Corsini punta sulla Piattaforma
«Ecco il sogno da 600 milioni
per attirare i giganti del mare»

Antonio Fulvi

LIVORNO

STEFANO CORSINI, ingegnere cinquantenne, è da poco più d’un mese presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale Livorno-Piombino (più porticcioli annessi). Nominato dal ministro Delrio con l’assenso del governatore della Toscana Rossi – dopo una iniziale designazione al porto di Venezia – ha sbaragliato i numerosi concorrenti con un impressionante curriculum di 40 pagine: tra pubblicazioni specifiche, collaudi portuali, contributi alla riforma dei porti, lavoro al Mit, ministero infrastrutture e trasporti. Da quando si è insediato a palazzo Rosciano, sede livornese dell’Authority, si è distinto per due dettagli non secondari: il sorriso con cui accompagna ogni intervento pubblico improntato all’ottimismo perle sorti del suo sistema portuale; e il dribblare sistematicamente la stampa. Però non ha mancato di sottolineare quale sia il suo mantra. «Dobbiamo lavorare in squadra – ha detto di recente davanti al ministro Delrio al 2° Forum nazionale sulla portualità che si è tenuto proprio a Livorno – perché la competizione sui traffici marittimi va indirizzata ai porti del nord Europa». E ancora, in un più recente incontro con le categorie imprenditoriali del porto. «Vi chiedo la massima collaborazione sui problemi concreti che stiamo affrontando. Tutti insieme – ha ribadito – possiamo far tornare Livorno uno dei grandi scali del Mediterraneo». Oggi siamo sulla strada: nel 2016 sono arrivate 7622 navi (+12,77%) e quasi 800 mila passeggeri delle crociere. Nelle auto nuove allo sbarco è record nazionale (400 navi, +20,57%). Sui ro/ro, altro record (+20,16%). Dall’avvocato genovese Giuliano Gallanti ha ereditato un porto con grandi programmi e anche grandi problemi. La «madre di tutte le gare» riguarda la Piattaforma Europa, ovvero la creazione di un porto tutto nuovo ribaltando l’attuale scalo containers della Darsena Toscana verso il mare.

È UN PROGETTO grandioso, da oltre 500 milioni di euro, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana nel gennaio 2016: prevede una nuova darsena containers con fondali fino a 18 metri per le mega-ships di ultima generazione, e successivamente una serie di banchine per i ro/ro (traghetti cargo) oggi sacrificati, una nuova darsena petroli, fasci di binari per potenziare il trasferimento delle merci con treni-blocco verso gli snodi strategici del nord Italia e del centro Europa. Il testo della gara internazionale per realizzare la Piattaforma Europa è stato predisposto dall’Authority di Gallanti con l’ausilio di una società londinese specializzata. Le «dichiarazioni d’interesse» previste dalla gara saranno presentate entro il 31 maggio, dopo un paio di rinvii. Concorreranno, a quanto si sa, almeno due grandi gruppi internazionali: China Railways Internazional, che si è dichiarata pronta non solo a finanziare tutto ma anche a gestire, e il nuovo GIP (gruppo investimenti immobiliari) che ha acquisito anche il Terminal Darsena Toscana ed ha come azionisti di maggioranza potenti Fondi d’investimento franco-inglesi, decisi anch’essi a finanziare, realizzare e gestire. Sarà «la madre di tutte le gare»; ma anche quella di tutte le battaglie. Perché Corsini sa bene – è grande esperto di progetti portuali – che quando si scontrano colossi della finanza nel terminalismo, è difficile prevedere i risultati. Poi ci sono altri problemi urgenti: il suo comitato di gestione, previsto dalla riforma Delrio come organo di governance, non è ancora nato, in forte ritardo rispetto a La Spezia, Genova e altri sistemi.

L’INTOPPO pare sial’auto-designazione nel comitato del sindaco pentastellato di Livorno Nogarin, che con l’Authority si è sempre messo di traverso. Delrio e Rossi non lo gradiscono, è in corso un puntiglioso esame delle sue competenze. E il comitato ritarda, con il porto che invece ha fretta. Corsini nel frattempo non sta fermo: sta cucendo pazientemente Livorno e Piombino in un unico sistema, ha confermato provvisoriamente il capace segretario generale Massimo Provinciali (ex direttore del MIT) con qualche mugugno dei piombinesi, sta per riesaminare gli art.16 in un comitato portuale convocato a breve.