IL MONDO CAMBIATO IN MEGLIO

Erasmus, una generazione in viaggio
Trent’anni e 3 milioni di prof e studenti
L’Europa del sapere ora è più unita

ROMA

HA PERMESSO a più di tre milioni di studenti europei di trascorrere parte dei loro studi in università o organizzazioni giovanili di un altro Paese dell’Unione europea. Il programma Erasmus compie trent’anni. Dal 2014 ha cambiato nome ed ha allargato i propri orizzonti. Ora si chiama Erasmus +, si rivolge a tutti – studenti, imprenditori, apprendisti, insegnanti, volontari, sportivi e altro ancora – e ha un’attenzione particolare al miglioramento delle prospettive occupazionali dei giovani e al passaggio dalla scuola al mondo del lavoro: lo testimonia l’aumento delle opportunità di tirocinio e apprendistato. Entro il 2020, Erasmus+ darà l’opportunità di andare all’estero a quattro milioni di persone, tra cui due milioni di studenti e 300 mila insegnanti delle scuole superiori. Il programma sovvenzionerà 135mila scambi di studenti e personale scolastico con Paesi partner al di fuori dell’Unione europea e conterà su un maggiore sostegno linguistico, regole più flessibili, un’attenzione specifica per le persone con esigenze speciali provenienti da ambienti svantaggiati o da zone isolate.

PER FESTEGGIARE i primi trent’anni dell’Erasmus, la Commissione europea ha lanciato un sito web dedicato (ec.europa.eu/programmes/erasmusplus/anniversary_it), disponibile anche in italiano. Attraverso il sito ci si può informare sugli eventi organizzati in tutta Europa e su come partecipare al programma. I numeri definiscono la portata di Erasmus+: nel 2015 quasi 700mila ragazzi hanno studiato, lavorato, si sono formati, hanno fatto volontariato in Europa. Questo grazie allo stanziamento di oltre due miliardi di euro da parte dell’Unione europea nel solo 2015, che si sono tradotti in quasi 17mila progetti portati avanti da quasi 70mila organizzazioni. «Da trent’anni – le parole di Tibor Navracsics, commissario europeo all’Istruzione, Cultura e Sport – l’Erasmus dà ai giovani europei la possibilità di sviluppare competenze sociali e interculturali e di fare esperienze di cittadinanza attiva, svolgendo un ruolo chiave nel permettere ai nostri giovani di costruire una società migliore. Questa è la solidarietà di cui l’Europa ha bisogno, ora più che mai». Anno di svolta, proprio il 2015: il programma si è aperto a Paesi al di fuori dell’Unione europea. Per la prima volta, gli istituti di istruzione superiore e università hanno potuto inviare e ricevere più di 28mila studenti e personale docente da e verso Paesi extra-Ue. La maggior parte dei partecipanti all’Erasmus proviene da Francia, Germania e Spagna, mentre Spagna, Germania e Gran Bretagna si confermano le mete più ambite. Positivo il commento dei protagonisti: il 94% dice le loro abilità sono migliorate e l’80% ritiene che partire per l’estero ha aumentato le loro opportunità di carriera.

I DATI pubblicati a gennaio 2016 rivelano che nel suo primo anno di attività Erasmus+ ha finanziato la cifra record di 650 mila borse di mobilità per studenti, tirocinanti, insegnanti, volontari e altri giovani e ha spianato la strada ai primi prestiti per studenti che desiderano seguire un corso di laurea magistrale all’estero. Non solo: il programma è sempre più popolare tra gli studenti italiani. Uno studio della Commissione europea indica che più di 26 mila studenti italiani hanno partecipato al programma nell’anno accademico 2013/2014, l’ultimo anno di attività di Erasmus. L’Italia è risultato il quarto Paese Ue per numero di partecipanti, subito dietro il podio occupato da Spagna (37 mila), Francia e Germania (entrambe con 36 mila partecipanti). Tra le università italiane, il numero di alto di partenze si registra a Bologna (2° a livello europeo), Padova (5°) e Roma La Sapienza (15°). Prima università del sud la Federico II di Napoli (35° posto), seguita da Palermo al 63° posto. E l’Italia si è confermata una meta popolare: con più di 20mila gli studenti Erasmus provenienti da altri Paesi Ue, si classifica quinta. In testa alla classifica figura la Spagna con quasi 40 mila studenti, seguita da Germania e Francia (entrambe intorno ai 30 mila studenti). Tra le università italiane a ricevere il maggior numero di studenti figurano Bologna (4° posto a livello europeo) e Roma La Sapienza (11°).

 

 

 

 

Di | 2018-05-14T13:14:39+00:00 24/05/2017|Focus Nuova Europa|