IL GIGANTE DELLE TELECOMUNICAZIONI

Vodafone ‘chiama’ il mondo del futuro
Dalle auto al caffè, oggetti connessi
«E porteremo il 5G in tre grandi città»

Giuseppe Catapano

MILANO

LA SIGLA IOT dice poco a chi ha scarsa familiarità con l’innovazione. Apre invece un mondo – anzi, il mondo, quello del futuro – a chi mastica tecnologia. E a chi con l’innovazione è quotidianamente a contatto. IoT sta per internet of things, ovvero internet delle cose. Il mondo del futuro, si diceva, ma in parte anche del presente: quello sempre connesso. L’IoT è un mercato in continua evoluzione, in cui Vodafone recita un ruolo da protagonista. Anche perché la multinazionale delle telecomunicazioni gestisce una delle più importanti piattaforme di connessioni internet of things al mondo (Gdsp, Global data service platform) che permette di connettere in rete oggetti che acquisiscono intelligenza grazie alla capacità di comunicare informazioni sul proprio funzionamento o su chi li utilizza. Vodafone ha superato la soglia dei 62 milioni di connessioni IoT a livello globale e in Italia possiede circa il 49% della quota di mercato, garantendo la connessione alla rete di circa 7,5 milioni di oggetti (fonte: rapporto comunicazioni Agcom 4/2017). I destinatari sono pubbliche amministrazioni e aziende in vari ambiti, dalle smart city all’automotive fino alla logistica. «Riteniamo l’internet delle cose – spiega l’azienda, che ha presentato le evoluzioni relative all’internet of things nei giorni scorsi a Milano – la tecnologia trainante della prossima rivoluzione industriale e, più concretamente, uno dei pilastri del piano Industria 4.0. Per questo siamo attivi nello sviluppo delle reti di nuova generazione che contribuiranno all’evoluzione di questa tecnologia».

IL TRAGUARDO è la copertura con la rete mobile di quinta generazione – 5G – di tre grandi città italiane entro il 2020 (Vodafone si è aggiudicata l’autorizzazione per la sperimentazione del 5G nella città metropolitana di Milano). Non solo. «Abbiamo avviato la copertura con tecnologia di rete Narrowband-IoT in tutta Italia con un piano di investimenti da oltre 10 milioni di euro. L’implementazione del Narrowband-IoT si inserisce anche nella strategia che porta allo sviluppo del 5G». Già, ma cosa si potrà fare in concreto con quest’innovazione? «Sarà abilitata una nuova generazione di servizi per privati e aziende. La tecnologia permette di far comunicare tra loro oggetti che prima non potevano essere connessi ancora prima dello sviluppo della rete 5G nel 2020 grazie a una maggiore capacità di copertura e un basso consumo energetico, consentendo così di beneficiare a pieno delle potenzialità dell’IoT in specifici mercati».

TRA LE AZIENDE che sono entrate nel mondo dell’Iot grazie a Vodafone ci sono realtà di riferimento nazionale e internazionale nei rispettivi settori. Alcuni esempi: Illy ha trasformato le macchine da caffè utilizzate nei bar in strumenti connessi tra loro per monitorarne qualitativamente e quantitativamente l’attività, oltre a connettere tutte le sedi in 4G; in ogni auto Pagani Huayra è presente una sim Vodafone che permette il monitoraggio a distanza e di conoscere la posizione in ogni momento; e ancora, Elica ha realizzato un sistema di controllo della qualità dell’aria dell’ambiente domestico o dell’ufficio proprio attraverso l’internet of things. Una leadership, ottenuta anche grazie all’acquisizione di Cobra nel 2014, azienda leader nel settore della telematica con sede a Varese – oggi Vodafone Automotive – che offre soluzioni per l’intero ecosistema delle auto e delle moto connesse, dalla telematica di bordo ai servizi di gestione e sicurezza del veicolo, fino alle soluzioni assicurative. Un approccio, quello di Vodafone, orientato alla creazione con partner differenti, per realizzare un nuovo ecosistema. E in questo senso, pochi giorni fa, l’azienda di telecomunicazioni ha annunciato una collaborazione con Arduino proprio in ambito IoT «per la realizzazione di soluzioni commerciali congiunte basate sulla tecnologia Arduino e sui servizi di connettività di Vodafone». Una visione proiettata al futuro.

 

La ricerca Internet delle cose, l’America è più avanti

MILANO

IN UN ANNO si è duplicata la percentuale di aziende con più di 50 mila oggetti connessi attivi. L’84% di coloro che adottano la tecnologia IoT afferma di averne incrementato l’uso rispetto all’anno precedente. E ancora, il 51% di coloro che adottano l’IoT sta incrementando i ricavi o aprendo nuovi scenari di business, mentre il 74% delle aziende intervistate sono d’accordo col fatto che la trasformazione digitale non possa avvenire senza internet of things. Sono alcune delle conclusioni alle quali arriva il Barometer Report 2017/18 di Vodafone. È una delle principali ricerche sulla percezione e l’adozione dell’internet delle cose da parte delle aziende, condotta in 13 Paesi (Brasile, Irlanda, Uk, Germania, Italia, Spagna, Sud Africa, Cina, India, Giappone, Australia e Nuova Zelanda). Nel mondo sono le aziende americane a guidare l’adozione dell’IoT su larga scala: il 19% di quelle che usano questa tecnologia ha più di 10 mila oggetti connessi, rispetto al 13% in Europa e al 7% nell’area Asia-Pacifico. Coloro che utilizzano su larga scala l’IoT sperimentano alcuni dei maggiori guadagni di business, con il 67% che registra ritorni significativi derivanti dall’uso della tecnologia.

A LIVELLO mondiale sono le aziende che operano nei settori energetici e delle utilities a risultare all’avanguardia, con importanti progetti IoT soprattutto per la realizzazione di applicazioni di smart metering e monitoraggio delle linee produttive. Cresce – si evince dalla ricerca, giunta alla quarta edizione – anche la serie di vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa tecnologia: maggiore conoscenza del business, riduzione dei costi, incremento della produttività sul lavoro. Nell’area Asia-Pacifico, il 53% degli intervistati mette in cima alla lista dei benefici una maggiore competitività sul mercato. In America e in Europa, questo dato scende rispettivamente al 35% e 33%. Nel settore automotive, il 51% delle aziende afferma di trovare nell’IoT un aiuto per migliorare la differenziazione del proprio brand. Un tema delicato, che talvolta scoraggia le aziende, soprattutto le piu piccole, a intraprendere un progetto IoT, è la sicurezza. Anche se nelle organizzazioni con più di 10 mila oggetti connessi, solo il 7% afferma che sia una preoccupazione. E per affrontare la questione, le aziende si stanno sempre più muovendo aumentando il personale dedicato alla sicurezza informatica e la formazione per lo staff già esistente.

Di |2018-10-02T09:24:49+00:0007/02/2018|Dossier Industria 4.0|