IL GESTORE SVIZZERO

Investitori istituzionali al bivio:
oggi si punta su hedge e nuovi bond
Strategie per ritrovare i rendimenti

ZURIGO

I CLIENTI istituzionali delle società di asset management, a prescindere dal loro profilo – siano essi compagnie assicurative, fondi pensione, proprietary desk, fondi sovrani o family office – si trovano tutti di fronte a una serie di sfide senza precedenti. Le difficoltà connesse sono particolarmente grandi perché riguardano questioni chiave come la regolamentazione e i tassi d’interesse storicamente bassi. L’ondata di nuovi standard introdotti negli ultimi anni dalle autorità di regolamentazione sia nazionali che sovranazionali ha influenzato in vario modo l’attività degli investitori istituzionali. Le compagnie assicurative e i fondi pensione si sono dovuti adeguare alle restrizioni che ora regolano il modo in cui utilizzano certi strumenti finanziari. Norme transnazionali che formano parte della riforma Solvency II nel settore assicurativo e riassicurativo, insieme ai requisiti patrimoniali imposti al settore bancario da Basilea III hanno provocato un notevole cambiamento nel panorama prudenziale. Inoltre, hanno anche notevolmente incrementato il costo della compliance, trascinando al ribasso i margini operativi in un momento in cui le banche e le assicurazioni devono spendere molto per tenere il passo con l’attuale rivoluzione tecnologica.

NEL FRATTEMPO, l’insolita configurazione dei mercati finanziari, con tassi d’interesse che rimangono a livelli storicamente bassi, costituisce un enigma per i fondi pensione. Alcuni fondi non sono in grado di generare ritorni sufficienti utilizzando strumenti tradizionali, e ciò solleva dubbi sulla capacità di questi di onorare i loro impegni. La terza categoria di vincoli riguarda la necessità di trasparenza, che comporta requisiti di rendicontazione più complessi e la necessità di competenze sempre più specialistiche. In aggiunta, i comitati d’investimento dei fondi pensione vogliono adottare un approccio all’asset management che soddisfi i criteri di investimento responsabile. Tuttavia, questa moltitudine di requisiti non significa necessariamente che le mani degli investitori istituzionali siano legate e che siano destinati a ottenere rendimenti non rilevanti e margini deboli. Infatti, purché guardino nella direzione giusta, c’è una soluzione per ogni problema che dovranno affrontare.

NEL SETTORE dell’asset management, i player più agili sono sempre stati in grado di rispondere alle sfide affrontate dai propri clienti. Oltre alla consulenza che possono fornire, gli asset manager professionali sono in grado di mettere insieme soluzioni che rispondono alle esigenze finanziarie di ciascun cliente, nonché ai vincoli legali e normativi. AD esempio, in questo contesto di tassi d’interesse bassi, una società di gestione potrebbe adottare un approccio proattivo e aiutare il cliente a investire in asset class con cui potrebbe non avere familiarità ma che offre ritorni promettenti. Alcuni esempi sono le insurancelinked securities (ILS) come i “cat bond” (obbligazioni legate principalmente a catastrofi naturali), che hanno un profilo di rischio/ rendimento interessante. Anche i fondi di mortgage debt, le convertibili e i credit default swap (CDS) possono rappresentare delle alternative interessanti se usate in maniera opportuna.

DOPO diversi anni di mercato rialzista, le valutazioni azionarie sono ormai elevate e, pertanto, potrebbe avere anche senso per gli investitori istituzionali fare nuovamente un uso più ampio di investimenti alternativi, in particolare attraverso fondi hedge che potrebbero prendere il posto di qualche investimento azionario e obbligazionario nei portafogli, riducendo la volatilità. Un rinnovato focus sui fondi hedge è particolarmente giustificato dal momento che la fine delle politiche monetarie non convenzionali delle banche centrali dovrebbe offrire opportunità di arbitraggio, su cui questi fondi si sviluppano. Sebbene molti degli afflussi di liquidità visti negli ultimi anni siano andati in investimenti passivi, la normalizzazione monetaria degli ultimi 18 mesi implica che sia pienamente giustificato per gli investitori adottare nuovamente strumenti di gestione attivi. Naturalmente, gli investimenti attivi hanno un prezzo perché, per aggiungere valore, devono essere adattati alle esigenze del cliente e richiedono competenza e talento.

LA CONSULENZA di un partner di fiducia può essere utile anche quando si cerca protezione dalle turbolenze del mercato, sia utilizzando strumenti tradizionali sia soluzioni dinamiche che prevedono l’utilizzo di derivati come le opzioni. Questa seconda categoria di soluzioni ha il vantaggio di fornire una copertura, sfruttando anche la volatilità ed eventuali rimbalzi del mercato. Nel contesto degli investimenti responsabili, gli asset manager possono supportare i clienti istituzionali aiutandoli a indentificare società, settori e prodotti che non solo rispondono ai criteri di responsabilità sociale, ma che mostrano anche un reale potenziale di creazione di valore finanziario a mediolungo termine.

SCUOTENDO l’ecosistema degli investimenti istituzionali, il big bang normativo e gli inusuali movimenti di mercato registrati dalla crisi del 2008 hanno costretto gli asset manager a reinventarsi. Sebbene le dimensioni e le performance rimangano criteri vitali per i clienti istituzionali nella scelta del partner migliore, l’ampia gamma di problemi che si trovano ad affrontare e la loro necessità di soluzioni personalizzate fanno sì che, più che mai, l’agilità dei player sia un valore aggiunto.

(*) Co-CEO Asset Management di Union Bancaire Privée

Di |2018-12-03T14:43:59+00:0003/12/2018|Dossier Economia & Finanza|