Milano è al centro del progetto
Un portafoglio con 100 immobili
La nuova sfida sono gli alberghi

MILANO
IL FOCUS È SU Milano. Nel capoluogo lombardo si trova il 64% degli immobili nel portafoglio di Coima. Il 67% sono uffici e il 78% ha i certificati di sostenibilità Leed, che sono una sorta di una pagella del rispetto dell’ambiente riconosciuta a livello internazionale.
È questo il profilo di Coima Res, profilo chiaro, come nella volontà del board, per vendere più facilmente le strategie e le caratteristiche degli investimenti del gruppo su un mercato sempre più veloce e in cui l’Italia gioca un ruolo marginale. Secondo i dati di Bloomberg la percentuale di investimenti del real estate investment trust sulla capitalizzazione generale del mercato è dello 0,4% in Italia, mentre ha maggiore incidenza nelle economie più solide d’Europa, dall’1,8% del Regno Unito al 3,4% dell’Olanda, dal 2,3% della Francia al 3,3% della Germania.
NEGLI ULTIMI quindici anni i prodotti immobiliari di classe A in Italia sono cresciuti del 3% a Roma e del 6% a Milano, mentre a Dublino sono cresciuti di oltre il 50%, a Francoforte di più del 20%, a Parigi e Barcellona di più del 10%. A Londra lo stock di immobili di primo livello è del 46%, control’11% di Milano. E il capoluogo lombardo, tra il 2006 e il 2016, ha assorbito il 60% delle transazioni immobiliari nel segmento degli uffici.
Coima Res ha nel portafoglio il Vodafone Village, il quartier generale della compagnia telefonica collocato nella periferia sudovest di Milano, su un’estensione di oltre 39mila metri quadri; Gioiaotto, un edificio disegnato nel 1967 da Marco Zanuso e situato nel cuore del nuovo distretto direzionale della metropoli; immobili di Deutsche Bank, Eur Center 2331 a Roma, due palazzi in via Bonnet, a Milano.
Nel complesso, il gruppo possiede oltre 100 immobili. La sgr invece, che rientra sempre nella galassia delle società che fanno capo alla famiglia Catella, a maggio ha concluso gli accordi per rilanciare gli alberghi Hotel Excelsior e Hotel Des Bains al Lido di Venezia. Il fondo è stato ricapitalizzato per un ammontare complessivo di 250 milioni di euro.
Luca Zorloni