IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI

Polo toscano, modello per l’Europa
Il distretto ha attratto investimenti
E l’ambizione è crescere ancora

Enrico Rossi*

NEGLI ULTIMI ANNI il settore delle scienze della vita ha rappresentato un’isola felice a livello di ricerca, di investimenti, di tenuta e crescita occupazionale. Dopo Lombardia e Lazio, la Toscana è il terzo polo nazionale grazie sia alla qualità delle Università e del Servizio sanitario regionale sia alle capacità del variegato mondo delle imprese, dalle startup e spin-off, alle Pmi, alle multinazionali. Si tratta di un ecosistema orientato all’innovazione, che ha saputo navigare nei marosi della globalizzazione accettando le sfide della ricerca, dell’attrazione di investimenti, di nuove tendenze come la medicina di precisione, l’evoluzione nelle tecnologie sanitarie e la transizione alla sanità digitale.

E LA CITTÀ DI SIENA, assieme a Firenze e Pisa, è una delle tre gambe su cui poggia questa ‘specializzazione intelligente’ (per dirla con linguaggio europeo): in controtendenza alla vulgata che pensa che si possa vivere di immobilismo, abbiamo scelto di organizzare proprio qui la prima conferenza sulla ricerca nelle scienze della vita in Toscana perché, riconoscendo i nostri punti di forza e le nostre potenzialità, possiamo generare un futuro alimentato anche, e non solo, da un sistema di ricerca in grado di tradursi in progresso sostenibile e benefici per il territorio. Se ci impegniamo a valorizzare il tesoro nascosto spesso presente nelle università, nella sanità pubblica, nelle imprese private e consolidiamo la volontà di capitalizzarlo in progetti di ricerca, investimenti, posti di lavoro, allora possiamo effettuare un salto di qualità. La Regione è già in campo con i fondi europei che, in questi anni, hanno assicurato, mi permetto di rivendicare, continuità all’innovazione nelle scienze della vita (non a caso questa conferenza è anche l’evento annuale del POR FESR 2014-2020, ovvero il fondo europeo regionale a sostegno della ricerca e sviluppo economico). Tuttavia, per essere ancora più competitivi, occorre andare oltre. In quest’ottica, l’intervento della Regione per una transizione dall’esperienza di Siena Biotech ad un polo biotecnologico coordinato dalla Fondazione Toscana Life Sciences rappresenta un esempio di politica industriale dal basso, a tutela di un patrimonio di conoscenze, competenze ed infrastrutture per il trasferimento tecnologico.

SUPERATA LA FASE di crisi, oggi questa realtà attrae nuove esperienze di ricerca, nuove imprese, nuove funzioni: TLS è anche il gestore del distretto toscano sulle scienze della vita (in cui sono presenti sia gli enti di ricerca sia le imprese), così come è tra i fondatori della Fondazione ITS Vita (ovvero l’Istituto tecnico superiore che forma competenze specialistiche su nuove tecnologie assieme ad università, imprese, scuole, associazioni, enti pubblici). Quindi visione di insieme e capacità di regia sono due ingredienti fondamentali per avviare e gestire partnership pubblico-private impegnative, ma possibili, rappresentando un’eccezione in un paese dove spesso prevale ancora l’individualismo, l’autoreferenzialità, l’interesse particolare. E come Regione Toscana non intendiamo fermarci qui: stiamo lavorando per rendere più visibile il sistema della ricerca (es. tramite l’osservatorio Toscana open research), per una migliore valorizzazione e brevettazione delle innovazioni, per coordinare la presenza e le opportunità per il sistema universitario a Bruxelles, per creare una piattaforma logistico-digitale a supporto delle industrie nelle scienze della vita, così come continuiamo a sostenere investimenti industriali nel farmaco, nei dispositivi medici e persino nei vaccini (che qui a Siena sono di casa, danno lavoro a migliaia di persone grazie a scoperte di caratura mondiale) favorendo, ad esempio, il riuso di impianti esistenti per nuovi vaccini sperimentali o in caso di rischi pandemici.

IN POCHE PAROLE, questa prima conferenza sulla ricerca nelle scienze della vita non è solo una vetrina di progetti ed iniziative, ma anche un punto di ripartenza per consolidare la Toscana quale polo europeo, con azioni di sistema in grado di generare un futuro basato sull’attrazione di grandi investimenti, nuovi finanziamenti per la ricerca, nuovi posti di lavoro. Si tratta di una sfida ambiziosa, ma che vogliamo vincere dimostrando che Siena e la Toscana sono un terra di ‘buon governo’ nel settore delle scienze della vita.

*Presidente Regione Toscana

I fondi europei Dote di 800 milioni, il bando per creare imprese

FIRENZE

LE SCIENZE DELLA VITA in Toscana rappresentano un tema di grande rilievo per lo sviluppo regionale. Aumentare la performance in innovazione e rafforzare il sistema del trasferimento tecnologico: ecco le priorità con cui la Toscana persegue gli obiettivi di Europa 2020, attraverso interventi mirati su distretti tecnologici e investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Un percorso iniziato con la programmazione Fesr 2007-2013, con 640 milioni di euro in investimenti in innovazione, la cui continuità è rafforzata con la strategia regionale di specializzazione intelligente, attraverso tre tecnologie: Ict e fotonica, fabbrica intelligente, chimica e nanotecnologie, con oltre 400 milioni di euro, a sostegno di attività di ricerca e innovazione a favore di imprese, università e ricerca. Soluzioni tecnologiche per la prevenzione; diagnosi e cura della persona; biorobotica e fotonica medicale; soluzioni integrate per la salute: queste le principali traiettorie di sviluppo per il mondo delle life sciences sulle quali la Regione ha deciso di scommettere tra 2014 e 2020.

IL POR FESR Toscana 2014-2020 con una dotazione di 792,5 milioni di euro, dedica il 35% delle risorse (275 milioni) all’Asse 1 (ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico) e ha già finanziato 2.830 progetti con 438,9 milioni di contributi e 889,4 milioni di investimenti attivati. Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, di supporto a startup anche innovative, di rafforzamento del sistema del trasferimento tecnologico: dal sostegno alle infrastrutture alla collaborazione con università e centri di ricerca. Tante le opportunità per i giovani, le imprese e i liberi professionisti: partito il bando internazionalizzazione, il 20 settembre riaprirà il bando per la creazione d’impresa e i bandi per il sostegno dell’innovazione e degli investimenti produttivi. Per informazioni: http://www.regione.toscana.it/porcreo-fesr- 2014-2020/bandi

Di |2018-09-10T12:43:06+00:0010/09/2018|Dossier scienze della vita|