Non solo Quadrilatero
Le strade chemancano
nel sud delle Marche

ANCONA

«NON FU un miracolo la Quadrilatero, non fu nemmeno una questione politica, ma si trattò di un felice allineamento istituzionale che mise insieme regione e governo», dice Gianmario Spacca, ex governatore delle Marche ed oggi presidente della Fondazione Merloni. «Oggi mancano solamente 6 chilometri nel fabrianese per concludere tutte le opere viarie e cioè la direttissima Civitanova-Foligno, la Perugia-Ancona e la Pedementona, dove grazie alla mediazione di Mario Baldassarri viceministro ai tempi del primo governo Berlusconi, questa regione ha avuto finanziamenti per 2,3 miliardi di euro».

UN MIRACOLO ripercorribile per l’area disastrata dal terremoto? «Vogliamo come Fondazione Merloni riproporre a distanza – continua Spacca – attraverso un comitato scientifico una situazione analoga al terremoto del ’97 e quindi vedere se è possibile passare dopo la fase uno e due e cioè emergenza e ricostruzione, alla rivitalizzazione del territorio. Possibile ripetere una Quadrilatero? Altre regioni e altri territori hanno avuto più delle Marche, ma ora il problema è il deficit di rappresentanza verso Roma». Insomma manca un altro Mario Baldassarri per rimettere in piedi la filiera istituzionale tra Regione e governo al fine di arrivare ad un riammodernamento delle rete viaria regionale. I lavori di limatura alla Quadrilatero alla nuova giunta regionale guidata da Luca Ceriscioli: «Si sta lavorando anche su una strada molto importante, la Pedemontana delle Marche, già finanziata dalla Regione per 90 milioni. Per quanto riguarda il nord della regione ci stiamo concentrando sulla Fano-Grosseto. La strada dei due mari sembrava all’inizio di questa amministrazione ormai un sogno irrealizzabile – continua Luca Cerisciooli –. Abbiamo ripreso in mano la questione e con il Mit siamo riusciti ad ottenere l’apertura della galleria della Guinza, l’eterna incompiuta e l’ammodernamento di alcuni tratti. Pensiamo di chiudere con la fase della progettazione entro il 2018. Per il tratto sud delle Marche grazie al lavoro svolto con Governo e Anas siamo riusciti a sottoscrivere un piano per oltre 280 milioni per il ripristino di 11 strade che vanno dalla Salaria, alla Flaminia, dalla Val di Chienti alla Valfabbrica. Un programma che a potenziare e riqualificare gli itinerari di accesso al cratere sismico insieme ad un altro potenziamento strategico che riguarda la pedemontana tra Ascoli e Macerata per collegare le aree interne». Orizzonti lunghi e orizzonti corti perché il sindaco di Ascoli Guido Castelli non la vede rosa: « Uno dei primi problemi che abbiamo – dice – è certamente la statale delle Tre Valli e cioè il grande collegamento viario con l’Umbria e la Toscana, con Norcia e Spoleto. Abbiamo viadotti chiusi e gallerie compromesse: un grave danno non solo economico ma anche turistico per tutta l’area; strozzature che coinvolgono anche l’Adriatica e che ha bloccato tutto il traffico che arrivava dalla Puglia e saliva verso i grandi santuari, per non parlare – continua Guido Castelli – della Salaria: alle Gole del Velino nuovamente interrotti i lavori, una storia partita nel 1998 e così anche in altri tratti».

E L’ABBINAMENTO con il terremoto corre veloce «perché qui siamo ancora in fortissimo ritardo, siamo ancora alla prima fase della ricostruzione e credo che arriverà l’inverno e ci sarà ancora gente senza un tetto». Voce calma quella di Guido Castelli, ma decisa: «Da Milano uno scende in autostrada e viaggia su tre corsie, poi tutto si ferma a Pedaso. Un imbuto, una strettoia che penalizza tutta l’area. E nell’ultimo documento del ministero non c’è il minimo accenno alla risoluzione con la costruzione della terza corsia. In questo momento è interrotto un viadotto perché vanno fatte verifiche strutturali e riguarda un’area che ha una intensità di popolazione pari ad una grande città, perché in 50 chilometri quadrati vivono 100mila persone nell’area di Grottamare,Monteprandone e San Benedetto. E il tratto veicolare viene deviato in autostrada che a questo punto è diventata una specie di circonvallazione. Qui si stanno facendo, per molti nodi infrastrutturali, solamente delle grandi chiacchiere, ma non si vede nulla di concreto».

Maurizio Gennari