La cura del Dragone
ha rilanciato la Salov
«Ora rotta sul Brasile»

Daniele Masseglia

MASSAROSA (Lucca)

TRA DUE ANNI festeggerà il prestigioso traguardo del suo primo secolo di vita, con la consapevolezza di portare in tutto il mondo la propria mission, ossia educare e diffondere la cultura dell’olio. Cent’anni di storia, quelli della Salov di Massarosa, orgoglio dell’economia italiana: pur in un periodo in cui la congiuntura è tutt’altro che favorevole, resta tra quelle aziende che macinano numeri notevoli. Riuscendo, anzi, ad alzare ulteriormente l’asticella, grazie a un respiro sempre più internazionale. Merito del nuovo impulso arrivato dalla Cina: la ditta versiliese, che sorge nell’area del parco naturale del Lago di Massaciuccoli, nel 2014 ha visto le proprie quote di maggioranza acquisite dalla Yimin Foods, società controllata del colosso Bright Food di Shanghai. Una partnership dagli effetti immediati, tali da rafforzare il ruolo della Salov sul pianeta, ben dimostrato da una crescita sia sul piano produttivo che commerciale e di marketing, seppur nel rispetto della tradizione.

TRADIZIONE datata 1919: in quell’anno, alcuni commercianti e produttori della Lucchesia decisero di unirsi per costituire un’unica società più grande e solida, con una struttura in grado di rispondere alle sfide del mercato. Tra di loro c’erano anche gli eredi di Filippo Berio e Dino Fontana, capostipite dell’omonima famiglia che ha contribuito alla crescita e all’espansione dell’azienda a livello internazionale. La ditta oggi controlla i due marchi di olio di oliva Sagra e Berio: il primo è considerato uno dei primi dieci in Italia, mentre il marchio Filippo Berio va per la maggiore negli Usa e in Gran Bretagna. «Siamo presenti in oltre 70 Paesi – spiega il direttore degli affari generali Marcello Francini – e in alcuni di loro siamo il marchio principale, vedi Usa e Gran Bretagna. I mercati esteri danno più soddisfazione e continuità e, da pochi anni, ci stiamo affacciando anche a quello cinese, sebbene il percorso richiederà più tempo. È una popolazione interessante, ma il food devono imparare a conoscerlo bene: i margini ci sono, gradualmente però».

L’ACCORDO siglato tre anni fa tra il gruppo cinese Yimin e la famiglia Fontana ha lasciato comunque inalterato il management della ditta versiliese, che può vantare numeri esaltanti. Dal fatturato annuo, che oscilla tra i 300 e i 330 milioni di euro a seconda del costo della materia prima, alla vendita di qualcosa come 95 milioni di litri d’olio all’anno. Fino all’aspetto occupazionale: il sito produttivo di Massarosa (35mila metri di superficie coperta) dà lavoro a circa 200 persone, alle quali vanno aggiunti i 35 lavoratori della Salov North America, attiva nel New Jersey dal 1987, i 13 lavoratori della Filippo Berio Uk, aperta a Londra nel 2000, e un’altra decina di dipendenti disseminati tra la società inaugurata l’anno scorso a Mosca e altri due uffici a Singapore e in Spagna. «La nostra è senza dubbio un’azienda sana – prosegue Francini – che continua a pianificare il proprio sviluppo. In questo momento, ad esempio, stiamo guardando con un certo interesse il Brasile».

IL CENTENARIO della Salov si avvicina, con un modus operandi inalterato: acquistare oli extra vergine e d’oliva e oli di semi da fornitori selezionati, raffinare oli di oliva e di semi e creare oli extravergine, assicurandone la qualità costante. Infine, distribuire il prodotto in ogni parte del mondo, in diversi formati e confezioni a seconda delle esigenze del cliente.


New Dehli Alla conquista del mercato indiano: vale 3 miliardi l’anno

L’OLIO italiano alla conquista dell’India. La Filiera olivicola olearia italiana (Fooi) è stata protagonista della manifestazione fieristica World Food India, nell’ambito di una missione imprenditoriale a New Delhi guidata dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto. L’India, che non è un Paese tradizionalmente consumatore di olio di oliva, da qualche anno ha incominciato ad interessarsi alla sua coltivazione. Le fasce medio-alte della popolazione indiana, infatti, sono consapevoli del benessere indotto da una dieta a base di olio di oliva e questo sta alimentando la domanda interna di oli extravergine di oliva. L’obiettivo del governo di Nuova Delhi è la trasformazione del Paese nel maggiore hub mondiale per il food processing: Ice-Agenzia stima investimenti per una trentina di miliardi di euro nei prossimi 10 anni.

IL COMPARTO agroalimentare in India, con un tasso medio di crescita dell’8,8%, offre notevoli opportunità per le imprese italiane operanti nella filiera della trasformazione e della meccanizzazione agricola. E l’Italia si configura come primo fornitore di macchine per il food processing. La partecipazione italiana è stata organizzata da Ice-Agenzia in collaborazione con Confindustria e sotto l’egida del ministero degli Affari esteri, della Cooperazione internazionale e del ministero dello Sviluppo economico.