ILKER AYCI

Turkish Airlines ha spiccato il volo
«Il segreto? Non accontentarsi mai»

Andrea Bonzi
ISTANBUL

UNA COSA È CERTA: Ilker Ayci ama le sfide. La Turkish Airlines, compagnia di bandiera turca di cui è presidente esecutivo dal 2015, cresce a ritmo impressionante da anni – negli ultimi sei mesi ha segnato +18% di passeggeri trasportati (a dicembre si punta a superare i 75 milioni di persone, nel 2023 l’obiettivo è 120 milioni), +27% di merci e il tasso di copertura degli aerei ha raggiunto il record di 80,4% –, ma Ayci sembra già pronto a fare rotta verso nuovi traguardi. «È il nostro momento. Se vogliamo essere una compagnia leader – spiega Ayci alla platea di 900 ospiti da 71 Paesi intervenuta a ‘Building for the future’, evento internazionale sul business travel tenutosi a Istanbul la settimana scorsa – non puoi avere gli occhi rivolti al passato, devi guardare avanti, verso il futuro. E non perdere tempo».

ECCO, il tempo è un fattore decisivo in questo settore. E una data in calendario è cerchiata di rosso da mesi. Il 29 ottobre, infatti, nel 95° anniversario della nascita Repubblica della Turchia, aprirà l’Istanbul New Airport. Turkish Airlines, che a sua volta compie 85 anni di storia, effettuerà il più grande trasloco nell’aviazione civile di sempre, qualcosa come 15mila veicoli di terra e 5mila tir si muoveranno in 45 ore, il primo volo nazionale sarà fatto verso Ankara già nel pomeriggio del 31 ottobre. «Quando l’abbiamo annunciato, nessuno ci credeva – spiega Ayci –. Invece, ora manca pochissimo. Tutti gli occhi sono puntati su di noi, e noi siamo pronti. E un giorno potremo raccontare questa impresa ai nipoti: noi c’eravamo, ce l’abbiamo fatta». Il nuovo aeroporto è un tassello importante della strategia di Turkish Airlines, che fa parte del gruppo Star Alliance e già oggi è la compagnia con più destinazioni nel mondo (304 in 122 Paesi), di porsi sempre più come vettore globale e di avere un occhio di riguardo per la clientela business.

UN TRAGUARDO che è stato sfruttato abilmente anche a livello di marketing: oggi Turkish Airlines è il brand turco più conosciuto nel mondo. «Non tutte le rotte sono profittevoli – non nasconde Ayci –, ma il nostro obiettivo è renderle tali, lavorando sugli orari migliori e sui piani di configurazione delle destinazioni e dei voli». In questo, la posizione strategica di Istanbul, a metà fra Asia ed Europa, aiuta molto: «È un hub naturale da cui si possono raggiungere 66 Paesi in sole 5 ore di volo. Istanbul vuole crescere nei prossimi anni sia come centro d’affari sia come meta turistica – continua il presidente –, per questo il nostro obiettivo è renderlo più accessibile possibile, sfruttando anche le nuove tecnologie», una delle caratteristiche che renderanno unico il nuovo scalo della metropoli turca. Saranno acquistati nuovi aerei, fino ad arrivare, nel 2019, a 400 unità: già ora la flotta della compagnia è tra le più ‘giovani’ (come età dei mezzi utilizzati) del mondo. Neppure la crisi finanziaria della Turchia, con la lira in picchiata per alcune settimane, sembra aver modificato i piani del vettore aereo. «Per il nostro bilancio, la valutazione del dollaro è importante, ma restiamo una compagnia globale: i costi sono in dollari, ma anche tante delle nostre entrate lo sono – specifica il presidente –. La nostra base finanziaria è solida, i nostri stakeholder, i nostri partner ci supportano. Siamo flessibili, e questo ci permette di mantenere le spese sotto controllo ». Insomma, quando i tempi si fanno duri «noi dobbiamo esserlo ancora di più – insiste il manager –. Abbiamo imparato dal motto: ‘Aspettati l’inaspettato’. Se vogliamo continuare a essere una compagnia globale, dobbiamo agire così ».

C’È POSTO anche per l’Italia nei piani di Turkish Airlines. Un posto speciale, se si considera, tra l’altro, il recente battesimo per le nuove uniformi delle hostess disegnate dallo stilista Ettore Bilotta e la sponsorizzazione della Lega Basket Serie A. «L’Italia è una delle più importanti destinazioni per noi – conferma Ayci –, le relazioni economiche tra Italia e Turchia sono molto buone. Per i turchi, il vostro Paese è tra le destinazioni preferite durante le vacanze, e così per gli italiani la Turchia». I rapporti, dunque, diventeranno sempre più stretti: a breve, in Sicilia, alla rotta su Catania se ne aggiungerà una seconda dalla Turchia verso Palermo, «mancano solo i permessi», aggiungono dalla compagnia.

UN’ALTRA SFIDA che Turkish Airlines ha già raccolto è quella della selezione del personale. Il mercato dei viaggi, in particolare nel segmento business, è in crescita. Nei prossimi 5 anni, a livello globale ci sarà la necessità di 225mila nuovi piloti, molti dei quali in Cina. «È una sfida per tutte le compagnie, non solo per la nostra – spiega Ayci –. Abbiamo stretti contatti con le scuole e la nostra Accademia di volo». L’importanza del personale, infatti, non può essere sottovalutata. «Le risorse umane sono il nostro asset più importante – osserva Ayci –. Come compagnia leader dobbiamo avere un buon team. La reazione alla crisi del giugno 2016 (con l’attacco terroristico all’aeroporto Ataturk, ndr) dimostra che siamo riusciti a costruito una connessione vera con i passeggeri e gli stakeholder ». Merito di uno staff, insiste il presidente esecutivo, «che condivide il peso del successo a vari livelli. In Turkish Airlines tutti possono dire la loro: vertici, manager, esperti della sicurezza, i piloti, il personale viaggiante… Le idee fresche da parte di tutti costituiscono un altro tassello del nostro successo. Hai bisogno di avere il personale migliore, se vuoi essere il brand numero uno».

Di |2018-10-02T09:24:16+00:0024/09/2018|Primo piano|