INFORMARSI PER OPERARE SUI MERCATI

Un’esperienza bancaria diversa
«Equità e fiducia nelle persone:
così funziona il microcredito»

Francesco Gerardi
MILANO

«ANNI FA ho scoperto un mondo dove i numeri ci sono, ma meno teorici e più vicini alle cose di tutti i giorni, e mi ci sono appassionato». I casi della vita: dalla microfisica al microcredito. Il salto, quasi quantico, è stato breve per Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica con tanto di laurea, dottorato e postdottorato in fisica. «La ricerca mi piaceva, ma a un certo punto ho iniziato a occuparmi più di finanza etica. Di quel periodo mi è rimasta la passione per l’insegnamento: da una decina d’anni, infatti, tengo un corso di finanza etica e microcredito all’università di Firenze». Da sempre impegnato nel mondo del volontariato con l’associazione Mani Tese, oggi Biggeri si ritrova a guidare il cda di un istituto che si propone come un’esperienza bancaria diversa, che offre tutti i prodotti di una banca ma ispirandosi esplicitamente a principi di equità e attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche. Il credito come diritto umano, insomma.

Presidente, da poco si è tenuta la giornata europea della microfinanza. Le indagini parlano chiaro: la domanda è molto cresciuta in Europa. Ma facciamo un passo indietro. Cos’è il microcredito?

«È opportuno fare educazione finanziaria in questo campo, perché si fa troppa retorica. Il microcredito moderno nasce in Bangladesh con Yunus e la sua Grameen Bank. Lui per primo ha parlato di diritto alla fiducia. Ecco, il microcredito è l’opportunità del credito anche per chi non avrebbe le caratteristiche di affidabilità e solvibilità».

È un diritto nel senso che spetta a tutti?

«È come il diritto al lavoro: è sancito dalla Costituzione, ma non vuol dire che tutti lo abbiano automaticamente. Significa che la società si deve organizzare per dare un’opportunità di ottenerlo. Senza uno sforzo per costruire garanzie relazionali e un rapporto fiduciario fra chi ha bisogno del credito e chi lo eroga, non è vero che i poveri restituiscono sempre i soldi. La storia è piena di esperienze fallimentari in cui questi meccanismi di fiducia non hanno funzionato ».

Ci voleva un’idea nata in Bangladesh per farlo nascere in Europa?

«In realtà avevamo già una storia di microcredito. In origine le banche di credito cooperativo erano quello: servivano per dare credito dove non arrivava. Queste metodologie mutuate dal sud del mondo ci hanno però aiutato a capire che in paesi finanziariamente maturi c’erano ancora sacche prive di accesso ai servizi finanziari».

Nel concreto come si fa l’accompagnamento al microcredito?

«Se uno in Italia ha bisogno di 2.500 euro, non è solo quello il problema. Questa piccola esigenza implicitamente implica l’assenza di relazioni sociali o l’incapacità di gestire il denaro, ad esempio. Paradossalmente deve essere molto più seguito di chi chiede 250mila euro. Ma una banca normale non può farlo, anche perché, applicando il tasso d’interesse, ne ricava pochissimo ».

Ci vuole ben altra organizzazione…

«Sì, occorrono alleanze con le associazioni e le reti del terzo settore, come Caritas, Arci, eccetera, che facciano intermediazione relazionale. Questo fa sì che la persona non sia sconosciuta e il microcredito si fondi su una fiducia costruita nel tempo».

Quanto rappresenta la microfinanza nell’attività di Banca Etica?

«Alcuni milioni all’anno, qualche centinaio di progetti. Rispetto a quasi un miliardo di prestiti erogati, si tratta dello 0,5%. Ma nel panorama italiano è rilevante. Poi sosteniamo finanziariamente realtà che fanno microcredito. Abbiamo anche costituito tramite la nostra Etica Sgr, che fa fondi d’investimento, un fondo di garanzia di 2,5 milioni di euro».

IL DIZIONARIO DELLA FINANZA

Euribor

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è un indice che rappresenta una delle due componenti del tasso di interesse di un mutuo a tasso variabile. E’ calcolato come media ponderata dei tassi di interesse a cui avvengono le transazioni tra le grandi banche europee e viene diffuso con quotazioni a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi.

Riba

La Ricevuta Bancaria Elettronica (Riba) è una procedura interbancaria per la gestione automatica degli incassi commerciali e delle relative ricevute restituite non pagate. Per il pagamento è possibile scegliere modalità diverse dall’addebito in conto, come avviene invece per le procedure RIA e RID.

Management Fee

È la commissione di gestione gravante sui Fondi Assicurativi sottostanti le polizze vita. Oltre alle commissioni (anche dette esplicite o dirette) sui Fondi Assicurativi, vi possono essere le commissioni implicite o indirette relative ad eventuali OICR che compongono i suddetti fondi assicurativi.

Debito corrente

Il debito corrente è formato da titoli rappresentativi dell’indebitamento per esigenze di carattere operativo di un’azienda o di un’autorità pubblica, solitamente rinnovati man mano che giungono a scadenza. Le durate comunemente variano tra i sei mesi e i cinque anni.

Di |2018-10-29T16:08:50+00:0029/10/2018|Dossier Economia & Finanza|