IL RISIKO

Il colosso Banca Generali
compra Nextam Partners
«Per gestire il risparmio
servono grandi operatori»

Andrea Telara
MILANO

CARLO GENTILI, fiorentino, nell’ambiente finanziario è stato sempre considerato un pioniere della gestione indipendente. Ben 17 anni fa, dopo più di un decennio di esperienza in Banca Euromobiliare, decise infatti di mettersi in proprio e fondare assieme ad Alessandro Michahelles e Nicola Ricolfi la Nextam Partners, società che ha sedi a Firenze, Londra e Milano e che, nel gergo degli addetti ai lavori, viene definita solitamente una ‘boutique finanziaria’. Si tratta cioè di un gruppo attivo sia nella gestione del risparmio (Sgr), sia nell’advisory, ovvero nella consulenza indipendente (tramite la Sim). La società è stata fondata da un team di money manager che si conoscono da tempo.

LA SCORSA settimana, però, Gentili e soci hanno deciso di dare una svolta alla loro storia professionale. Hanno ceduto il loro gruppo, che gestisce circa 1,3 miliardi di euro e offre consulenza finanziaria su altri 5,5 miliardi di euro di patrimoni, a un gruppo ben più grande. Si tratta di Banca Generali, società guidata da Gian Maria Mossa che gestisce oltre 58 miliardi di euro e che, tra i professionisti della finanza italiana, non ha certo bisogno di presentazioni. Perché è avvenuta questa operazione? «Ci siamo convinti che la gestione del risparmio sia ormai un business riservato sempre più ai grandi operatori e Banca Generali è un’eccellenza nel settore» dice Gentili. Oggi, infatti, l’arrivo della direttiva Mifid 2 e di altre regolamentazioni molto stringenti nel settore finanziario costringe le boutique a sostenere una gran mole di costi per le attività di compliance, cioè per assicurare la conformità legale dei loro prodotti e delle loro procedure. Si tratta di attività complesse e impegnative, che le società finanziarie non possono sostenere da sole, per non correre il rischio di trascurare il loro business principale di gestione dei patrimoni. Per questo gli operatori di piccole e medie dimensioni hanno bisogno di unire le forze e aggregarsi tra loro o di entrare in realtà meglio posizionate per cogliere le rinnovate sfide del private banking.

E’ PROPRIO quello che ha fatto Nextam Partners, che ha scelto come meta di destinazione Banca Generali, soprattutto per due motivi. «Innanzitutto perché ho stima di Mossa – dice ancora Gentili – «In secondo luogo abbiamo apprezzato la volontà di Banca Generali di conservare il nostro marchio e la nostra identità per farne un ulteriore punto di forza del proprio modello di offerta e servizio».

GENTILI resterà dunque nell’organico della società anche dopo il matrimonio con la nuova controllante (che, come da prassi, è in attesa delle dovute autorizzazioni degli organismi di vigilanza per completare l’acquisizione, n.d.r). Il business di Nextam Partners e di Banca Generali sono infatti molto vicini e complementari. La prima è una società di gestione e consulenza specializzata nell’amministrare la ricchezza dei clienti di fascia alta, con almeno 5 milioni di patrimonio a disposizione. Banca Generali ha una base clienti ben più ampia ma da tempo punta anch’essa sui risparmiatori e sugli investitori di un certo livello.

Di |2018-10-29T16:16:08+00:0029/10/2018|Dossier Economia & Finanza|