Il mercato degli integratori

La ricetta Pool Pharma
Una santa alleanza tra produttore e clienti

FINO A QUALCHE decennio fa i salutisti erano unaminoranza tra noi. Persone considerate esageratamente alternative, che, in realtà, avevano prima degli altri capito da cosa cominciare per farsi del bene realmente.Da rarità a fenomeno di tendenza,legato alla ricerca del benessere. In questa scia, dal lato della produzione di benessere c’è da diverso tempo, quasi vent’anni,Pool Pharma, già sui banchi delle farmacie con un’ampia gamma di prodotti. Sono le idee del fondatore e presidente della società, Giorgio Pizzoni. Settantadue anni, a capo di Pool Pharma con i suoi figli,Pizzoni studia da tempo i consumatori di integratori naturali. E per questo tra pochi giorni lancerà sul mercato un nuovo prodotto, anzi quattro, nel segno del «ricchi, sani, buoni, pronti nel benessere». Si chiama Hestratto Multi Vegetal Fruit. «Prima c’erano spremute e centrifugati – racconta Pizzoni –. Ora ci sarà l’estratto, con l’h attenzione e ci teniamo». Integratori naturali che dovrebbero accompagnare nelle intenzioni di Pool Pharma l’intera giornata all’insegna del benessere di chi vuole curare il proprio equilibrio energetico quotidiano. Quattro formule con frutta e verdura «buoni, funzionali e pratici». La prima che si occupa del benessere globale e quindi della salute generale. L’energetico, per combattere la stanchezza fisica e mentale; il detox, per depurare l’organismo da scorie e tossine e l’Hestratto per la pelle, frutta e verdura control’invecchiamento precoce. Tutti concentrati in bustine da sciogliere in acqua o anche nel latte. «Non c’è alcun prodotto oggi in commercio con queste caratteristiche – sottolinea ancora Pizzoni –. Per ogni formula abbiamo scelto colori diversi. Il Detox con la bustina verde, l’Hestratto perla pelle sarà rosa,la ricarica giornaliera contrassegnata dal rosso e il benessere globale con il colore arancione». Il mercato degli integratori in Italia sta conoscendo una fase di sviluppo esplosiva. Nessuno pensa aimiracoli, ma certamente l’equilibrio migliore della salute – ragionando sempre su prodotti naturali – ha ricevuto un qualche giovamento. Lo stesso Pizzoni ci riporta dati che non sono solo economici o di marketing, ma che indicano anche una evoluzione notevole delle abitudini individuali, per cui al movimento, alla scelta adeguata dei prodotti per nutrirsi correttamente, sono associati gli integratori, ovviamente non sostitutivi di nulla, ma aggiuntivi.

«ALL’INIZIO del duemila eravamo sessanta aziende grandi e piccole a stare in questo settore – dice ancora Pizzoni –. Oggi, siamo 1918, solo in Italia, per un fatturato complessivo di due miliardi e mezzo di euro. Ognuno conla propria offerta specifica, ma ci stiamo in tanti». La produzione presuppone la ricerca e a montel’attenzione per quelle che sono le angosce del quotidiano, dallo stress all’insonnia. La garanzia che si sta scegliendo un rimedio serio per Pizzoni passa anche dal presentare la propria gamma in farmacia. «Dalle ricerche emerge una fiducia crescente per il farmacista, a cui il consumatore si affida per risolvere grandi e piccoli problemi di salute – osserva Pizzoni. Professionalità e quel pizzico di buonsenso anche collegato alla conoscenza che il consumatore ha di chi sta dall’altra parte del bancone. Una scelta, la nostra, di serietà, che ha pagato, visto che non ci occupiamo solo di integratori, ma anche di cosmetica, sciroppi per la tosse e anti influenzali». Di questo grande universo Pool Pharma occupa uno spicchio piccolo, ma significativo. Il fatturato complessivo dell’azienda tocca i 35 milioni di euro e ha avuto negli anni una crescita costante. L’azienda ha fatto scelte di marketing mirate, così come ha deciso di associare il proprio marchio allo sport, sponsorizzando attualmente il Torino e il Bologna nel calcio, oltre a due società ciclistiche. Lavora con agenti in tutto il Paese.

Sfida europea Milano vuole l’Agenzia per i medicinali, ma deve battere Copenhagen

TUTTI la vogliono. Da quando il Regno Unito ha imboccato la strada a senso unico della Brexit, molti Stati membri della Ue hanno iniziato a muoversi per mettere le mani sulle agenzie e le istituzioni europee con sede a Londra, che inevitabilmente dovranno traslocare quando l’uscita dall’Unione diventerà operativa. Ma quella su cui in tanti hanno messo gli occhi, per le sue dimensioni e per l’importanza, è l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. L’Ema è in sostanza l’ente comunitario che ha il compito di fornire l’approvazione ai farmaci messi sul mercato nei Paesi dell’Unione. Garantisce la protezione e la promozione della salute dell’uomo e degli animali valutando la documentazione inviata dalle case farmaceutiche (senza nessun controllo di laboratorio, che l’agenzia non effettua) e monitorando i prodotti autorizzati dalle autorità di controllo dei farmaci dei singoli Stati. Mette anche a punto delle linee guida tecniche e fornisce supporto scientifico. Esiste dal 1995 e ha quasi un migliaio di dipendenti, con 300 milioni di euro all’anno di budget. Milano si è candidata a diventarne la nuova sede, ma dovrà superare l’agguerrita concorrenza di numerose altre città europee, fra cui quella della capitale danese Copenhagen.

«IL DOSSIER che stiamo completando per portare l’Ema a Milano non ha nulla da invidiare a quello appena presentato da Copenhagen». Così si è espressa Diana Bracco – ad del gruppo farmaceutico e rappresentante unico delle associazioni imprenditoriali e delle categorie riunite nella Camera di commercio – riguardo la candidatura per portare a Milano l’agenzia. Durante l’intervento di chiusura del convegno ‘Ecosistema digitale E015: collaborare, condividere, competere’, a Palazzo Lombardia, Diana Bracco ha detto che «è una sfida che, se vinta, porterebbe a Milano un gradissimo impulso per il futuro. Non dimentichiamo che questa regione riunisce la maggior parte degli investimenti farmaceutici del Paese».

Di |2018-10-02T09:25:27+00:0014/02/2017|Focus Farmaci & Salute|