Economia, sociologia e linguistica
I nuovi manager per il mercato cinese
crescono all’Università Cattolica

Luca Balzarotti
MILANO

SE SI potesse creare al computer, il profilo ideale verrebbe disegnato così: competenze da interprete, conoscitore delle regole del commercio internazionale, capacità di relazionarsi con l’interlocutore, abilità nell’analisi preventiva dei rischi sulla base della conoscenza delle leggi e della cultura. Un mix di economia, sociologia, linguistica. Eccoli i nuovi manager per la Cina formati dall’Università Cattolica con un master innovativo, pronto a partire a ottobre o all’inizio del prossimo anno. «Dipenderà dalle iscrizioni, le prime adesioni ci sono già», spiega Maurizio Motolese, direttore del master in Politics, economics and culture of China (Mapecc). Trenta posti massimo, un numero destinato a essere raggiunto (o quasi) visto le opportunità professionali legate alle relazioni con la Cina, destinata a diventare leader dell’economia mondiale. Negli ultimi trent’anni, infatti, il Paese ha conosciuto un boom economico senza precedenti che ha permesso non solo di aumentare il benessere sociale di milioni di cittadini cinesi ma di assumere un ruolo di primo piano sia nel sistema produttivo mondiale sia nella costante evoluzione dell’assetto geopolitico globale.

IL PRIMO effetto di questa leadership è stata la forte crescita degli scambi culturali e commerciali con l’Europa. «L’Italia importa dalla Cina il 17,7% del totale di beni e servizi importati dai Paesi extra Unione europea – dichiara Motolese –. Mentre del totale delle esportazioni verso nazioni che non appartengono all’Unione europea, il 6,5% è diretto in Cina. Sempre secondo i dati Eurostat, la Germania importa dalla Cina il 17,3% del totale del dato extra Ue, l’Olanda importa il 30% e la Repubblica Ceca il 35%. Sono numeri che dimostrano come il mercato import ed export fuori dai confini dell’Unione europea sia fortemente cinese». Lo scenario impone a chi si occupa di formazione di «anticipare la domanda del mercato» – sottolinea il direttore del nuovo master Mapecc della Cattolica – che cercherà sempre di più professionisti in grado di contribuire alle decisioni e strategie commerciali di multinazionali, società di consulenza economica e politica e agenzie di ricerche di mercato che interagiscono con il mondo imprenditoriale della Cina e della società cinese.

«IL MASTER è di primo livello e fa parte dell’offerta formativa universitaria dopo la laurea di primo livello – spiega il direttore –. Si rivolge sopratutto a studenti, ma anche a professionisti che vogliono intraprendere un percorso di studi di un anno per acquisire competenze tecniche, economiche, politiche, legislative e culturali utili negli scambi con la Cina ». Si tratta in particolare di figure che potranno lavorare in appoggio al management di imprese che hanno succursali o sede in Cina. O presso enti di consulenza.

«LA NOSTRA percezione – puntualizza Motolese – è che il mercato del lavoro non richieda in questo settore solo interpreti e specialisti della lingua cinese o solo esperti di economia. Occorrono figure in grado di combinare più competenze, compreso la conoscenza della cultura e del sistema legislativo cinese per saper tradurre all’interlocutore orientale le opportunità commerciali e dall’altra saper analizzare i rischi che comporta un investimento per un’impresa europea in un Paese con leggi e regole molto diverse». Per partecipare al master, non è necessario conoscere la lingua cinese. I due requisiti sono la laurea triennale a la certificazione B2 della lingua inglese. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Confucio, gli iscritti al master verranno inseriti nella classi a seconda del livello di conoscenza della lingua cinese, che verrà insegnata durante il percorso formativo.

LE LEZIONI richiedono la frequenza e si svolgeranno interamente in inglese. Previsti anche lavori di gruppo, Lunch Talk series, incontri con business manager che offriranno una prospettiva operativa e concreta rispetto alle conoscenze sviluppate durante il master. Il percorso formativo prevede esami intermedi per verificare la crescita degli studenti e assegnare attività di project work focalizzati sul mercato cinese presso compagnie multinazionali, aziende di consulenza economica e politica, società di ricerche di mercato e think tank pubblici o privati, istituzioni che abbiano consolidato un rapporto con la Cina.