzi proposti. In sostanza, la funzione di questi operatori è di garantire liquidità al mercato.

Di |2018-11-05T14:22:57+00:0005/11/2018|Dossier Economia & Finanza|