IL GRANDE FRATELLO DELLA FINANZA

Usa, boom degli 007 privati
Per i giganti dell’intelligence
giro d’affari da 50 miliardi
E strani intrecci con i militari

NEW YORK

HANNO i loro quartier generali tutti intorno Washington, in Maryland e in Virginia, a due passi dal Pentagono, dalla Cia e dall’FBI. Assumono laureati dalle maggiori università americane in particolare ingegneri, analisti e specialisti di computer. Sono una fonte d’impiego intrigante e stimolante per le nuove generazioni. Molto spesso ben pagati, con salari d’ingresso dai 78.000 ai 144.000 dollari. Prima di ogni assunzione uomini e donne devono superare il “test di segretezza” che impongono soprattutto i contratti con l’intelligence, il ministro della difesa e degli interni.

AI CANCELLI i pass con impronte digitali e ottiche sono a prova di falsificazione. Nessuno può entrare nelle sale operative e di ricerca senza il codice d’accesso gerarchico. Dall’invulnerabilità di questi centri, dipende la sicurezza degli Stati Uniti. Anche se sono gruppi pubblici e quotati in borsa i cinque colossi dell’intelligence privata, Leidos Holding Inc con 32.000 dipendenti, SAIC corporation che nel settembre del 2018 ha inglobato Eligibility raggiungendo 23.000 dipendenti, CSRA inc con 19.000 occupati, Booz Allen Hamilton inc con 22.000 persone e Caci international inc con 18.700 analisti, costituiscono l’80% dell’intera forza lavoro altamente specializzata considerata il fondamentale supporto logistico e top secret per tutte le agenzie federali americane, che vanno dalla difesa alla sicurezza interna, dallo spionaggio all’analisi dei grandi budget della sanità e delle opere pubbliche finanziate dal governo.

SONO di fatto “contractor intellettuali” al servizio delle forze armate o dei servizi segreti Usa anche se di fatto alcuni di questi specialisti sono stati denunciati gli anni scorsi per gli infami interrogatori di Abu Ghraib durante la guerra contro Saddam. Il raggio d’azione dei giganti privati dell’intelligence è vastissimo e il fatturato di oltre 50 miliardi di dollari l’anno in continua espansione, è solo nominale e non verificabile data la delicatezza e segretezza degli appalti che si occupano anche della sicurezza nelle telecomunicazioni e dello spazio. Intrecci di dati e di uomini con e senza uniforme, conflitti d’interesse possono essere in agguato e Palantir è finita sotto inchiesta del governo britannico nel 2018 per i suoi incontro troppo ravvicinati con Cambridge Analytica che ha inguaiato pure Facebook per aver sottratto oltre 50 milioni di dati personali all’insaputa dei suoi sottoscrittori.

ANCHE se l’elenco delle società che si occupano di sicurezza è più ampio e comprende gruppi minori ma non per questo meno qualificati, molti considerano il redditizio business dell’intelligence in mano ai privati una sorta di rischioso monopolio perché in caso di errori di valutazione, come sono avvenuti in passato, il governo americano può trovarsi senza alternative e alle prese con decisioni molto difficili che possono portare anche risposte militari. Secondo una lunga analisi di Tim Shorrock completata nel 2016 per “The Nation”, il business dell’intelligence anche se strategico, è molto meno trasparente di quello delle armi e i conflitti o gli intrecci tra le varie società si prestano a favorire connessioni politiche capaci di enormi profitti e rendite di posizione. Non a caso ex capi della Cia o del Pentagono trovano immediato impiego in queste corporation dopo la pensione.

LA CSRA ad esempio ha un legame diretto con la US Air Force e provvede un servizio di assistenza per tutte le “Global Operation” alle forze aeree americane soprattutto in Europa e Africa operando con la più avanzata generazione di droni. SAIC invece, veterana dei contratti militari, acquisendo Scitor Corporation di fatto gestisce l’analisi dei segnali che arrivano dai satelliti nello spazio e fornisce tutte le informazioni alla National Security Agency e alla National Geospatial Intelligence Agency. CACI, nonostante la controversia su Abu Ghraib, è specializzata nelle operazioni antiterroristiche legate all’Afghanistan e alle forze Nato e avrebbe identificato più di 1.500 sospetti terroristi che potrebbero minacciare gli Usa. Secondo i documenti Top Secret rivelati da Edward Snowden e pubblicati da Wikileaks nel 2013, si è appreso che Il National Intelligence Program aveva un budget annuale segreto di oltre 52 miliardi di dollari al quale lavoravano più di 28.000 contractor. Per gli azionisti di Wall Street un grande e silenzioso affare che continua.

Di |2018-10-29T16:38:43+00:0029/10/2018|Primo piano|