L’Italia morde il mondo con Leone
L’azienda leader delle dentiere
raddoppia fatturati e dipendenti

Sandra Nistri
FIRENZE

FATTURATO più che raddoppiato nell’arco degli ultimi vent’anni e numero di dipendenti incrementato del 40%. È una scommessa vinta su tutti i fronti quella della «Leone Spa» azienda con sede a Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, che ormai è considerata a tutti gli effetti leader mondiale nella ricerca e fabbricazione di prodotti ortodontici ed implantari destinati a studi e cliniche dentistiche sparse in più continenti. Con una produzione totalmente Made in Italy, effettuata da tre generazioni nello stesso stabilimento toscano, la Leone esporta infatti oggi in oltre 110 paesi, principalmente in Europa, Nord e Sud America. Gli obiettivi, comunque, sono ancora più ambiziosi. L’anno scorso infatti l’azienda ha varato un piano di sviluppo economico di natura quinquennale chiamato «Leone 2020» che punta dritto ad una serie di risultati: l’espansione della presenza diretta nei mercati esteri, ad esempio, ma anche il potenziamento delle attività di ricerca-sviluppo con l’introduzione di nuovi prodotti ed il miglioramento dei processi interni dando sempre maggiore centralità al cliente.

PUNTI da considerare fermi per lo sviluppo futuro basato, comunque, su solide radici: «La passione che da sempre contraddistingue il nostro modo di lavorare, la competenza che abbiamo acquisito negli 80 anni dedicati alla realizzazione di prodotti per ortodonzia e l’entusiasmo nell’affrontare nuovi progetti è percepita e apprezzata da tutti – sottolinea infatti Elena Pozzi amministratore delegato di Leone Spa. La nostra crescita è stata fatta passo dopo passo. Oggi siamo a 142 dipendenti, il 47% dei quali costituiti da donne, con una età media di circa 40 anni cui si aggiungono quelli delle aziende controllate in Francia e Usa».

PROPRIO il mese scorso infatti Leone ha completato il processo di acquisizione di un distributore nel mercato americano, il più grande ed ambito al mondo per l’ortodonzia, creando la società «Leone America Dental Products Inc». La neonata «Leone America» si aggiunge alla già presente affiliata francese «Odontec» che cura la distribuzione nel mercato francese.

LA STIMA è che l’intero gruppo possa superare, nel 2017, i venti milioni di euro di fatturato. Cifra notevole che sicuramente il fondatore dell’azienda, che proveniva da un campo decisamente diverso, non avrebbe mai sognato di poter raggiungere. La Leone nacque infatti nel 1934 da una intuizione di un argentiere, Mario Pozzi, che decise di utilizzare un marchio con la riproduzione della testa di un leone per i propri prodotti iniziando la fabbricazione di capsule in acciaio inossidabile che un amico, commerciante nel campo odontoiatrico, gli aveva proposto di produrre. Fu questo il primo inizio della Leone ratificato, nel 1945, dal deposito del marchio ‘leonino’ e proseguito poi nel 1961 con il passaggio del timone dell’azienda ad Alessandro Pozzi figlio del fondatore che, negli anni Settanta, fece compiere un ulteriore salto di qualità all’azienda aprendola fra l’altro all’ortodonzia fissa. I traguardi più recenti, invece, sono degli anni 2000: il Centro di ricerche biotecnologiche aperto nel 2009 ed il reparto Digital Service attivo invece dal 2011 sono gli ultimi due fiori all’occhiello dell’azienda fiorentina guidata ora, seguendo la tradizione, da Elena Pozzi, figlia di Alessandro, e terza generazione della famiglia.


MSC La Meraviglia di Onorato. «Su Stx siamo pronti»

Francesco Pandolfi
LE HAVRE

DODICI ristoranti, venti bar tematici, due teatri, una capacità che permette di ospitare oltre cinquemila e cinquecento passeggeri. Dopo tre anni di attesa la Msc Meraviglia, la più grande nave da crociera mai costruita da un armatore europeo e la più grande a entrare in servizio nel 2017, è stata inaugurata sabato, nel porto di Le Havre, con Sofia Loren a fare da madrina. La nave poi l’11 giugno partirà per il primo itinerario di sette giorni, salpando da Genova, per toccare le coste di Malta, Spagna e Francia. «È una nave veramente ricca, innovativa – spiega Gianni Onorato, ad di Msc Crociere -. Ci sono tre cose che le persone scelgono quando vanno in crociera: le destinazioni, il cibo e l’intrattenimento. Questa nave può andare in qualsiasi porto e infatti la porteremo nel mediterraneo, nel nord Europa e anche ai Caraibi. Inoltre diamo la possibilità ai passeggeri di scegliere tra dodici ristoranti, venti bar tematici e non manca l’intrattenimento, con i due teatri che offrono lo spettacolo Msc e il Cirque du soleil, ma abbiamo pensato anche ai bambini, con un’area interamente dedicata a loro».

LA NAVE, costruita nei cantieri Stx France a Sant-Nazaire, in Francia, è la tredicesima che si aggiunge alla flotta di Msc, con l’azienda che ha varato un piano di investimenti complessivo fino al 2026 per 9,3 miliardi di euro per la realizzazione di 11 nuove navi. Otto di queste sono state commissionate a Stx France, tre a Fincantieri. Il pensiero, quindi, va subito al futuro e ai prossimi obiettivi, visti i risultati ottenuti nel 2016 e le buone previsioni del 2017. «Questo è un anno importante per Msc, già il 2016 ci ha dato tante soddisfazioni dal punto di vista economico. Quest’anno sfioreremo i due milioni di passeggeri, passando dal milione e 800 al milione 980 del 2017». Onorato, poi, svela anche dei dettagli sulla Meraviglia Plus che dovrebbe essere pronta nel 2019 che dovrebbe presentare la novità di esposizioni temporanee di opere d’arte, trasformando la crociera in una vacanza anche culturale. Sulla possibilità, invece, che Msc punti a una quota in Stx France, Onorato precisa: «Non abbiamo chiesto nessuna quota e nessuno ci ha chiamati, ma se dovessero farlo risponderemo. Il presidente Macron non ha che confermato la volontà del suo predecessore ribadendo che Fincantieri è il partner giusto. Cioè, è giusto che Fincantieri entri nell’azionariato, ma ritiene preferibile rivedere le formule, magari con una diversa distribuzione delle quote».